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Robo-advisor cinesi, troppo redditizi per ignorarli

Robo-advisor cinesi, troppo redditizi per ignorarli

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

08 Marzo 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 57,3% dei consumatori cinesi dichiara di provare per primo le novità tecnologiche

  • La quota di investitori cinesi che hanno provato almeno una volta un robo-advisor si attesta al 31,8%, contro il 13,7% degli investitori globali

La crescita della classe media in Cina è esponenziale. Essendo poi molto attenta al tech e sempre più ai prodotti di investimento automatizzati, ignorare il comparto dei robo-advisor cinesi sarebbe ingenuo, dice GobalData

Courtesy GlobalData

La transizione della Cina da paese in via di sviluppo a paese leader nella rivoluzione digitale offre innumerevoli opportunità di investimento nei settori più avanzati dell’economia, come quello della robotica e dell’Intelligenza Artificiale. Lo evidenzia anche GlobalData nella sua ultima ricerca sul tema.

Per primi

La classe media cinese è in rapida espansione. E con lei la domanda di beni di consumo. Il 57,3% dei consumatori cinesi dichiara di provare per primo le novità tecnologiche, il che li rende prondi ai nuovi modelli di business. La tecnologia è parte integrale e integrante della vita quotidiana della Cina contemporanea. Sono i consumatori a determinare il successo dei nuovi trend tech. Non sorprende quindi che gli investitori del Paese di Mezzo siano inclini più degli altri all’uso dei servizi di investimento automatizzati.

E’ vero che solo il 4,2% dei consumatori cinesi usa un robo-advisor come fornitori principale degli investimenti. Si tratta però di una cifra quasi doppia rispetto a quella media globale: 2,3%. Inoltre, la quota di investitori cinesi che hanno provato almeno una volta un robo-advisor si attesta al 31,8%, contro il 13,7% degli investitori globali.

Courtesy Global Data

I robo-advisor e le banche cinesi

Le grandi banche cinesi, inclusa la China Merchants Bank, stanno mettendo in atto i loro piani di sviluppo robotico. Nonostante il mercato sia in rapida espansione, è ben lungi all’essere saturo. I nuovi entranti nel mercato dovranno fare i conti con giganti quali Ant Financial, Ping An, WaCai. E la crescita proseguirà sempre di più man mano che i clienti passeranno dai semplici depositi ai prodotti di investimento.

Stando ai dati della ricerca, i consumatori cinesi dividono la loro liquidità come segue. Il 72% usa semplicemente i conti deposito, il 20% in azioni. L’8% restante si divide fra fondi mutualistici e obbligazioni.

Gli Hnwi

Gli analisti di GlobalData si aspettano che con la maturazione del mercato degli investimenti, la quota di liquidità non allocata nei depositi aumenterà. La crescita della classe media inoltre incentiva lo sviluppo delle piattaforme di investimento automatizzate. Gli Hnwi invece rappresentano il cuore del mercato del wealth management cinese, e la concorrenza nel settore è spietata. Il numero dei clienti affluent è destinato ad aumentare di 8,3 milioni di unità nei prossimi quattro anni.

La classe media cinese fa però volume

Le società di asset management dovrebbero tuttavia considerare anche l’enorme “mercato medio” che si sta formando. L’automazione dei processi e delle piattaforme di investimento sta trasformando quel mercato in un target estremamente appetibile. E’ vero che l’ambiente della regolamentazione cinese può essere incerto. Per non parlare della sorveglianza governativa sempre più stringente man mano che i robo-advisor continuano a prosperare. Ma non si tratta di un deterrente sufficiente per non investire, dicono gli analisti di Global Data. Il mercato del robo-advising in Cina “sta decollando, e l’opportunità è troppo ghiotta per essere ignorata”.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
caporedattore
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