PREVIOUS ARTICLENEXT ARTICLE

Quando il wealth management diventa tech

Quando il wealth management diventa tech

Salva
Salva
Condividi
Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
Tempo di lettura: 3 min
Salva
  • La tecnologia deve aiutare il consulente in attività complesse come, ad esempio, monitorare tutti i portafogli, selezionare le migliori opportunità del mercato, individuare le correlazioni tra asset class, gestire l’operatività. Per recuperare tempo che potrà essere investito nella gestione della relazione col cliente

  • Il tech aiuta il consulente ad affiancare le famiglie nelle sfide che riguardano la protezione dell’intero patrimonio familiare, non solo sull’aspetto finanziario, ma anche immobiliare, fiscale, aziendale e di passaggio generazionale

Il dilemma fra fintech e wealth management tradizionale? Superato, trasformato. Ecco perché nelle parole di Riccardo Renna (Banca Generali) e Luigi Provenza (Widiba). Guardando ai nuovi hub di servizi, talmente evoluti da fare ecosistema

Hub di servizi talmente evoluti da fare ecosistema. Tecnologia come acceleratore delle competenze. È questo il futuro – il presente – delle banche e del wealth tech o digital wealth management. Ne sono convinti, dal loro osservatorio privilegiato, Luigi Provenza, chief commercial officer investment & wealth managementdi Widiba e Riccardo Renna, chief operating officier di Banca Generali.

Luigi Provenza, chief commercial officer investment & wealth management, Widiba
Riccardo Renna, chief operating officier, Banca Generali

Il ruolo del tech nei prodotti di wealth management

Partendo dal ruolo che la tecnologia ha nei loro nei loro prodotti, Luigi Provenza sottolinea che essendo molti di essi standardizzati, il tech e l’innovazione “intervengono per migliorare la customer experience e la modalità di proporre il prodotto o il servizio”. Il che “vale anche per la consulenza finanziaria: la tecnologia deve aiutare il consulente in attività complesse come, ad esempio, monitorare tutti i portafogli, selezionare le migliori opportunità del mercato, individuare le correlazioni tra asset class e gestire l’operatività nella maniera più automatizzata possibile per recuperare tempo che potrà essere “investito” nella gestione della relazione con i propri clienti”. Il tech del resto informa pienamente “il modello di business di Banca Generali”, prosegue Riccardo Renna.

Si tratta di uno dei pilastri sottesi al “piano industriale che puntiamo a realizzare entro la fine del 20212. L’approccio di Banca Generali è “guidato da una idea ben precisa”: la tecnologia funge da potenziatore delle “competenze dei nostri private banker, per avvicinarli ancora di più al cliente nella loro relazione quotidiana”. Renna ritiene “fondamentale perseguire una crescita improntata alla sostenibilità e alla creazione di valore, non solo in termini economici ma anche e soprattutto nella fiducia che ci viene accordata da chi ci chiede di prenderci cura del proprio patrimonio familiare”.

Le ultime novità tech in campo wealth management

In casa Widiba

Il territorio del tech appare dunque consolidato. Che cosa accade però alla “frontiera”, quali sono le ultime novità? “Per quanto riguarda i servizi di investimento il nostro fiore all’occhiello è sicuramente la nostra piattaforma di consulenza Wise”, dice Provenza. “Un mondo di funzioni e servizi che supportano il consulente nella gestione a 360° del cliente”. Parliamo di “una piattaforma evoluta con le informazioni anagrafiche, di cross selling e di behavior. Le componenti della piattaforma sono integrate al Crm proprio per soddisfare qualunque tipo di richiesta fatta dai clienti”.

Si tratta di vero e proprio un robo-for-advisor, motore di selezione avanzato degli strumenti, il quale costruisce in maniera automatizzata le proposte di consulenza. Parliamo di “un motore di esecuzione automatico corredato di collaborazione web il quale permette di gestire l’operatività a distanza. Il motore di esecuzione elimina completamente tutta la manualità nella gestione degli ordini di una consulenza, elimina le possibilità di errore e di gestione documentale dei contratti e libera tempo prezioso al consulente, che può occuparsi della relazione con il cliente”. Va da sé che “un notevole impulso di innovazione tecnologica arriverà anche dalla progettualità legata all’open banking”.

In casa Generali

Sul fronte Banca Generali invece Renna annovera la piattaforma di consulenza evoluta BG Personal Advisory.“Un’eccellenza nel mercato del private banking per profondità e opportunità di analisi. Oggi i nostri professionisti sono in grado di affiancare le famiglie nelle sfide che riguardano la protezione dell’intero patrimonio familiare, non concentrandosi solo sull’aspetto finanziario ma guardando anche a immobili, fiscalità, corporate finance e passaggio generazionale grazie alla facilità di integrazione con sistemi differenti”. Banca Generali si avvale poi di un motore di robo advisory, “creato tramite la collaborazione con Ubs Partner”. Il motore “ogni giorno valuta i portafogli dei nostri clienti analizzando il livello di rischio, le opportunità di trading e il peso dell’asset allocation inviando al banker un set di dati elaborati per monitorare la posizione del cliente”.

L’impegno non si limita però alle persone fisiche: “Ci siamo concentrati anche sul mondo dell’impresa, coniugando nel nostro ecosistema i servizi di finanziamento digitale di un partner come Credimi o quelli di finanza agevolata di Warrant Hub”. Un approccio, quello di Banca Generali, che varca i confini nazionali. BG Saxo infatti è la Sim creata in sinergia con la danese Saxo Bank, leader europeo nel trading online. Per i clienti italiani vuol dire avere a disposizione “oltre 35mila strumenti da selezionare insieme al consulente per cogliere le migliori opportunità nell’amministrato così come per proteggere gli investimenti dal rischio cambio o da sovraesposizione in determinati settori”. Grazie a queste evoluzioni, oggi “i nostri consulenti sono in grado di garantire la piena operatività ad un nuovo cliente in meno di 20 minuti, grazie all’onboarding digitale più veloce e sicuro in Italia”, chiosa Riccardo Renna.

Il fermento del wealth management italiano in chiave tech

Il wealth tech italiano è in fermento. Sempre Riccardo Renna ricorda che a Milano Banca Generali ha inaugurato BG Training & Innovation Hub, uno spazio fisico in cui i duemila private banker del gruppo possono confrontarsi con i partner nell’advisory “per sviluppare soluzioni innovative e tecnologiche profilate su misura in base alle esigenze dei clienti”. Per quanto riguarda invece l’offerta ai clienti, Banca Generali continua a integrare nel suo modello di open banking le principali novità tecnologiche, “non solo dal mondo fintech”. In questo senso, Nasceranno due importanti novità nel proptech. La prima, grazie alla partnership con Homepal, la seconda con CleanBnB. Homepal metterà a disposizione banker di Banca Generali uno strumento basato sull’Intelligenza Artificiale per valutare in tempo reale gli immobili dei clienti. CleanBnB invece “consentirà ai nostri clienti di massimizzare il ritorno dal proprio patrimonio immobiliare sfruttando il metodo degli affitti brevi”.

Sono passi in avanti nel digital wealth management, “un ulteriore campo dove stiamo sperimentando e portando innovazione. Stiamo inoltre per avviare il percorso di restyling del nostro home banking che entro la fine dell’anno si presenterà ai clienti con una interfaccia ancora più chiara e facile da usare”. Luigi Provenza aggiunge che Widiba in tal senso si sta dedicando alla consulenza Globale Pro, “un modello di consulenza a parcella basata sugli obiettivi di vita del cliente”. Modello di consulenza che si arricchirà di nuove funzionalità, “per una gestione a 360 gradi del cliente”. Sono poi in cantiere nuovi prodotti e servizi per Widiba Prime, servizio evoluto dedicato a clienti di private banking.

Automazione come “liberazione”

Una delle remore principali all’avvento delle tecnologie più evolute nel mondo della consulenza patrimoniale è stata sempre quella della spersonalizzazione dei rapporti. L’esperienza di Widiba e Banca Generali invece racconta una storia diversa. Quella di un’automazione volta a liberare il consulente dagli ingombri procedurali, per poterlo “avvicinare” al cliente finale. Si tratta di un ecosistema ancora agli inizi, per quanto solido. Saranno i mesi e gli anni a venire a dire se il mercato avrà dato un responso discorde.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
Condividi l'articolo
Se non vuoi mancare aggiornamenti importanti per te, registrati e segui gli argomenti che ti interessano.