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Cina contro Usa, nuova puntata: è il turno dell’Intelligenza Artificiale

Cina contro Usa, nuova puntata: è il turno dell’Intelligenza Artificiale

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

23 Settembre 2019
Tempo di lettura: 5 min
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  • Il gigante di Shenzhen ha annunciato durante l’evento Huawei Connect 2019 di aver pubblicato il white paper “Prepararsi al futuro della sicurezza dell’Intelligenza Artificiale e della protezione della Privacy”

  • “Sebbene l’Intelligenza Artificiale offra grandi opportunità e vantaggi, essa porta con sé anche sfide in termini di impatto sociale e aggiornamento tempestivo degli aspetti legislativi”

Nella saga della guerra tech fra Cina e Usa, entra in scena l’Intelligenza Artificiale di Huawei, che se ne viene fuori col suo libro bianco per la cybersicurezza. Perché tutti dicono di voler seguire regole condivise, a patto che siano le proprie. E intanto, dalle parti del San Raffaele…

Non si fa attendere la risposta di Huawei alla sua sospensione dal Forum of Incident Response and Security Teams, il “First”. Il gigante di Shenzhen ha infatti annunciato durante l’evento Huawei Connect 2019 di venerdì 20/09/2019 di aver pubblicato il white paper “Prepararsi al futuro della sicurezza dell’Intelligenza Artificiale e della protezione della Privacy”. Un vero e proprio guanto di sfida alle istanze del mondo occidentale e Usa in particolare. Il documento definisce “il punto di vista, le pratiche e dell’azienda e le relative soluzioni in materia, proponendo un approccio aperto alla condivisione di responsabilità per la gestione di queste tematiche”.

Huawei e l’Intelligenza Artificiale, una sfida per la sicurezza (Usa?)

Sean Yang, direttore del Global cyber security and privacy office di Huawei, ha dichiarato durante il summit quanto segue. “L’Intelligenza Artificiale rappresenta un grande valore aggiunto in numerosi scenari quotidiani, come la realizzazione di trasporti intelligenti, l’ottimizzazione delle reti di telecomunicazioni”. Ma anche “il miglioramento dell’automazione industriale, la logistica e molti altri. Le persone stanno gradualmente iniziando a beneficiare dei notevoli vantaggi offerti dallo sviluppo di questa tecnologia, che ha un impatto positivo sulla vita delle persone indipendentemente dal loro livello di consapevolezza. Tuttavia, sebbene l’Intelligenza Artificiale offra grandi opportunità e vantaggi, essa porta con sé anche sfide in termini di sicurezza e protezione della privacy. Come l’affidabilità tecnica, l’impatto sociale, l’aggiornamento tempestivo degli aspetti legislativi“.

Per Huawei, sette obiettivi di governance

Huawei ha quindi definito sette obiettivi di governance in materia di cybersecurity. Obiettivi di cui il libro bianco illustra le pratiche attuali dell’impresa cinese. Al primo posto, sicurezza e controllo del sistema, poi trasparenza e tracciabilità. Quindi, protezione della privacy, correttezza, gestione dei dati, competenza e garanzia della realizzazione degli obiettivi.

Scopo di Huawei è quello di proporre un modello di responsabilità condivisa per la governance della sicurezza e della protezione della privacy. Il modello è suddiviso in cinque punti che identificano le figure che devono collaborare al fine di realizzare un corretto sviluppo dell’AI. In primis, consumatori/clienti. Poi, sviluppatori di applicazioni, implementatori, fornitori di soluzioni full-stack e sistemi di raccolta dati. Fra i partecipanti al summit (tutto il gotha di Huawei e dell’ecosistema tech cinese) si segnala la il filosofo ed economista tedesco Christoph Luetge.

Intanto l’Intelligenza Artificiale di Huawei sbarca al San Raffaele

“Huawei si impegna a contribuire allo sviluppo dei progetti di ricerca del Centro per Tecnologie Avanzate per la Salute e il Benessere del San Raffaele in ambito Smarter and Healthier City. L’azienda condividerà inoltre il proprio know-how […] e contribuirà allo sviluppo delle competenze locali attraverso collaborazioni sinergiche tra le autorità pubbliche locali e il settore privato”. E’ quanto si legge in una nota diramata il 23/09/2019 dai due enti. L’a.d. del gruppo cinese in Italia, Thomas Miao infatti, e la sua omologa dell’Ospedale San Raffaele, Elena Bottinelli, hanno firmato un accordo per lo sviluppo di progetti di smart healthcare (sanità intelligente).

Investire nell’health tech

“Siamo impegnati a sostenere la digitalizzazione dell’Italia”. E quindi a “stimolare l’innovazione locale per creare posti di lavoro, offrire sicurezza e alta qualità della vita ai cittadini e attrarre talenti”, dichiara Miao. “Le nostre soluzioni innovative forniscono a professionisti e organizzazioni del settore medico l’infrastruttura di cui hanno bisogno per collaborare, condividere, elaborare e utilizzare i dati sanitari nel modo più efficace. Il nostro obiettivo è utilizzare la tecnologia digitale per rendere accessibili risorse sanitarie d’avanguardia a un numero sempre più grande di persone”.

Teresa Scarale
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