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Alla ricerca del rendimento con le strategie long short

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Maddalena Liccione
Maddalena Liccione

07 Settembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’obbligazionario in portafoglio non è più il cuscinetto di protezione

  • Bisogna puntare sulle startegie alternative long short

  • Gli Usa sono il mercato ideale a cui guardare, in quanto ci sono tantissime sacche di sopra e sottovaluzione

Da un anno a questa parte, e soprattutto con la fine del Qe, il mercato obbligazionario si trova ad affrontare molte problematiche. Gli investitori che cercano un rendimento devono guardare alle strategie alternative. Ecco il portafoglio low volatility suggerito da Michele De Michelis (Frame AM)

In uno scenario in cui le obbligazioni non rendono più nulla, cosa dovrebbero fare quegli investitori che hanno sempre puntato su questo tipo di fondi? Buttarsi sull’equity? “Equity vuol dire rischiare, vuol dire volatilità, oscillare – spiega Michele De Michelis, cio di Frame AM – e non è certo un’asset class a buon mercato”. Chi ha sempre comprato obbligazionari è perchè non voleva rischiare, ma oggi con la fine del Qe, soprattutto da un anno a questa parte, si ritrova risultati negativi dell’ordine di -3, -4 o addirittura -7% sui mercati emergenti.

Ma c’è da chiedersi: è finita qua? “No, è solo l’inizio ma si tratta di un segnale forte – avverte il manager – I movimenti del Btp e del Bund degli ultimi tempi fanno riflettere. Se ci si pensa bene, vedere il Bund tedesco all’1% non è mica uno scandalo, se finisce il Qe”. Per De Michelis nel momento in cui i governi dovranni andare sui mercati e dovranno remunerare per vedere acquistati i propri bond, gli investitori che per natura prediligono questi fondi, dovrannocercare rendimento nel campo delle strategie alternative, visto che l’obbligazionario in portafoglio non è più “il cuscinetto di protezione”.

 

Cosa scegliere al posto dei bond

La ricetta per ottenere rendimento nell’attuale scenario economico ha come principale ingrediente le strategie alternative long short. In particolare, secondo De Michelis, quelle che potrebbero avere maggior successo sono le strategie long short credit (quindi gestori che fanno relative value, ndr) e lelong short equity. Ci sono poi le M&A even driven anche se “questa strategia ha sofferto un po’ con la política protezionista di Trump che ha fatto saltare alcuni deal importati”. Sotto la lente del manager ci sono anche gli arbitraggi di volatilità che sfruttano spazi di inefficienze sulla curva e infine quellestrategie che definisce di “scalping”, ovvero quei gestori che grazie ad algoritmi sono in grado di individuare piccoli movimenti sul mercato dei cambi e dei future.

 

Ecco alcune delle strategie selezionate dal manager per sostituire i bond in un portafoglio low volatility

 

tabella di fondi
Le strategie selezionate dal manager per sostituire i bond in un portafoglio low volatility

Gli Usa sono il mercato ideale a cui guardare

“Mi aspetto che ci sia un rallentamneto dell’economia Usa per la fine del 2019 in quanto ci sono indicatori macroeconomici che danno segnali di fine ciclo”, dice De Michelis. Tendenzialmente i mercati anticipano di 6/9 mesi questo scenario. “In una situazione normale, in queste circostanze avvenivano dei ribassi di Borsa anche del 25/30%, così come ad esempio successe nel ‘91 e nel 2000”, ricorda il manager che aggiunge: “Di fronte a una situazione del genere, l’Europa è parecchio più a sconto rispetto all’America. Io non ho mai visto l’Europa reggere il botto quando l’America scende e, viceversa, non l’ho nemmeno mai vista salire di più”. A sostegno della sua tesi, inoltre, De Michelis apporta un’altra valutazione: “In Usa ci sono tantissime sacche di sopravvalutazione e tantissime altre di sottovalutazione, gli indici sono sui massimi ma ci potrebbe esserci una grande rotazione, quindi è un mercato ideale per i gestori long short”.

Maddalena Liccione
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