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Mercati: gamification? No, finanza sperimentale

28 Ottobre 2019 · Maddalena Liccione · 3 min

  • Siat mette in campo le sue competenze per produrre delle indicazioni di livelli di barriere sia al rialzo sia al ribasso

  • L’investitore finale ha a disposizione un ‘servizio aggiuntivo’ nella scelta del certificato

  • È un esperimento con finalità di ricerca

Analisi tecnica, psicologia e certificati sono gli elementi di un nuovo progetto che si chiama Sg Siat Certificates Radar, promosso da Société Générale con la collaborazione di Siat. Un evento che si avvicina molto a studi presenti in letteratura nell’ambito della cosiddetta finanza sperimentale

Cosa ci fanno insieme l’associazione degli analisti tecnici italiani, un professore di neuroscienze e una delle maggiori società europee di servizi finanziari? Penserete che analisi tecnica, psicologia e certificati non ci azzecchino nulla tra loro, in realtà hanno molto in comune. Sono gli ingredienti di un nuovo progetto che si chiama Sg Siat Certificates Radar, promosso da Société Générale (SocGen) con la collaborazione di Siat. A prima vista potrebbe sembrare un gioco, ma guai a parlare di gamification, avverte Davide Bulgarelli, presidente Siat: “Si tratta di finanza sperimentale”.

“Il Radar nasce dall’idea che l’analisi tecnica può essere d’aiuto agli investitori in certificati perché permette di individuare livelli di supporto e resistenza dei sottostanti (minimi e massimi) che si possono mettere a confronto con le barriere dei nostri certificates”, spiega Costanza Mannocchi, head of exchange traded products in Italia di Société Générale.

Cos’è e come funziona

Il Radar è un osservatorio periodico, con cadenza bimestrale, in cui Siat mette in campo le sue competenze che tramite il sondaggio condotto tra i suoi soci riesce a produrre delle indicazioni di livelli di barriere sia al rialzo sia al ribasso, mentre SocGen mette in campo la sua competenza di emittente di certificati. Siat, attraverso un sondaggio tra i suoi soci, dirà quali saranno i massimi e i minimi di un valore, ad esempio l’oro, nei prossimi 3/6 mesi. Quando avranno votato tutti i soci che vorranno partecipare, il risultato della votazione farà parte del Radar di SocGen che a quel punto emetterà un certificato a barriera basandosi su quelle che sono state le indicazioni dei soci. Ogni socio darà la sua visione e non è detto che coincidano tra loro.
L’obiettivo per Siat è quello di provare a fare un’analisi su un periodo sufficientemente lungo (per circa un anno e mezzo e una decina di emissioni) e a ogni scadenza di prodotto verrà premiato il socio che si è avvicinato di più, quello che ha fatto le previsioni più corrette. “L’investitore finale ha a disposizione un ‘servizio aggiuntivo’ nella scelta del certificato – all’interno della vasta gamma di SoGen – con barriera più in linea con le previsioni degli esperti di analisi tecnica”, dettaglia Mannocchi.
“La sfida è quella di cercare di prevedere i massimi e i minimi con la maggiore precisione possibile, non quella di prevedere dove sarà l’oro fra 6 mesi”, spiega Bulgarelli. Ci sono in premio da 500 a 1000 euro a ogni sondaggio (il prossimo sarà a dicembre), ma contestualmente saranno condotti studi e ricerche a favore dei soci con la collaborazione del professor Duccio Martelli che si occuperà dell’analisi dei dati dal punto di vista della psicologia. “È un’avventura con finalità di ricerca e non solo commerciali. Ad ogni tappa il socio che ha vinto farà una storytelling per spiegare la sua metodologia, i suoi strumenti. Per noi di Siat è un modo di fare studi scientifici sulle previsioni”.

Studiare il comportamento degli investitori

L’osservatorio rappresenta un evento unico nel panorama domestico, avvicinandosi molto a studi presenti in letteratura nell’ambito della cosiddetta finanza sperimentale. Nel corso dei mesi della competizione sarà infatti possibile analizzare il comportamento di investitori professionali, quando si trovano di fronte a decisioni riguardanti la loro reale operatività quotidiana. “Interessante sarà cercare di capire il comportamento dei partecipanti sia in funzione dello strumento negoziato (es. valute, azioni, …), sia in relazione all’avvicinarsi del termine della competizione”, spiega Duccio Martelli, visiting professor presso l’Università di Harvard e professore di Finanza presso l’Università di Perugia.

“Da un precedente studio da me condotto su una competizione di trading rivolta a un target di studenti, è emerso infatti come i partecipanti posizionati ai vertici della classifica, tendano a diventare più avversi al rischio mano a mano che la competizione volge al termine. Questo per evitare di rischiare di perdere proprio sul finale il vantaggio accumulato nei precedenti periodi. Discorso opposto per gli inseguitori, che tenderanno invece a diventare più aggressivi con il passare del tempo. Mi aspetto che tale differente comportamento possa manifestarsi anche in una competizione rivolta a professionisti, sebbene in maniera meno evidente. Indipendentemente da questo aspetto di dettaglio, sono certo che la competizione in oggetto fornirà nuovi spunti di riflessione per comprendere più in profondità il comportamento degli investitori sui mercati finanziari”, conclude l’esperto.

Maddalena Liccione
Maddalena Liccione
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