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Così le utilities lanciano il guanto di sfida alle banche

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

23 Settembre 2020
Tempo di lettura: 10 min
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  • Enel fa il suo ingresso ufficiale nel fintech con il lancio di EnelX Pay

  • La mossa del colosso italiano dell’energia, spiega a We Wealth Fabrizio Barini, head of new business development di Intermonte Sim e segretario generale di Assofintech, fa parte di un più ampio trend di “disintermediazione”

  • Intanto le fintech sorpassano le big del mondo bancario per capitalizzazione di mercato

Enel ha annunciato il lancio di EnelX Pay. La nuova app consentirà di accedere a diversi servizi finanziari. Ecco cosa c’è dietro il debutto del colosso dell’energia nel fintech

Con il lancio della app di EnelX Pay, il colosso energetico Enel fa il suo ingresso ufficiale nel panorama del fintech italiano, ma con l’approccio di una big tech. La nuova App lanciata da EnelX Financial Services, società specializzata in soluzioni di pagamento controllata al 100% da Enel X, offrirà al cliente un conto corrente digitale, con un proprio Iban, ed emetterà carte di debito prepagate. Lo si legge in un articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, che precisa “il modello di business non è quello di una fintech, ma di una big tech che sfrutta le potenzialità dell’abbinamento tra tecnologia (fintech) e un ingente portafoglio di clienti”. La commercializzazione prenderà il via da metà ottobre e il servizio sarà disponibile ai 30 milioni di clienti italiani del gruppo, per poi essere esteso a tutto il mercato.

“La nostra strategia è quella di anticipare gli altri operatori che si stanno muovendo nel comparto dei pagamenti, ma anche di competere in settori come quello bancario e postale, per la parte dei servizi finanziari”, spiega Francesco Venturini, ceo di EnelX, in un’intervista al Sole 24 ore, sottolineando l’enorme giro d’affari intorno al mercato dei  pagamenti fisici su bollettini, con 300 milioni di transazioni all’anno in Italia (di cui 100 milioni originate da Enel), ognuna con una fee di 1,5 euro. “Il nostro obiettivo è portare sulla piattaforma di EnelX Pay i nostri clienti e possibilmente attrarne altri”, ha aggiunto Venturini.

"Attaccare” le banche per difendersi dalle big tech

“Con l’avanzamento della cosiddetta amazonizzazione, Enel si mette nelle condizioni di anticipare le mosse di Amazon che sappiamo avere in programma anche la vendita di energia su scala globale” tramite partnership e “per entrare in nuovi mercati cerca di acquisire quote di mercato da operatori incumbent come gli intermediari finanziari”, commenta a We Wealth Fabrizio Barini, head of new business development di Intermonte Sim e segretario generale di Assofintech. Parola d’ordine “fiducia”. I clienti infatti, soprattutto le nuove generazioni, “si fidano sempre più della tecnologia e meno degli intermediari finanziari tradizionali”. Facendo leva sulla propria brand reputation e customer base, Enel punta quindi a fidelizzare i propri clienti e acquisirne di nuovi.

La mossa del colosso italiano dell’energia, prosegue Barini, fa parte di un più ampio trend di “disintermediazione”. Questo fenomeno, che consiste nell’accorciare la distanza tra consumatore e erogatore del servizio, è reso possibile grazie all’utilizzo della tecnologia. A questo si aggiunge “un quadro regolatorio più aperto”, evidenzia Barini, facendo riferimento alla Psd2 e Open Banking.

Ma Enel non è l’unico player nel mondo delle utilities a puntare sul mercato dei pagamenti digitali. Dopo avere ottenuto lo scorso marzo l’autorizzazione da Banca d’Italia a operare come Istituto di Pagamento, Iren ha lanciato il servizio di pagamento IrenPay, offrendo ai propri clienti la possibilità di saldare online le bollette di luce e gas.

Market cap: il sorpasso delle big dei pagamenti sulle banche

Intanto, stando a quanto riportato da Cnbc, i titoli delle fintech nel mondo dei pagamenti hanno superato le principali banche di Wall Street per capitalizzazione di mercato. Questo, anche a fronte di bilanci nettamente inferiori. Square, Visa, Paypal e Mastercard valgono complessivamente più di 1 miliardo di dollari mentre le sei grandi banche (JPMorgan, Bank of America, Wells Fargo, Citigroup, Morgan Stanley e Goldman Sachs) insieme non raggiungono neanche i 900 miliardi di dollari.

Virginia Bizzarri
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