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Fintech, un successo dal duplice volto

Fintech, un successo dal duplice volto

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

07 Novembre 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nei paesi avanzati, dove c’era già una struttura di pagamenti preesistente, il fintech sta subentrando nelle attività bancarie tradizionali, come ad esempio l’erogazione di prestiti

  • E’ la transizione dal contante alle carte e ai pagamenti digitali ad alimentare l’espansione del fintech nei mercati sviluppati. Anche al loro interno tuttavia esistono delle eccezioni

  • Nei mercati emergenti, per contro, il fattore trainante è la crescita economica, con l’ascesa della classe media

  • Per godere dei vantaggi dimensionali, in entrambi i mercati si sta assistendo a un’ondata di fusioni e acquisizioni. E Robeco ha individuato un nuovo, interessante tema

Il successo senza sosta del fintech è unitario a livello globale ma duplice nella sua manifestazione: ha infatti radici diverse nei paesi sviluppati e in quelli emergenti. L’analisi tecnica è di Patrick Lemmens e Jeroen van Oerle, gestori del fondo Robeco global fintech equities di Robeco

Continua con successo il big bang del fintech

Secondo le più rosee previsioni, il successo del fintech e dei pagamenti digitali continua senza sosta. I primi a beneficiarne sono i mercati emergenti, i quali hanno visto nel fintech un’opportunità senza precedenti per colmare il gap di sviluppo con i paesi avanzati.

Hanno quindi adottato con decisione le nuove forme di pagamento, anche basate su rilevazioni biometriche e/o sul riconoscimento facciale. Dal canto loro, le economie sviluppate sono nel pieno di una transizione verso i pagamenti digitali. Qui però, il motore del cambiamento è diverso rispetto a quello dei mercati emergenti. Le società B2B che forniscono strumenti alle startup dei pagamenti saranno il prossimo bacino di crescita in questo mercato.

Fintech, differenze nel successo: mercati emergenti e sviluppati

Nei paesi avanzati, dove c’era già una struttura di pagamenti preesistente, il fintech sta subentrando nelle attività bancarie tradizionali, come ad esempio l’erogazione di prestiti. I fornitori dei servizi di pagamento in questi casi conoscono bene i loro clienti, il che semplifica i processi. Ma il fintech si sta gradualmente insinuando pure in molti segmenti redditizi dell’attività bancaria, come i pagamenti transfrontalieri, i prestiti e i depositi.

E’ la transizione dal contante alle carte e ai pagamenti digitali ad alimentare l’espansione del fintech nei mercati sviluppati. Anche al loro interno tuttavia esistono delle eccezioni, si pensi ad esempio all’Italia, dove l’80% dei pagamenti avviene ancora in contante. Nelle economie sviluppate questa transizione è determinata non tanto dalla crescita del Pil in sé, spesso modesta, quanto piuttosto dal cambiamento dei modelli di consumo passaggio agli acquisti online, che a sua volta favorisce la diffusione dei pagamenti online.

Nei mercati emergenti, per contro, il fattore trainante è la crescita economica, con l’ascesa della classe media. Sull’onda dell’inclusione finanziaria, in Asia sono nate da zero nuove forme di pagamento, senza che  infrastrutture come gli sportelli bancomat abbiano mai raggiunto l’espansione che hanno avuto in Occidente. In paesi come la Cina, per esempio, è quasi impossibile pagare in contanti. I pagamenti con i telefoni cellulari sono per contro così diffusi che “la cosa peggiore che ti può capitare in Cina è che il tuo smartphone smetta di funzionare”.

Ondata di M&A nel mondo FinTech

Per godere dei vantaggi dimensionali, in entrambi i mercati si sta assistendo a un’ondata di fusioni e acquisizioni. All’inizio del 2019 per dire il colosso Usa dei pagamenti Fis ha acquisito la concorrente Worldpay, Fiserv invece ha rilevato un altro importante operatore, First Data, mentre Global Payment ha acquisito Total System Services. Questo fermento è destinato a continuare e i due gestori si aspettano che le prossime operazioni si avranno in Europa, dove i mercati sono rimasti a lungo frammentati.

Gli emergenti: già emersi rispetto all’Europa

Nei mercati emergenti invece sono già nati i primi conglomerati dei pagamenti digitali e il panorama è dominato da pochi grandi operatori. Le società più piccole hanno difficoltà a competere con sistemi di pagamento governativi come Upi (Unified Payments Interface). E’ questo il sistema di pagamenti istantanei sviluppato in India per facilitare le operazioni bancarie. Nemmeno da dire, in Cina le maggiori società stanno acquistando attivamente partecipazioni in altre società di pagamento della macroregione asiatica.

Il B2B come prossimo tema di crescita

La nuova opportunità di crescita nel fintech proverrà dagli operatori B2B o dagli abilitatori. Questa categoria comprende tutte le imprese che forniscono strumenti e/o infrastrutture alle società di pagamenti digitali. Vista la rapida crescita del mercato fintech, tali operatori B2B non sono influenzati dal clima macroeconomico. Si tratta di imprese focalizzate sul lungo periodo, tendenzialmente immuni alle recessioni.

Questi facilitatori di ecosistemi servono banche, compagnie assicurative e società di asset management, nonché le società fintech “nuove arrivate”. Ciò sta dando vita a una serie di attività di M&A tra i facilitatori e i grandi operatori finanziari. Ad esempio, la società giapponese di servizi finanziari e asset management Sbi Holdings detiene una partecipazione nel fornitore di pagamenti transfrontalieri Ripple.

I facilitatori di ecosistemi nel mercato fintech sono ancora agli esordi e faranno lo stesso percorso del segmento dei pagamenti digitali. Più che i fornitori di servizi di pagamento in se stessi, comunque forieri di opportunità di crescita e di investimento nei prossimi cinque o dieci anni, “nei prossimi due anni ci si concentrerà nell’individuare le società leader tra gli operatori B2B“. E’ la conclusione di Patrick Lemmens e Jeroen van Oerle.

Teresa Scarale
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