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Etf, il 2019 potrebbe essere l’anno della svolta

Etf, il 2019 potrebbe essere l’anno della svolta

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Francesca Conti
Francesca Conti

03 Gennaio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Gli Etf sono fondi passivi che replicano l’andamento di un indice di riferimento e vengono solitamente negoziati in Borsa come azioni

  • Lo scorso anno gli Etf hanno raccolto 310 miliardi di dollari, un dato è in calo di circa il 33% rispetto al 2017, ma il secondo miglior risultato negli ultimi dodici anni

Secondo un report di Greenwich Associates tra le nuove tendenze del 2019 ci sarà quella di scambiare gli Etf in modo indipendente rispetto al mercato azionario. Questi strumenti nel 2018 hanno raccolto 310 miliardi di dollari

Wall Street e le Piazze internazionali dovranno adeguarsi a una classe di strumenti finanziari non nuova ma in rapida crescita: gli Etf. Secondo un report di Greenwich Associates scambiare questi asset in modo indipendente rispetto alle azioni sarà una tra le maggiori nove tendenze dei mercati del 2019. E’ la dimostrazione di quanto questi strumenti siano diventati popolari e si siano differenziati all’interno dei più importanti mercati finanziari globali.

Acronimo di Exchange Traded Fund, l’Etf è un fondo passivo che replica pedissequamente un indice di riferimento (il cosiddettobenchmark), ma al tempo stesso viene trattato come un’azione, e come tale è negoziato in Borsa. I due principali punti di forza di un Etf sono rappresentati dall’ampia diversificazione offerta e dai bassi costi di gestione. La replica di un indice – quindi un paniere di per sé già rappresentativo e diversificato – consente di prendere posizione in tempo reale sul mercato target con una sola operazione ed essere certi di ottenere un rendimento pari a quello del benchmark stesso.

“Gli ultimi due anni hanno realmente visto gli Etf diventare uno strumento all’interno dei portafogli istituzionali”, ha dichiarato in un’intervista Kevin McPartland, amministratore delegato di Greenwich Associates e uno degli autori del report. Gli Etf nel 2018 hanno raccolto 310 miliardi di dollari. Se è vero che il valore è in calo di circa il 33% rispetto al 2017, è altrettanto vero che si tratta del secondo miglior risultato per questi strumenti negli ultimi dodici anni.

Sebbene gli Etf operino come titoli azionari, gli autori del report di Greenwich ritengono che gli investitori debbano smettere di trattare i due come se si trattasse della stessa cosa. Gli Etf obbligazionari, ad esempio, non dovrebbero essere valutati come se si trattasse di un singolo titolo. Quindi l’evoluzione del settore è necessaria. Per tenere il passo, gli investitori avranno bisogno di strumenti sempre più sofisticati di trading, analisi dei costi di transazione e altri algoritmi per ottimizzare i portafogli.

“Non scambieresti mai i titoli di Ibm nello stesso modo in cui scambieresti un paniere di obbligazioni”, ha continuato McPartland. “Non stai osservando i giusti fattori di mercato, non stai prendendo in considerazione il valore sottostante alle obbligazioni. Il mercato sta davvero iniziando ad accettare questo fatto – che non si tratta di titoli azionari e dovrebbero essere scambiati sui fondamenti o sulla composizione dei portafogli sottostanti e che gli strumenti di trading dovrebbero essere sviluppati per fare proprio questo”.

Gli Etf sono sempre più al centro delle attività di mercato. E con la volatilità del 2018 destinata a continuare quest’anno, gli investitori avranno bisogno di tutto l’aiuto possibile per valutare quanto questi fondi possano resistere a turbolenze dopo un lungo periodo di relativa tranquillità.

Francesca Conti
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