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Covid, fondo sovrano arabo fa shopping in musica dal vivo

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

29 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Per alcuni, crisi vuol dire semplicemente “tempo di saldi” e un fondo sovrano arabo ne approfitta per diventare il terzo azionista di Live Nation Enterteinment, leader mondiale nella promozione dei concerti. Ma non è tutto: la scelta ricade su tutte quelle azioni che saranno resilienti nel lungo periodo

Per il fondo saudita Public Investment Fund (Pif) si è aperta la stagione dello shopping di qualità a prezzi stracciati. Live Nation Entertaintment, il più importante promotore al mondo di concerti, è stata fra le prime scelte del Pif, che vi ha acquistato una partecipazione da 500 milioni di dollari, pari al 5,7% del capitale.

Con il suo ingresso, il fondo saudita è diventato il terzo maggiore azionista della società, dopo Liberty Media di John Malone e Vanguard. Lo scorso anno la società aveva messo a segno ricavi per 11,5 miliardi di dollari. Quest’anno, la società ha dovuto subire 30.000 cancellazioni di eventi inclusi i concerti di star come Justin Bieber e Tayor Swift, il festival Bonnaroo. Per far fronte ai tempi difficili, la società si era assicurata un alinea d icredito da 120 milioni di dollari. La notizia del nuovo socio ha immediatamente spinto al rialzo il titolo, che dall’inizio dell’anno aveva visto quasi dimezzato il valore delle proprie azioni sul mercato.

Per il fondo sovrano arabo la musica e lo spettacolo sarebbero strategici

Gli acquisti del fondo non si fermano certo qui. Nelle ultime settimane il Pif ha rastrellato partecipazioni in Carnival (crociere), Royal Dutch Shell (petrolifero), Total (petrolifero), Repsol (petrolifero), Equinor (energia) ed Eni (petrolifero / energia). Ha poi acquistato una partecipazione di maggioranza per 300 milioni di sterline nella squadra britannica della premier league Newcastle United. Il fondo sovrano saudita ha all’attivo una storia di investimenti misti: Uber, il Vision Fund di Softbank.

La partecipazione in Live Nation è da considerarsi strategica anche per l’intenzione che il Paese ha di far crescere l’industria domestica (in erba) dell’intrattenimento. A marzo infatti in Arabia Sudita si sarebbe dovuto tenere il Red Sea film festival, con nomi come Oliver Stone e Spike Lee. Le mosse del fondo sovrano seguono la vicenda Endeavor. Il colosso hollywoodiano aveva infatti restituito al Pif i 400 milioni di dollari di investimento nella società, come segno di protesta per l’assassinio del giornalista Jamal Khashoggi.

Ma il Public Investment fund non è l’unico ad approfittare degli attuali ottimi prezzi di mercato. Anche il fondo sovrano del Qatar è molto attivo nello shopping azionario da pandemia. In particolare il fondo del Golfo si sta concentrando su salute e tech. Il ministro delle finanze del paese al-Emadi ha affermato che i 320 miliardi di dollari del fondo si concentreranno sugli investimenti internazionali grazie alle opportunità offerte dal crollo dei prezzi e dalla volatilità dii mercato. Il fondo del Qatar è uno di quelli a più alto profilo di tutto il Golfo persico, essendo riuscito ad aggiudicarsi nel tempo acquisti in marchi simbolo come Harrods e The Shard building a Londra. Nella crisi 2008/2009 il fondo aveva investito in Barclays, Credit Suisse, Volkswagen e Porsche.

Teresa Scarale
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