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Gli Eltif sbarcano in Italia: arriva il primo fondo di Eurizon

Gli Eltif sbarcano in Italia: arriva il primo fondo di Eurizon

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Francesca Conti
Francesca Conti

31 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’Eurizon Italian Fund – Eltif vincola l’investimento su un orizzonte di 7 anni e prevede un investimento minimo del 70% in long-term assets

  • Il fondo di Eurizon prevede un’esposizione superiore al 50% verso strumenti azionari italiani

  • Gli Eltif sono stati introdotti in Italia in seguito al recepimento del relativo regolamento comunitario del 2015

Eurizon lancia i primi Eltif sul mercato italiano. I fondi a medio-lungo termine permetteranno agli investitori di puntare sull’economia reale, finanziando Pmi e attività materiali e immateriali

Il conto alla rovescia è terminato: in Italia sono sbarcati gli Eltif. Acronimo di European Long Term Investment Funds, si tratta di fondi chiusi a medio-lungo termine che permettono agli investitori al dettaglio di puntare sull’economia reale, finanziando piccole e medie imprese e attività materiali e immateriali. Pioniera di questi strumenti, al debutto in Italia dopo il recepimento del regolamento comunitario approvato nel 2015, è Eurizon. La società ha infatti annunciato il collocamento sul mercato italiano di Eurizon Italian Fund – Eltif.

È il primo Eltif a sbarcare sul mercato italiano, un fondo chiuso che vincola l’investimento su un orizzonte di 7 anni. Eurizon Italian Fund – Eltif è un fondo di diritto italiano che si avvale di un approccio gestionale discrezionale, con una regolamentazione favorevole a strategie di investimento di lungo periodo. Prevede un investimento minimo del 70% in long-term assets, con un’esposizione superiore al 50% verso strumenti azionari italiani. Inoltre, consente di investire unab. Il nuovo fondo richiede una consulenza specifica, data la natura dell’investimento, l’illiquidità dei sottostanti e la potenziale volatilità. Si rivolge quindi a una clientela evoluta, con una buona preparazione finanziaria e un’elevata capacità patrimoniale che possa utilizzare l’Eltif come strumento per diversificare i propri investimenti.

Fino ad oggi l’unica possibilità per un investitore individuale di accedere ad investimenti alternativi senza dover sottostare alla soglia d’ingresso di 500mila euro era quella di aderire ad un Fondo d’investimento alternativo (Fia) non riservato. Con gli Eltif, invece, anche gli invesitori privati possono indirizzare quote del proprio portafoglio verso asset alternativi, una strada che era stata sostanzialmente scoraggiata dalla regolamentazione. I nuovi strumenti nascono allo scopo di favorire investimenti a lungo termine a sostegno dell’economia reale in Europa. Si potrà investire dunque in strumenti di equity, quasi-equity, debito (ed erogare prestiti) in società non finanziarie e non quotate ma anche in imprese quotate di piccola dimensione (con una capitalizzazione non superiore ai 500 milioni di euro).

L’idea alla base dell’avvio di questi strumenti è l’attivazione di un flusso di risorse anche per finanziare progetti infrastrutturali, edilizia sociale anche se il principale obiettivo rimane quello di favorire la crescita delle Pmi. Una mission in comune con i Pir, strumenti più ‘anziani’ (introdotti in Italia nel 2017) che hanno permesso di creare un canale alternativo al finanziamento bancario per le aziende di media dimensione, verso cui sono confluiti circa un terzo dei 15 miliardi di euro raccolti complessivamente dal sistema.

Secondo Eurizon per indirizzare le risorse verso società e progetti caratterizzati da una minore liquidità, o addirittura illiquidi, è necessario affiancare ai fondi aperti Pir compliant, nuove soluzioni a struttura chiusa, come gli Eltif. I capitali raccolti attraverso gli Eltif potranno, infatti, essere indirizzati a finanziare progetti di medio-lungo periodo di aziende appartenenti a segmenti a bassa capitalizzazione come l’Aim, start-up e imprese ad alto potenziale di innovazione.

Un obiettivo condiviso dalla governance dela società: “Siamo convinti che la struttura chiusa prevista per gli Eltif rappresenti la formula migliore per finanziare progetti di medio-lungo periodo anche di aziende appartenenti a segmenti a bassa capitalizzazione”, commenta Tommaso Corcos, ceo di Eurizon. “Le competenze sviluppate storicamente in Eurizon nella selezione di questo tipo di realtà – aggiunge Corcos – hanno permesso di creare in tempi brevi un fondo chiuso dedicato, in grado di selezionare le società italiane di piccola e media dimensione innovative e con maggiori prospettive di crescita, ponendo una forte attenzione alla qualità della corporate governance”.

Francesca Conti
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