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Esg: gli investitori chiedono più trasparenza

Esg: gli investitori chiedono più trasparenza

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Redazione We Wealth
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25 Marzo 2020
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo la ricerca il 39% degli investitori istituzionali globali intervistati identificano la mancanza di frameworks politici accettabili come la principale sfida per l’introduzione dell’Esg

  • Gli investitori istituzionali stanno iniziando a integrare considerazioni Esg in asset class di strategie alternative

Secondo l’ultima ricerca globale pubblicata da Franklin Templeton gli investitori istituzionali chiedono una maggiore trasparenza e standardizzazione dei dati sono visti come catalizzatori chiave per favorire un’adozione significativa dell’Esg

Gli investitori istituzionali vogliono di una più decisa disclosure e standardizzazione dei dati ambientali, sociali e di governance (Esg), dato che l’integrazione di Esg è in cima alla loro lista di priorità per la capacità e la costruzione di conoscenze. Ha dirlo è il nuovo studio globale pubblicato da Franklin Templeton che ha svolto 237 interviste con professionisti senior presso società di investimento istituzionali e wholesale in 21 mercati che rappresentano 20 trilioni di dollari in asset. E dunque dalla ricerca emerge come il 39% degli investitori istituzionali globali intervistati identificano la mancanza di frameworks politici accettabili come la principale sfida per l’introduzione dell’Esg, mentre il 36% ha citato la mancanza di dati di qualità a supporto delle decisioni. Gli investitori istituzionali ritengono che gli standard di divulgazione debbano migliorare, attraverso una migliore pratica ed una maggiore applicazione delle normative.

“Lo studio sottolinea il riconoscimento che divulgazioni di dati solidi, misurabili e comparabili e standard comuni sono fondamentali per supportare la più profonda applicazione dell’Esg. Ciò è stato evidenziato in particolare in Europa da responsabili politici e autorità di regolamentazione con lˈEu Action plan per la finanza sostenibile. Ciò rappresenta un’opportunità per un impegno e una collaborazione più ampi tra i gestori di asset, i detentori di asset e le società al fine di promuovere divulgazioni Esg migliorate e pertinenti. In modo incoraggiante, la ricerca evidenzia l’estensione dei principi Esg a strategie alternative come il private equity e le infrastrutture, che riteniamo uno sviluppo positivo dato il potenziale per opportunità di crescita non ancora esplorate a fondo” dichiara Julie Moret, Head of Esg, Franklin Templeton.

I fattori sociali

I detentori di asset, in particolare in Europa e Nord America, esprimono il desiderio di prendere in considerazione questioni sociali. Diversità e diritti umani sono i principali fattori, considerati dal 57% degli investitori sofisticati. Le questioni sociali complessive sono tuttavia considerate meno spesso di quelle ambientali o di governance. Secondo i dati meno del 14% degli investitori nordamericani prende in considerazione i fattori sociali ad esclusione della diversità di genere considerata dal 28%. Questa disconnessione implica che mancano ancora metriche affidabili o prodotti fattibili che affrontino adeguatamente questi problemi.

Queste “esigenze” in campo Esg stanno nascendo negli ultimi anni, dato che con il tempo gli investitori stanno acquisiscono maggiore esperienza con gli approcci di investimento responsabili. Secondo la ricerca il 91% degli investitori sofisticati adotta i criteri Esg, rispetto al 67% degli investitori di livello di sofisticazione medio e quasi nessuno degli investitori nella fase iniziale.
Lo studio evidenzia l’evoluzione delle migliori pratiche di integrazione Esg tra investitori sofisticati che iniziano ad estendersi nelle asset class di strategie alternative.

Redazione We Wealth
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