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Il fintech ai tempi del Coronavirus

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Redazione We Wealth
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27 Marzo 2020
Tempo di lettura: 5 min
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  • A seconda del settore di appartenenza,  le fintech saranno impattate diversamente dall’emergenza Coronavirus

  • Lo studio di Sifted e Finch Capital

Lo studio realizzato da Sifted in collaborazione con Finch Capital sull’impatto nel breve e medio termine del Coronavirus sulle fintech

Nell’universo del fintech, le challenger Bank, le società di FX (foreign exchange), le app di wealth management e i player che operano nel settore del finanziamento alternativo per le pmi, saranno le categorie più colpite dall’emergenza Coronavirus. Questi settori faranno “più fatica” nei prossimi sei mesi, registrando un calo delle entrate e degli utenti. Lo si legge nello studio realizzato da Sifted in collaborazione con Finch Capital, dal titolo “Fintech in coronatimes: Why some sub-sectors are especially vulnerable in a downturn”. L’indagine analizza, una categoria alla volta, l’impatto dello shock economico sulle fintech europee.

Challenger bank

Secondo lo studio, la recessione potrebbe allargare il gap di fiducia nei confronti delle cosiddette “challenger bank”, utilizzate ancora da molti come conti secondari. Questo porterebbe a un calo degli di utenti o addirittura ad indurli a ritirare la maggior parte dei loro depositi per spostarli nelle banche tradizionali. I bassi tassi di interesse, potrebbero peggiorare ulteriormente la situazione nel medio termine, riducendo ancora di più i margini sui depositi rimanenti. Inoltre, di fronte al lockdown globale e a un conseguente calo dei consumi, le banche digitali rischiano un forte calo dei ricavi derivanti dalle commissioni sui pagamenti.

Pagamenti

Stando alle previsioni del report, è “improbabile” che le startup nel settore dei pagamenti falliscano a causa del Coronavirus. L’impatto dipenderà dunque dalla singola azienda, con prospettive più favorevoli per quelle aziende più esposte all’online. Questo, alla luce dell’aumento dei pagamenti e-commerce che dovrebbe “aiutare a mitigare la flessione dei consumi, delle transazioni e dei pagamenti transfrontalieri”.

FX

Le startup operanti nel settore del foreign exchange (FX), secondo lo studio, saranno tra le più colpite, a fronte di un calo dei volumi nel mercato dei trasferimenti, nel breve termine. Inoltre, per le startup che si occupano di trasferimento di denaro nel B2B, è probabile che i pagamenti si bloccheranno a causa del lockdown, impattando negativamente su queste ultime.

Trading

Buone notizie per le startup di trading digitale, caratterizzate da commissioni più economiche rispetto ai player tradizionali.Il settore ha registrato un un boom di volumi nelle ultime settimane, tanto che player come Robinhood hanno visto il loro sistema collassare a causa di un sovraccarico tecnico. Anche le fintech che forniscono le infrastrutture di trading, stando al report, ne beneficeranno nel breve termine.

App di wealth management / Robo-advisors

“Una recessione finanziaria potrebbe essere dannosa per i gestori patrimoniali, poiché gli investitori si spaventano e ritirano i loro depositi” si legge nel report, relativamente alle app di wealth management, particolarmente usate dai millennial. Questa, spiega lo studio, è una “brutta notizia” per i robo-advisor, che guadagnano in larga misura dalle commissioni sugli AuM (asset under management).

Prestiti alternativi

Per i player fintech operanti nel settore dell’alternative lending, le prospettive sono tutt’altro che rosee. “Una recessione economica sarebbe chiaramente negativa per queste società. Nonostante la necessità di prestiti aumenti durante una crisi, la propensione al rischio dei finanziatori diminuisce” sottolinea lo studio. La crisi colpirà soprattutto le piattaforme di peer to peer lending, ma, “data l’entità dei prestiti di cui hanno bisogno rispetto ai consumatori“, ad essere impattata maggiormente sarà la categoria delle fintech che operano nel settore dei finanziamenti alle pmi . Tuttavia, sottolinea il report, per i player nel lending dedicati ai lavoratori della gig economy e sole trader (ndr, imprenditori individuali) come Steady Pay e Mansa, la situazione attuale potrebbe rappresentare una grande opportunità.

Insurtech

Nell’insurtech, l’impatto del Cornonavirus è meno chiaro e dipenderà dal tipo di società. Secondo lo studio, lo shock causato dall’epidemia, dovrebbe in generale “creare un’opportunità” per le società insurtech focalizzate sul B2B  e per quelle start-up di software che forniscono strumenti per gestire i sinistri assicurativi. Per quanto riguarda le insurtech B2C, una recessione economica potrebbe ridurre la domanda. “Più in generale – si legge nel report – a seguito di uno shock finanziario, nel settore assicurativo la domanda tende ad aumentare. Di conseguenza, le insurtech dovrebbero emergere sostanzialmente più forti nel mondo post-crisi, con rinnovata attenzione da parte degli investitori e dei consumatori.”

Redazione We Wealth
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