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ETF ESG: +665% di masse in 3 anni. Ecco il perché

ETF ESG: +665% di masse in 3 anni. Ecco il perché

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Gloria Grigolon
Gloria Grigolon

26 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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In un contesto positivo per le strategie ESG, gli ETF trovano terra fertile. Trasparenza, accessibilità, bassi costi di gestione ed efficienza si uniscono ad una nuova caratteristica: la personalizzazione ‘sostenibile’

Crescita dell’offerta pari al 162% e masse gestite in aumento del 655%: gli ultimi tre anni hanno segnato il passo per gli ETF di tipo ESG, strumenti caratterizzati dai vantaggi di un prodotto replicante (trasparenza, accessibilità, bassi costi di gestione ed efficienza), capaci di conseguire risultati interessanti rispettando i parametri di sostenibilità.

ETF ESG, una versione personalizzata

A prescindere dal sottostante (azioni core, azioni multifattoriali, reddito fisso e materie prime) un ETF ESG replica una “versione personalizzata” del paniere di riferimento, dotandosi però di un approccio attivo, atto a selezionare le aziende che aderiscono a principi ambientali, sociali e di governance.


Fonte: Invesco. Clicca sull’immagine per aprire il grafico interattivo

Come mostrano i dati ETFGI riportati da Invesco, nel corso degli ultimi tre anni il comparto ETF ESG ha registrato una crescita a tripla cifra, sia per quanto riguarda il numero di fondi a disposizione, sia in quanto a masse. Raffrontato al 2017, il numero di strumenti a livello globale è passato da 126 a 330; più consistenti le crescite in termini di masse: dai 14,42 miliardi di dollari di masse gestite, il comparto è passato oggi a 108,82 miliardi

Il trend positivo dei fondi ESG replicanti si inserisce in un contesto di mercato di per sé molto florido. Come sottolineato da Invesco, le questioni ambientali, sociali e di governance acquisiscono sempre più peso “non solo a livello finanziario, bensì come parte integrante nella creazione di valore a lungo termine”. Complessivamente, asset manager e titolari di asset (per un valore combinato di $80 mila miliardi) hanno sottoscritto i Principi per l’investimento responsabile (Pri, criteri fissati dalle Nazioni Unite).

Il boom dell’ESG: qualche numero

L’inclinazione ad assecondare temi Esg interessa anche gli investitori: “la Global Sustainable Investment Alliance (GSIA, organizzazione che riunisce associazioni e forum di tutto il mondo specializzati in finanza sostenibile) ha dichiarato che nel 2018 sono stati investiti globalmente $444 miliardi in fondi responsabili (per un aumento annuale del 34%), $1000 miliardi in investimenti a tema sostenibilità (per una crescita annuale del 92%) e quasi $2 mila miliardi in fondi positivi e best-in-class (per una crescita annuale del 50%)”.

Attribuire quindi al reporting ESG l’appellativo di criterio “non finanziario” è non solo una nozione obsoleta, ma anche penalizzante in termini di opportunità. Resta una domanda: come scegliere il giusto strumento?

 

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Gloria Grigolon
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