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Dopo i coronabond arrivano i birra-bond

Dopo i coronabond arrivano i birra-bond

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

08 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • La donazione può avere un valore minimo di dieci euro fino a un massimo di 100 euro per ogni iscrizione

  • AB InBev aggiungerà un incremento del 30% dell’importo della donazione, fino a un massimo di 600 euro per ogni locale

  • Le cifre complessive saranno corrisposte alle aziende entro tre settimane, mentre i voucher resteranno validi per un periodo di sei mesi dall’avvio delle attività

Per sostenere i locali in difficoltà a causa del lockdown arrivano i birra-bond. L’iniziativa di AB InBev permette ai consumatori di anticipare alle aziende il costo di una birra e ricevere un voucher da utilizzare al momento della riapertura. La multinazionale belga aumenterà poi l’importo della donazione del 30%

Le misure di contenimento del contagio hanno coinvolto fin da subito pub, bar e ristoranti. Prima l’obbligo di chiusura dopo le 18, poi la possibilità di restare aperti purché rispettata la distanza di sicurezza di almeno un metro, per finire con il lockdown, saracinesche abbassate. Ma a sostenere un settore che vale oltre 85 miliardi di euro l’anno arrivano i birra-bond, un’iniziativa di AB InBev, la multinazionale belga attiva nella produzione di bevande alcoliche e analcoliche, proprietaria di oltre 500 marchi tra cui Corona, Beck’s e Leffe.

Attraverso la piattaforma informatica “Salva il tuo bar”, i clienti possono selezionare il locale beneficiario, indicare l’importo che si intende donare e ricevere una gift card di pari valore da utilizzare come voucher in seguito alla revoca delle ordinanze relative alla chiusura dei pubblici servizi. La donazione può avere un valore minimo di dieci euro fino a un massimo di 100 euro per ogni iscrizione. A questa cifra, AB InBev aggiungerà un incremento del 30% dell’importo della donazione, fino a un massimo di 600 euro per ogni locale. Un modo per supportare i protagonisti del settore non solo aiutandoli a sostenere il costo della birra in seguito alla riapertura ma garantendo loro anche un’entrata economica in questo periodo di chiusura forzata.

Le cifre complessive saranno corrisposte alle aziende entro tre settimane, mentre i voucher resteranno validi per un periodo di sei mesi dall’avvio delle attività anche se, precisa la multinazionale, non saranno previsti rimborsi nel caso in cui il locale in questione non dovesse riaprire. “Mai come in questo momento voglio ricordare l’importanza di rimanere nelle proprie case, per la propria sicurezza e per quella della collettività. È un sacrificio necessario che potrebbe avere delle ripercussioni importanti sul settore – ha commentato Benoit Bronckart, amministratore delegato per l’Italia di AB InBev in un post su LinkedIn – Quando verranno meno le limitazioni, potremo finalmente tornare a fare quello che più ci piace: stare insieme, magari con una birra in mano, nel nostro bar preferito”.

L’iniziativa, inoltre, non resta isolata a livello globale. Nel Regno Unito è stata lanciata da AB InBev la campagna “Save Pub Life”, che permette ai consumatori di acquistare una carta regalo il cui valore sarà raddoppiato e donato al locale selezionato, per un obiettivo totale di un milione di sterline. In Belgio, invece, è stata aperta Café Courage, una piattaforma online con la quale i clienti possono preordinare e pagare la loro birra preferita e, per ogni ordine effettuato, Ab InBev Belgium donerà una quantità di prodotti gratuiti dello stesso valore, fino a 3,6 milioni di pinte di birra. Secondo i dati diffusi dal sito, le donazioni raccolte hanno già superato i 230mila euro.

Rita Annunziata
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