PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Etf smart beta: è nuovo record di flussi in Europa

Etf smart beta: è nuovo record di flussi in Europa

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Agosto 2019
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • Il record precedente si fermava a 4,9 miliardi di euro e risale al primo semeste 2017

  • Il successo degli smart beta fa il paio con i deflussi (805 milioni nel primo semestre 2019) che invece hanno subito gli etf tradizionali

  • “Gli smart beta sono molto più adatti dei tradizionali nel percepire e affrontare le sfide attuali dei mercati”

Nuovo record storico di flussi in Europa per gli etf smart beta: i dati Morningstar mostrano una crescita pari a 5,3 miliardi di euro nei primi sei mesi dell’anno. Piacciono soprattutto i nuovi “strategic beta”. Le obbligazioni però…

5,3 miliardi di euro è il numero rilevato da Morningstar e che incorona il successo degli etf smart beta europei. Il record precedente si fermava a 4,9 miliardi di euro e risale al primo semeste 2017. Stanno inoltre acquisendo sempre maggior popolarità i nuovi “strategic beta”, ritenuti particolarmente appetibili grazie anche alle soluzioni difensiva che offrono.

Smart beta batte etf tradizionale, ma…

Il successo degli smart beta (ponderati su fattori come dividendi, volatilità, momentum) fa il paio con i deflussi (805 milioni) che invece hanno subito gli Etf tradizionali (pesati sulla capitalizzazione di mercato delle azioni) nel primo semestre 2019. Kenneth Lamont, analista delle strategie passive di Morningstar, dichiara che “il dato riflette la crescente popolarità” del prodotto fra “i selettori europei di fondi”. Gli fa eco Caroline Baron, head of Etf sales for Europe, the Middle East and Africa di Franklin Templeton, quando dice che il successo degli smar beta negli Usa mostra finalmente “i primi segni” in Europa. La stessa Baron prosegue dicendo che gli smart beta sono molto più adatti dei tradizionali nel percepire e affrontare le sfide attuali dei mercati. I passivi invece “andavano bene nello scorso decennio”, mentre “gli smart beta possono aggiungere qualcosa di diverso”.

All’interno del dato aggregato di 5,3 miliardi di euro, Morningstar individua 2,5 miliardi di euro di flussi riconducibili agli etf risk oriented. Scorpora inoltre 2,4 miliardi relativi agli etf indicizzati ai dividendi. La popolarità delle strategie basate sui dividendi “non dovrebbe sorprendere, in un contesto di bassi tassi di interesse“, aggiunge Kenneth Lamont.

A vincere la partita però, sono ancora le obbligazioni: gli etf obbligazionari hanno visto infatti sottoscrizioni fin qui quest’anno per 29,6 miliardi di euro.

Ryan Reardon, Etf strategist, State Street Global Advisors, ammette che gli investitori si avvalgono degli etf per difendere i portafogli, “sopratutto quelli legati ai dividendi e alla bassa volatilità”.

Una tappa intermedia?

Per i produttori di Etf, il successo degli smart beta è destinato a crescere. Secondo Howie Li, head of Etfs at Legal & General Investment Management, “c’è sempre più interesse verso le strategie smart beta da parte dei clienti istituzionali e del wealth management“. Ma soprattutto, “chi vuole uscire dai fondi attivi trova gli etf passivi tradizionali eccessivi, quindi la strategia smart beta può rappresentare il giusto passo intermedio”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.
ALTRI ARTICOLI SU "Altri Prodotti"
ALTRI ARTICOLI SU "ETF"
ALTRI ARTICOLI SU "Europa"