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I wealth manager nel 2025: a spasso grazie al tech

I wealth manager nel 2025: a spasso grazie al tech

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

28 Gennaio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Se nel 2012 i costi di sportello erano pari a 1,7 miliardi di sterline, nel 2018 hanno raggiunto i 2,2 miliardi

  • A essere maggiormente pagati sono gli investment manager, i relationship manager e i pianificatori finanziari

  • La domanda di automazione è crescente, e porterà non solo vantaggi in termini di riduzione dei costi, ma anche di incoraggiamento ai clienti per investire di più

The wealth management firm of 2025 illustra il futuro prossimo dei wealth manager da front office. Fra cloud e intelligenza artificiale

Front office, quanto mi costi. E’ questa la voce di costo maggiore del wealth management secondo i wealth manager del Regno Unito intervistati nell’ambito del “The wealth management firm of 2025”. Il front office è una spesa che cresce in media del 5% annuo.

Se nel 2012 i costi di sportello erano pari a 1,7 miliardi di sterline, nel 2018 hanno raggiunto i 2,2 miliardi. A essere maggiormente pagati sono gli investment manager, i relationship manager e i pianificatori finanziari: il compenso medio si attesta sulle 200.000 sterline all’anno.

Dal report emerge poi che entro il 2025, ci sarà un cambiamento significativo nella giornata tipica di un professionista “da sportello”. Grazie alla tecnologia, il consulente “da sportello” dovrebbe infatti trascorrere più tempo in giro a costruire relazioni e ad acquisire clienti, sempre e ovunque.

L’investitore dal canto suo deciderà sempre più le modalità di interazione con il proprio wealth manager. I costi dovrebbero ridursi grazie al tech, “preservando al contempo la possibilità di collaborare”.

La gestione di portafoglio resterà il servizio più richiesto, ma i servizi di pianificazione finanziaria aumenteranno la sempre più propria quota di mercato.

Wealth manager 2025: il backoffice

I costi del back-office sono aumentati di oltre il 17% tra il 2013 e il 2018. La domanda di automazione è crescente, e porterà non solo vantaggi in termini di riduzione dei costi, ma anche di incoraggiamento ai clienti per investire di più. Il cmr (customer relationship manager) potrebbe evolversi in un vero client management system comprendente on-boarding, re-boarding, aggiornamento costante delle informazioni.

Cloud, outsourcing e intelligenza artificiale diventeranno protagonisti del settore. L’intelligenza artificiale verrà utilizzata come funzione di supporto, ad esempio utilizzando strumenti di machine learning per migliorare i processi di back-office, o per la selezione degli investimenti nel front office.

La ricerca è stata realizzata da Objectway e Compeer, che fornisce servizi di benchmarking per il settore del wealth management in Uk, attraverso una serie di workshop con oltre 20 senior executives delle principali società di investimento e gestione patrimoniale del Regno Unito.

Teresa Scarale
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