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Realtà aumentata e virtuale, entro il 2021 investimenti da 109 miliardi

Realtà aumentata e virtuale, entro il 2021 investimenti da 109 miliardi

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

10 Settembre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nei prossimi anni solo il mercato della realtà aumentata si stima supererà i 198 miliardi di dollari

  • “Durante la pandemia queste tecnologie hanno permesso di evitare di tenere ferme le macchine e produrre danni da centinaia di migliaia di euro”, spiega Franco Tecchia

Gli investimenti nei servizi di realtà aumentata e realtà virtuale a livello globale potrebbero toccare la soglia di 109 miliardi di dollari nel 2021. Ma quali sono le imprese che potrebbero beneficiarne e in che modo? We Wealth ne ha parlato con Franco Tecchia, ingegnere e direttore tecnico di VR Media

Nel 2016 si parlava di quattro miliardi di dollari. Poi nove miliardi nel 2017, 20 miliardi nel 2018, oltre 44 miliardi nel 2019, fino ad arrivare a una stima di 80 miliardi nel 2020 e 109 miliardi nel 2021. Gli investimenti nei servizi di realtà aumentata e realtà virtuale a livello globale continuano a crescere esponenzialmente e, secondo gli esperti, continueranno a farlo anche nei prossimi anni. Secondo i dati raccolti da VR Media, azienda tecnologica nata nel 2002 come spin off della Scuola superiore Sant’Anna di Pisa, sebbene gli Stati Uniti mantengano il titolo di primi al mondo nel settore, l’Europa occidentale potrebbe conoscere la crescita più rapida nei prossimi cinque anni, con un Cagr (Compound annual growth rate) del 101,1%.

Oltre la metà degli investimenti saranno assorbiti dall’hardware, seguito da software e servizi, e solo il mercato della realtà aumentata potrebbe superare i 198 miliardi di dollari. Ma nel contesto attuale, tra crisi sanitaria e crisi di liquidità, in che modo le imprese possono trarre una nuova spinta alla crescita e ridurre gli sprechi e le spese? “Sicuramente i processi di digitalizzazione, soprattutto per chi aveva intrapreso questa strada già da un po’, hanno rappresentato sotto alcuni aspetti un vero e proprio vantaggio durante la fase di lockdown”, spiega Franco Tecchia, ingegnere e direttore tecnico di VR Media. “In particolare tutta la parte che riguarda la gestione remota degli impianti, la possibilità di monitorarli senza essere sul posto, ma anche di far collaborare tra loro persone sul posto e persone da remoto”.

Certo è, spiega, che se si parla di realtà aumentata ci sono “alcuni continenti più avanti e altri più indietro”. “Più avanti è sicuramente il continente americano, ma si pensa che anche l’Europa giocherà un ruolo determinante in questo contesto, grazie al fatto di godere di una grossa capacità produttiva”, continua l’esperto. “I possibili mercati sono due: i consumer, persone che ne fanno un uso quotidiano, e l’industria. Nel campo industriale, nello specifico, possedere un dispositivo indossabile che permette di risolvere un eventuale guasto o di mettere in comunicazione la manodopera sul posto con la casa madre, va a beneficio del rischio della mancata produzione. Durante la pandemia, in cui spesso tecnici specializzati non potevano viaggiare, queste tecnologie hanno permesso di evitare di tenere ferme le macchine e produrre danni da centinaia di migliaia di euro”.

In Italia il settore che risulta essere più interessato agli investimenti nell’assistenza remota, in particolare, è quello dell’oil&gas. Questo perché “è un mercato caratterizzato da una produzione continua, che avviene in luoghi abbastanza complicati da raggiungere, sia onshore che offshore”, spiega Tecchia. “Però la realtà aumentata è trasversale, ci sono imprese che si occupano di ispezioni navali, ma anche il manifatturiero e la filiera della produzione della carta”.

“Il tema dell’assistenza remota è quello più intuibile e chiaro da comprendere, caratterizzato da un ritorno dell’investimento più immediato perché è facile calcolare quanto un’impresa risparmia se si considerano i minori costi delle trasferte e il mancato stop della produzione. Però la realtà aumentata è utile anche a incrementare le capacità dei tecnici in loco”, continua Tecchia. In questo caso, spiega l’esperto, è più difficile calcolare il ritorno dell’investimento perché “non si tratta di compensare la mancata produzione ma di vedere in che modo i tecnici che utilizzano queste tecnologie garantiscano una migliore qualità di funzionamento dell’impianto”. Secondo Tecchia, stiamo dunque andando nella direzione di quelli che definisce i “tecnici 4.0”. Intanto, entro il 2023, i maggiori investimenti nella realtà aumentata e nella realtà virtuale sono previsti nel settore della formazione, della manutenzione industriale e della vendita al dettaglio.

Rita Annunziata
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