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Consob: più risarcimenti ai risparmiatori

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

11 Gennaio 2021
Tempo di lettura: 2 min
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  • I ricorsi fatti dai risparmiatori sono stati 1.772 (+5,6% rispetto al 2019)

  • Il valore complessivo dei risarcimenti richiesti nel 2020, oscillanti da un minimo di 94,66 e un massimo di 500.000 euro

L’ultimo bollettino pubblicato dall’Arbitro per le controversie finanziarie sottolinea come nel 2020 siano aumentate le decisioni in favore dei risparmiatori

La poca trasparenza degli intermediari finanziari fa aumentare il numero di ricorsi all’Arbitro per le controversie finanziarie (Acf), organismo che si occupa della risoluzione stragiudiziale tra piccoli investitori e intermediari. Nel 2020, secondo l’ultimo report pubblicato dalla Consob, sono cresciute le decisioni in favore dei risparmiatori. E dunque, l’anno scorso, ci sono stati 1.772 ricorsi (+5,6% rispetto al 2019).

Stando al documento le aree di maggiore criticità, riscontrate nei rapporti tra risparmiatori ed intermediari, si sono rivelate essere quelle relative all’informativa messa a disposizione dei clienti all’atto dell’investimento e alle situazioni di illiquidità di titoli diffusamente collocati negli anni scorsi tra investitori retail, che hanno reso di fatto impossibile per molti risparmiatori dismettere le partecipazioni detenute, oltretutto spesso caratterizzate da un notevole decremento di valore rispetto all’investimento iniziale.

Il valore complessivo dei risarcimenti richiesti nel 2020, oscillanti da un minimo di 94,66 a un massimo di 500.000 euro (limite di competenza per valore dell’Acf). Il valore medio delle singole controversie èstato di poco inferiore ai 60.000 euro, in linea con quanto fatto registrare negli anni precedenti. A fine 2020 il valore complessivo dei risarcimenti richiesti nel quadriennio (2017-2020) ha superato la soglia dei 400 milioni di euro. Nel solo 2020 sono stati conclusi 1.514 procedimenti con un incremento del 13,2% rispetto ai 1.337 del 2019.  Il valore dei risarcimenti a favore dei clienti, sottolinea il report, è quasi raddoppiato (+81,5%), passando dai 15,7 milioni di euro fatti registrare a consuntivo 2019 a 28,5 milioni nel 2020. Sale così a 84,4 milioni il totale dei risarcimenti riconosciuti dal 2017 ad oggi, con una media pro-capite pari a circa 40.000 euro.

In positiva flessione anche i casi di irricevibilità o inammissibilità dei ricorsi per riscontrate e non sanabili irregolarità: 242 i provvedimenti assunti dal presidente nell’ultimo anno (-16,5% dai 290 del 2019), per complessivi 1.298 nel quadriennio. Il progressivo decremento delle situazioni di irregolarità accertate – si legge nella nota – è segno di una conseguita migliore conoscenza dello strumento Acf da parte dei risparmiatori e di un suo più idoneo utilizzo”.

I risparmiatori che si sono trovati a dover fronteggiare una situazione di conflitto con il proprio intermediario hanno scelto di farsi assistere da un legale (oltre il 73% del totale nel 2020, rispetto al 69% del 2019), nonostante sia prevista la possibilità di presentare ricorso all’Acf direttamente, senza assistenza e gratis. La rilevanza economica delle controversie in materia finanziaria e le difficoltà che molti risparmiatori tuttora incontrano nel tutelare personalmente i propri diritti sono fattori che concorrono ad alimentare questa tendenza.

E infine il numero di intermediari coinvolti nei procedimenti attivati all’ Acf nel 2020 sono stati 89 (93 nel 2019). Se poi si guarda ai 4 anni di operato si nota come siano 183 in tutto gli intermediari destinatari di almeno un ricorso da gennaio 2017 ad oggi, a fronte dei circa 1.100 soggetti autorizzati alla prestazione di servizi d’investimento attualmente aderenti al sistema Acf.

Giorgia Pacione Di Bello
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