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Ue, multa da 111 milioni di euro per Asus, Denon &Marantz, Philips e Pioneer

Ue, multa da 111 milioni di euro per Asus, Denon &Marantz, Philips e Pioneer

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  • Asus, Denon &Marantz, Philips e Pioneer hanno violato le regole della concorrenza Ue, imponendo prezzi fissi ai loro rivenditori online

  • Le multe sono state ridotte del 40% perché le società hanno collaborato con la Commissione Ue

La Commissione europea ha multato le quattro società per aver imposto prezzi fissi ai rivenditori online, violando le regole della concorrenza dell’Ue

La Commissione Ue multa Asus, Denon &Marantz, Philips e Pioneer per un totale di 111 milioni di euro per aver imposte prezzi fissi o minimi ai loro rivenditori online. Questo quanto deciso oggi da Margrethe Vestager, commissario europeo per la concorrenza.

Il mercato del commercio online sta crescendo velocemente e ora vale più di 500 miliardi di euro l’anno in Europa”dichiarata la Vestager. “Più della metà degli europei acquista online. L’effetto del comportamento di queste quattro società ha fatto sì che milioni di consumatori abbiano dovuto pagare prezzi più alti per gli elettrodomestici da cucina, gli asciugacapelli, i notebook, le cuffie per gli smartphone e molti altri prodotti. Questo non rispetta le regole dell’antitrust Ue. E le decisioni prese oggi hanno dimostrato come le regole della concorrenza dell’Ue servono a proteggere i consumatori dai comportamenti scorretti delle aziende” conclude la Vestager.
Le quattro società multate hanno dunque limitato la capacità dei loro rivenditori online di fissare i propri prezzi al dettaglio per i prodotti elettronici di largo consumo. Questo è stato possibile dato che la casa madre imponeva o un prezzo fisso o un prezzo minimo al di sotto del quale il prodotto non poteva essere venduto. Nel dettaglio le quattro società sono intervenute sui rivenditori online, che hanno messo in vendita prodotti a prezzi inferiori, bloccando le forniture, sanzionandoli o minacciandoli.

Asus

Asus, con sede a Taiwan, ha monitorato i prezzi di vendita dei rivenditori online per determinati hardware e prodotti elettronici come i notebook. La condotta di Asus ha colpito, in particolare, la Francia e la Germania tra il 2011 e il 2014. Asus è dunque intervenuta più volte nei confronti dei rivenditori che applicavano prezzi inferiori rispetto a quelli stabiliti dalla casa madre.

Denon & Marantz

Denon &Marantz, con sede in Giappone, ha monitorato i prezzi di vendita di prodotti audio e video come le cuffie degli smartphone e gli altoparlanti di Denon, Marantz e Boston Acoustics in Germania e in Olanda tra il 2011 e il 2015.

Philips

Philips, con sede nei Paesi Bassi, ha tenuto sotto controllo i prezzi dei rivenditori francesi tra la fine del 2011 e il 2013 per una gamma di prodotti come gli elettrodomestici da cucina, le macchine da caffè, l’aspirapolvere, i sistemi video, gli spazzolini elettrici per i denti e gli asciugacapelli.

Pioner

Pioneer, con sede in Giappone, ha invece limitato la possibilità ai suoi rivenditori di vendere i prodotti oltre il confine. La società dava dunque indicazioni di applicare prezzi più alti se si voleva vendere ad altri stati o bloccava proprio gli ordini commissionati. Questo comportamento è durato dall’inizio del 2011 fino alla fine del 2013 e ha toccato 12 paesi: Germania, Francia, Italia, Regno Unito, Spagna, Portogallo, Svezia, Finlandia, Danimarca, Belgio, Paesi Bassi e Norvegia.

Le sanzioni date dalla Commissione Ue sono nettamente inferiori rispetto a quello originarie perché tutte e quatto le società hanno collaborato con la Commissione. L’atteggiamento positivo ha dunque portato ad una riduzione della multa del 40%, per Asus, Denon & Marantz e Philips, e del 50% per Pioneer.

tabella dati

Fonte: Commissione Ue

Giorgia Pacione Di Bello
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