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Beni rifugio: l'oro si prende una pausa dal rally

Beni rifugio: l'oro si prende una pausa dal rally

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

21 Agosto 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • La corsa inarrestabile dell’oro sembra essersi fermata. Ecco i fattori che hanno fatto perdere terreno al bene rifugio per eccellenza

  • De Casa (ActivTrades): “il rally si è al momento arrestato per lasciare spazio a una fase di consolidamento”

L’oro prende fiato dopo la corsa degli ultimi mesi. Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades, spiega a We Wealth come interpretare la pausa del metallo giallo

Dopo un rally da record, l’oro sembra essersi preso una pausa. Il metallo giallo ha corso senza sosta durante la pandemia segnando ripetutamente nuovi massimi, fino a raggiungere il picco di 2075 dollari per oncia lo scorso 7 agosto (prezzo spot), per poi subire una correzione e ritracciare nei giorni successivi. Attualmente il metallo prezioso viaggia a quota 1935 dollari l’oncia, mettendo a segno un guadagno di oltre il 25% da inizio anno.

La perdita di terreno del bene rifugio per eccellenza, spiega a We Wealth Carlo Alberto De Casa, capo analista di ActivTrades, è dovuta in una certa misura alle prese di profitto da parte degli investitori, che è lecito attendersi a seguito di movimenti superiori alla media, come accaduto per le quotazioni dell’oro negli ultimi mesi. Un secondo fattore, continua De Casa, è sicuramente costituito dall’arresto del collasso del dollaro. Dopo settimane in caduta libera, il biglietto verde, inversamente correlato all’andamento del metallo prezioso, è finalmente riuscito reagire, recuperando circa un punto e mezzo dai minimi (attualmente il cambio Euro/Dollaro è attorno a quota 1,175). A pesare sul prezzo dell’oro, aggiunge l’analista, è anche il protrarsi del risk on sui mercati azionari, a discapito dei beni rifugio.

Alla luce del quadro delineato, il fatto che l’oro si mantenga nella fascia compresa tra i 1850 e i 2000, è un “segnale positivo” che conferma la forza di questo asset, spiega De Casa, sottolineando che lo stesso discorso vale per l’argento (altamente correlato all’oro ma caratterizzato da una volatilità più marcata), che il 7 agosto ha toccato i massimi a ridosso dei 30 dollari e ora viaggia attorno ai $26,6. “Il rally si è al momento arrestato per lasciare spazio a una fase di consolidamento” conclude De Casa.

Secondo gli analisti di  Credit Suisse le prospettive per l’oro rimangono positive. “La situazione macro dovrebbe continuare a creare condizioni in cui i solidi flussi degli investitori spingono verso l’alto i prezzi dei metalli preziosi” si legge in un report del 13 agosto a cura di Stefan Graber, head of commodity strategy del gruppo bancario svizzero.

Virginia Bizzarri
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