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Mercati emergenti, gli hedge fund battono l’azionario

Mercati emergenti, gli hedge fund battono l’azionario

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Lorenzo Magnani
Lorenzo Magnani

28 Agosto 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’indice che cattura la performance degli hedge fund sui mercati emergenti è cresciuto del 17,3% tra aprile e luglio

  • Gli indici regionali di molti paesi hanno reso di più dei relativi indici azionari

  • I buoni rendimenti attirano sempre più investitori e capitali, cresciuti in modo esponenziale negli ultimi anni

Tra le performance più convincenti di questi mesi, quelle degli hedge fund che hanno investito sui mercati emergenti sono state forse le migliori. Gli indici elaborati dall’Hedge fund research di Chicago hanno quasi tutti mostrato una crescita a due cifre nel secondo trimestre 2020, battendo gli indici azionari. Se la Cina è il paese dove bisognava investire, l’esposizione valutaria e una strategia “equity hedge” sono state le chiavi vincenti

I fondi di investimento speculativi sui mercati emergenti stanno ottenendo ottime performance. È quanto emerge dal report Hfr emerging markets hedge fund industry report pubblicato dall’Hedge fund research, leader mondiale nello sviluppo di indici di performance dell’universo hedge fund. “Gli hedge fund sui mercati emergenti hanno del tutto o quasi compensato le perdite registrate nella prima metà dell’anno, grazie ai guadagni su azionario, valute e materie prime. Lo scenario macro e geopolitico che sta cambiando in questa seconda metà dell’anno è la variabile critica. Chi sarà pronto ad affrontare questi sviluppi guiderà il settore e attirerà gli investitori istituzionali nei prossimi mesi”, ha affermato Kenneth J. Heinz, presidente di Hfr.

Rendimenti superiori a quelli azionari

L’Hfri emerging markets index, l’indice che cattura l’andamento di tutto il settore, è cresciuto del 12,8% nel secondo trimestre dell’anno,  seguito da un ulteriore 4,5% in luglio. Tale performance (un rendimento trimestrale così alto non si vedeva dal 2001) ha permesso di riportare il tasso di guadagno da inizio anno (yield to date) in campo positivo o quasi. Tra i paesi trainanti al primo posto c’è la Cina. Grazie a un mercato azionario in grande rialzo, dato l’allentamento delle tensioni geopolitiche e la politica monetaria accomodante, l’indice Hfr relativo alla Cina è cresciuto del 21,3% tra aprile e luglio. La performance da inizio anno segna il +13,1%. Ben 4,5 punti percentuali dello Shangai Composite Index, uno dei principali indici azionari cinesi. Guardando ai dati del secondo trimestre sono andati bene anche i fondi su Russia ed est Europa +15,1%, Sud America +13,6%, meno quelli su Medio Oriente/Africa +4,5%. Il trend di una performance migliore degli hedge fund rispetto al comparto azionario è confermato anche in Russia e America Latina. Gli indici Hfr hanno sovraperformato i relativi indici azionari rispettivamente dell’1,7% e dell’1,4%.

Sempre più capitali

Con la crescita delle performance si è assistito congiuntamente a un aumento dei capitali investiti in questi fondi. Al secondo trimestre 2020 tale segmento vale 244 miliardi di dollari, in crescita di 13 miliardi rispetto al solo semestre precedente. Solo il mercato asiatico conta per 115,5 miliardi. Tali dati certificano il sempre più grande interesse verso questo tipo di investimento. Solo 10 anni fa difatti i capitali investiti dai fondi hedge sui mercati emergenti erano meno della metà di oggi ($114,27 miliardi).

Strategia e comparti più performanti

Interessante inoltre notare come, seppur dislocati in tutto il mondo, questi fondi hanno seguito una strategia molto diversa da quella tenuta in media dall’industria hedge fund. Guardando all’asset allocation emerge come ben il 64,21% dei fondi operanti sui mercati emergenti abbia seguito una strategia “equity hedge”, seguita da “relative value” (14,56%), “macro” (10,97%) e “event driven”(10,17%). Il rapporto tra queste quattro strategie è invece molto più equilibrato se si considerano tutti i settori.

Infine i fondi valutari, sfruttando il recente deprezzamento del dollaro nei confronti delle altre valute, hanno prodotto risultati significativi. L’Hfri Currency Index da inizio anno ha guadagnato il 6,2%. Ma il comparto che ha reso di più è stato quello delle criptovalute, con un Ytd del +51,4%.

Lorenzo Magnani
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