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Mobile bank: Monzo valutata il 40% in meno nel nuovo round

Mobile bank: Monzo valutata il 40% in meno nel nuovo round

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

16 Giugno 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • Nell’ultimo round di finanziamento, Monzo ha visto la propria valutazione scendere di circa il 40%

  • Accanto agli investitori esistenti, nuovi investitori hanno preso parte al round

  • La notizia arriva in un momento di generale difficoltà per le challenger bank

La challenger bank ha chiuso l’ultimo round di finanziamento da £60 milioni con una valutazione inferiore del 40% rispetto al round precedente

Tempi duri per la banca digitale Monzo, Dopo l’annuncio all’inizio di giugno di importanti tagli al personale a causa della pandemia di coronavirus, è arrivato il turno del tanto temuto “down round” (ndr, termine che indica un round di finanziamento ad una valutazione inferiore rispetto a quello precedente).

Nell’ultimo round di finanziamento da £60 milioni, la challenger bank ha visto infatti la sua valutazione scendere di circa il 40% (da 2 a 1,25 miliardi di sterline). A partecipare al nuovo round, oltre ad investitori esistenti come Y Combinator, Accel, Stripe e Passion Capital, nuovi nomi tra cui Reference Capital e l’Università Vanderbilt. Secondo quanto riportato da alcune indiscrezioni di stampa, la banca, che puntava inizialmente a raccogliere circa £100 milioni, sarebbe ora in trattativa per chiudere nei prossimi mesi una seconda “tranche” del round. I nuovi fondi serviranno ad accrescere la base utenti Monzo, che attualmente supera i 4 milioni.

La notizia del down round arriva in un momento in cui Monzo ha messo in atto una serie di misure per tagliare i costi, nel tentativo di arginare i danni causati dalla pandemia: dalla chiusura di un ufficio di assistenza clienti a Las Vegas a importanti licenziamenti in programma nel Regno Unito (fino a 120 posti di lavoro secondo quanto riportato da Reuters a inizio giugno). Inoltre, pochi mesi fa, la banca è stata protagonista di un cambio ai vertici, con l’ex dirigente di Visa, TS Anil nominato ceo, dopo che il co-fondatore Tom Blomfield si è dimesso dalla carica di amministratore delegato per ricoprire il nuovo ruolo di presidente.

C’è da dire che Monzo non è l’unica challenger bank ad aver sofferto a causa della pandemia. Anche le rivali Revolut e Monese hanno dovuto fare i conti con possibili tagli del personale. Inoltre, gli investitori si stanno dimostrando sempre più cauti nei confronti di un segmento che continua a crescere grazie agli investimenti VC ma nel quale i player (nella maggior parte dei casi) sono ancora ben lontani dall’essere profittevoli.

Virginia Bizzarri
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