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Da bull a bear market, il riscatto degli alternativi

Da bull a bear market, il riscatto degli alternativi

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Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona

20 Giugno 2018
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  • In passato le strategie passive hanno sovraperformato, ma ora lo scenario è cambiato

  • Il bull market degli ultimi 10 anni è finito e siamo in presenza di un bear market destinato a durare, almeno per il settore obbligazionario, 3-4 anni

  • Siamo di fronte a un cambio di regime sui mercati che porterà sempre di più l’interesse degli investitori verso le strategie alternative

  • I fondi Hedge Invest sono candidati a cavalcare in modo efficiente il nuovo scenario

Il ritorno della volatilità, destinata a durare sui mercati, e la diminuzione della correlazione favoriscono i prodotti alternativi

Le strategie di investimento alternative sono tornate in prima linea nell’attenzione degli investitori, che vedono grandi opportunità future da uno scenario macroeconomico che sta cambiando direzione. Questo quanto emerso il 19 giugno in occasione di un incontro organizzato da Hedge Invest Sgr, società di gestione del risparmio indipendente specializzata in prodotti di investimento alternativo (hedge, Ucits, real estate e private debt), che gestisce una gamma di prodotti differenziati per strategia e per profilo di rischio-rendimento, con AuM pari a circa 1,4 miliardi di euro (dato stimato a giugno 2018).

“In passato le strategie passive hanno sovraperformato, ma ora lo scenario è cambiato. Il bull market degli ultimi 10 anni è finito e siamo in presenza di un bear market destinato a durare, almeno per il settore obbligazionario, 3-4 anni”. A parlare è Alessandra Manuli, amministratore delegato di Hedge Invest Sgr (in foto), che ricorda che veniamo da 10 anni di politiche monetarie straordinarie, che hanno comportato complessivamente un’iniezione di liquidità sui mercati superiore a 10mila miliardi di dollari, con tutti gli effetti collaterali del caso, dai rendimenti estremamente bassi o negativi sul mercato obbligazionario, alla notevole riduzione del premio al rischio sui mercati azionari. “Ci aspettiamo ora una contrazione della liquidità a livello globale con l’uscita di scena delle Banche centrali, in una delicata operazione di ricalibrazione dello stimolo monetario dell’ultima decade che potrebbe richiedere diversi trimestri/anni”, puntualizza Manuli, che poi aggiunge che in questo contesto, emerge una domanda di prodotti alternativi, a media volatilità, in sostituzione dell’allocazione all’obbligazionario.

“Siamo di fronte a un cambio di regime sui mercati che porterà sempre di più l’interesse degli investitori verso le strategie alternative e i primi segnali si sono già avuti nei primi mesi dell’anno”, ha spiegato l’ad di Hedge Invest Sgr, società che da inizio 2018 ha registrato una crescita del 26% degli asset dei fondi Ucits alternative single manager e del 21% dei fondi chiusi.
E a quanto pare, ci sono tutte le premesse affinché il trend continui ulteriormente. Secondo l’ultima MondoInvestor Fund Selector Survey 2018, infatti, il 58,7% degli investitori professionali italiani è pronto a incrementare l’allocazione agli alternativi, a fronte solo di un 26,7% che punta sui long only.

 

Cos’è cambiato sui mercati rispetto al passato?

“Nel 2018, lo scenario sui mercati è profondamente cambiato: sull’azionario si è assistito a un ritorno della volatilità e a una diminuzione della correlazione, due fattori che favoriscono le strategie long-short equity, grazie anche al contributo della componente corta del portafoglio, mentre sfavoriscono quelle long only – risponde Sara Cazzola, head of research di Hedge Invest Sgr – Sull’obbligazionario ci sono i primi segnali di cedimento dei governativi core, una iniziale flessione dell’obbligazionario societario e una correzione degli emerging market bond, soprattutto in hard currency; infine, sul mercato valutario si assiste a una inversione di tendenza sulle valute degli emergenti”.

 

Le prospettive per i prossimi trimestri

“Sui mercati azionari, la volatilità è tornata ed è destinata a rimanere, per cui si attende una crescita moderata, con rischi però in sostanziale aumento – dichiara Cazzola – Sui mercati obbligazionari è l’inizio di un bear market, con pressioni inflazionistiche e politiche monetarie più restrittive. Infine, sui mercati valutari si assiste a una maggiore volatilità, con alterazione della distribuzione dei flussi di capitale a seguito dell’aumento dei tassi nei Paesi sviluppati”.

Stefania Pescarmona
Stefania Pescarmona
Direttore di We-Wealth.com e caporedattore del magazine. Ha lavorato a MF, Bloomberg Investimenti, Finanza&Mercati. Ha collaborato con Affari&Finanza (Repubblica) e Advisor
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