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Banche: l’Open X come opportunità per restare competitive

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Redazione We Wealth
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22 Aprile 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il World FinTech Report 2020 (Capgemini ed Efma) evidenzia l’importanza della collaborazione tra banche e fintech

  • Stando ai dati emersi dallo studio, le due parti non sembrano soddisfatte delle collaborazioni intraprese

Secondo il World FinTech Report 2020, per stare al passo con i nuovi player sul mercato, le banche tradizionali devono abbracciare l’Open X e diventare Inventive Bank

Le banche che collaborano, abbracciano l’Open X e diventano Inventive Bank hanno maggiori probabilità di crescere nell’attuale contesto di mercato, caratterizzato da un continuo cambiamento e dall’avanzata di nuovi player come le challenger bank e le big tech. Questo quanto emerso dal World FinTech Report 2020, pubblicato da Capgemini e Efma.

Per fare chiarezza, il report fornisce una definizione dei due termini sopra citati. Nello specifico l’Open X è visto come l’evoluzione dell’open banking e rappresenta “una forma di collaborazione più efficace e strutturata, facilitata dalla standardizzazione delle API (ndr, application programming interface) e da insights condivisi relativi ai  dati dei clienti”. Vengono invece definite Inventive Bank “quelle banche disposte ad adottare ruoli specializzati nel nuovo ecosistema aperto, attraverso la collaborazione con fintech qualificate”.

Stando al report, la cooperazione tra banche e fintech gioca un ruolo fondamentale affinchè le prime rimangano competitive e rilevanti nel mercato. Tuttavia, lo studio sottolinea che, al fine di attivare e mantenere partnership di successo tra banche e fintech, è necessaria una collaborazione “strutturata” tra le due parti. Nell’ottica di  una collaborazione tra le due realtà, dall’edizione 2020 del report sono emersi alcuni dati che evidenziano diverse criticità. In particolare,  solo il 21% delle banche ritiene che i propri sistemi siano abbastanza agili per la collaborazione e solo il 6% delle banche ha  ottenuto  dalla collaborazione il ritorno sugli investimenti (ROI) desiderato. Inoltre, il 70% delle fintech non si trova d’accordo con il proprio partner bancario né a livello culturale né a livello organizzativo e oltre il 70% delle fintech afferma di essere insoddisfatto dalle barriere di processo dell’operatore tradizionale. Infine, la metà dei dirigenti del settore fintech dichiara di non aver trovato il giusto partner per la collaborazione.

Monia Ferrari, Financial Services Director di Capgemini Business Unit Italy ha commentato:

“Negli ultimi due mesi, il mondo è cambiato radicalmente. Le imprese si evolveranno e usciranno dalla crisi di COVID-19 in modi diversi e profondi. Le banche tradizionali avranno sempre più bisogno di maggiore esperienza in ambito digitale grazie all’incremento delle collaborazioni con le fintech. In tre anni, da quando abbiamo avviato questo studio, le fintech sono passate da player disruptive ad attori maturi, nel settore. Quindi ora è fondamentale che le banche tradizionali inizino a prendere in seria considerazione queste realtà, non solo come potenziali concorrenti, ma soprattutto come partner strategici con cui collaborare per riuscire a soddisfare in tempi rapidi le mutevoli aspettative dei consumatori. Una collaborazione efficace richiede maturità, da parte delle persone, del business e anche nei processi. Se per le banche tradizionali il fallimento non è un’opzione, le fintech sono rapide ad entrare sul mercato e accettano il rischio di poter fallire. Le Inventive Bank che mostrano volontà e capacità di collaborare su larga scala e di accelerare l’innovazione, hanno maggiori possibilità di giocare un ruolo centrale all’interno dell’ecosistema Open X condiviso”.

Redazione We Wealth
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