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L’oro vola verso i 1800 dollari. Estate a quota 2000?

L’oro vola verso i 1800 dollari. Estate a quota 2000?

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

16 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le ultime quotazioni (16/04/2020) lo danno a oltre 51 € al grammo (1723 dollari all’oncia). Il World Gold Council comunica che nel primo trimestre 2020 gli acquisti netti sugli Etf in oro hanno raggiunto il record storico, 23 miliardi di dollari

  • A differenza del rame, il metallo giallo non è legato all’andamento dell’attività industriale ed è una copertura contro il rischio di inflazione (che, questa volta, dovrebbe tornare)

  • C’è oggi un curioso fenomeno mai verificatosi prima negli scambi di oro: riguarda i lingotti. “L’oro fisico è nel posto sbagliato o nella forma sbagliata ed è impossibile spostarlo facilmente. I futures si sono sganciati dal mercato fisico, su cui a malapena si registrano scambi”

La corsa dell’oro sembrava essersi arrestata a metà marzo, ma invece il metallo prezioso vola (solo metaforicamente) come non mai

L’arretramento di quattro settimane fa è già storia. A metà marzo, la corsa dell’aurum aveva subito un rallentamento a causa delle vendite per necessità di compensazione delle perdite o richiami su altri asset.

Dopo nemmeno un mese però l’oro scala le vette di quotazioni sempre più elevate, o per meglio dire vola, data la rapidità del suo apprezzamento. Le ultime quotazioni (16/04/2020) lo danno a oltre 51 € al grammo (1723 dollari all’oncia). Il World Gold Council comunica che nel primo trimestre 2020 gli acquisti netti sugli Etf in oro hanno raggiunto il record storico, 23 miliardi di dollari.

L’oro attrae gli investitori per vari motivi. A differenza del rame, non è legato all’andamento dell’attività industriale. I suoi rendimenti si devono ai soli aumenti di prezzo, non generando né cedole né dividendi. Ma è il porto sicuro nelle tempeste economiche, ed è una copertura contro il rischio di inflazione. Secondo alcuni suoi strenui sostenitori inoltre – lo riporta il Financial Times – l’oro potrebbe tornare ad agganciare il valore delle monete. Chissà.

Intanto, gli investitori cominciano a preoccuparsi sul serio per la prospettiva di inflazione. Non si era infatti ancora esaurita l’ondata di stimoli messi in campo dalle banche centrali per la crisi 2008-2009 che è stato necessario iniettare nel sistema economico un quantitativo mastodontico di liquidità. Non è detto che il livello già stagnante dei prezzi e dei tassi si infiammi, una volta usciti dalla “fase uno” dell’emergenza. Ma perché rischiare? Se i tassi di interesse reali crollano, il prezzo dell’oro vola, tendenzialmente. Aspetto empirico oggi più evidente che mai. Per fare un esempio: i tassi reali sui Treasury a dieci anni sono adesso a -0,50%.

Il paradosso dei lingotti (e l’oro vola ancora di più)

Un aspetto curioso del rally attuale dell’oro è legato alla scarsità dei lingotti. A causa del grande lockdown mondiale, tre raffinerie svizzere di lingotti, fra le maggiori al mondo, hanno chiuso. Si tratta delle poche qualificate a produrre le barrette da investimento (i London Good Delivery, ad esempio). E le miniere? Chiuse, come quelle del Sudafrica e del Messico, per esempio. Come se non bastasse, le difficoltà logistiche impediscono ai mattoncini d’oro di circolare.

L’oro vola, ma non in aeroplano

Il metallo giallo ha sempre volato negli aerei di linea. Ora che i voli sono quasi fermi, trasportarlo costa dalle tre alle otto volte in più rispetto a febbraio (Richard Hayes, chief executive di Perth Mint).

Tale mancanza di liquidità nel mercato dell’oro non si era mai verificata, e la London Bullion Market Association (Lbma) è intervenuta per tranquillizzare gli operatori sul “funzionamento del mercato globale dell’oro” e sulla “consegna fisica del metallo”.

Nei caveaux di Londra pare riposino 8.200 tonnellate di oro (dati Bullionvault). Il World Gold Council ammonisce che “l’oro fisico è nel posto sbagliato o nella forma sbagliata ed è impossibile spostarlo facilmente. I futures si sono sganciati dal mercato fisico, su cui a malapena si registrano scambi”.

Alla Commodity Exchange (Comex) di New York, l’oro con consegna più vicina costa di più di quello con consegna futura. È il cosiddetto fenomeno della backwardation, frequente per materie come il petrolio o raccolti agricoli, ma rarissimo per l’oro. Un’altra anomalia targata coronavirus, verrebbe da dire.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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