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Goldman Sachs: il petrolio resta sottovalutato

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

08 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • i prezzi del petrolio iniziano il nuovo anno con il primo vero rally da tre mesi a questa parte

  • Dato il contesto economico in rallentamento, il livello dei prezzi rimane tuttavia sottovalutato secondo la banca di invesitmento americana

  • La dicotomia fra Brent e Wti e le previsioni per il biennio 2019/2020

Secondo il consueto report periodico di Goldman Sachs il petrolio resta sottovalutato rispetto ai suoi fondamentali di mercato attuali e attesi

E l’onda del petrolio si alzò. L’inizio del 2019 è caratterizzato dalla fiammata dell’oro nero, oltre che di quello giallo. Ne segue fedele il corso dei prezzi Goldman Sachs.

L’economia cala, il petrolio sale

Il report del colosso americano sottolinea come il rialzo dei prezzi petroliferi attuale giunga in un contesto di abbassamento dei tassi di crescita dell’economia. E il settore questo rallentamento lo sta prezzando, nonostante tutto, nonostante le previsioni degli economisti di Goldman per una crescita “resiliente e robusta”.

Ma le previsioni sono che i prezzi aumenteranno ancora un po’, dati gli incipienti tagli Opec alla produzione. I mercati e la domanda dovranno però rafforzarsi e consolidarsi dato lo scenario attuale. Tuttavia, non vi saranno

Mai più i picchi del passato

Anche se i mercati fisici dovessero rivelarsi più robusti del previsto però, non si può prescindere dal considerare i nuovi oleodotti del Bacino Permiano (Permian basin) fra Texas e Nuovo Messico. L’immissione di questi idocrarburi a basso costo conterrà i prezzi. Poi:

  • le scorte sono persistentemente più elevate;
  • l’inflazione continua ad essere contenuta;
  • il tasso di crescita della domanda dei combustibili fossili è contenuto, pur considerano le previsioni di Goldman superiori al consensus.
  • aumento della capacità produttiva a basso costo.

Le due conclusioni di Goldman

Innanzitutto, i prezzi spot del Brent continueranno a riprendersi, grazie alla sua backwardation (i suoi prezzi cash attuali sono superiori cioè a quelli impliciti nei contratti futures). Per quanto riguarda il Wti però i prezzi scenderanno lentamente a 50 dollari al barile a causa dell’espandersi della sua produzione low cost.

Le previsioni per il Brent a tre e a sei mesi sono di 62,5 e 67,5 dollari al barile, in ribasso rispetto a quanto previsto precedentemente (70 dollari al barile), ma comuque superiori rispetto alle proiezioni di mercato. Le previsioni medie di Goldamn Sachs per il 2019 si attestano infine a 62,5 per il Brent e 55,5 per il Wti. Mentre per il 2020 le stime restano invariate: 60 dollari e 54,5 rispettivamente.

 

 

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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