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P2P lending: l’ascesa della finanza alternativa in Italia

26 Novembre 2018 · Teresa Scarale · 3 min

  • Oltre il miliardo di euro. A tanto arriverà entro fine anno la somma complessiva dei prestiti erogati dai marketplace del digital lending italiano. Parola di P2P Lending Italia

  • Quali i rendimenti e le piattaforme italiane?

  • Il digital lending italiano: tre modalità di investimento

Continua il successo del p2p lending in Italia, forma emblematica e user friendly della nuova finanza. Che non ha bisogno delle banche e dà ossigeno al sistema italiano delle piccole e medie imprese, offrendo rendimenti interessanti

Perché investire nel p2p lending?

Il fintech ha reso contemporanea la pratica antica  di dare a prestito direttamente a chi ne ha bisogno, senza la farraginosità di un intermediario, riducendo (come analizzato da McKinsey) il time to yes da tre/cinque settimane a cinque minuti e il time to cash da tre mesi a ventiquattro ore. Gli ultimi dati (fonte P2P Lending Italia) confermano la crescita record dei volumi del lending nel terzo trimestre 2018 nel nostro Paese.

La somma dei prestiti erogati delle dieci piattaforme di p2p lending nel terzo trimestre ha quasi raggiunto la somma dei 180 milioni di euro. L’aumento in termini omogenei rispetto al terzo trimestre del 2017 è stato pari a +84.6%. Questo saldo parziale porta a 948,1 milioni di euro il dato aggregato dall’inaugurazione di questo strumento in Italia (secondo trimestre 2016). Un dato che rende ragionevolmente sicuro il superamento della soglia del miliardo di euro nell’ultimo trimestre del 2018. Guardando alle singole società di digital lending, è osservabile un rendimento medio lordo che va dal 4% al 9%, graduato per i profili di rischio del prestatore.

Rendimenti: l’esempio di Smärtika

Dalla società fanno sapere che per il 2018 il Tan medio dei finanziamenti erogati è di circa il 5,10%. Dato questo che può rappresentare il potenziale rendimento medio lordo prospettico per i prestatori.

“Smartika permette inoltre ai lenders di investire il proprio capitale potendo scegliere tra tre diversi profili di rischio, modulati su quattro durate differenti. Per ottenere una elevata diversificazione del rischio, la piattaforma suddivide la somma investita allocando piccole quote di capitale su diversi borrower“.

I protagonisti del mercato italiano

Ad oggi, i marketplace (così si chiamano queste piattaforme digitali) registrati su p2p Lending Italia sono i seguenti:

  1. Prestiamo
  2. Smärtika
  3. Credimi
  4. Borsadelcredito.it
  5. Younitedcredit
  6. Workinvoice.it
  7. Soisy
  8. Cashme
  9. Prestacap
  10. Lendix

Nel nostro Paese, il digital lending si declina in queste tre categorie:

  1. lo sconto fatture,
  2. i prestiti individuali,
  3. i prestiti alle imprese.

Il terzo trimestre 2018 in dettaglio

Lo sconto fatture

In questo segmento (CashMe, Fifty, Workinvoice e Credimi), i volumi erogati sono stati 142.1 milioni. Il che significa un aumento del 6,9% rispetto al secondo trimestre, e dell’ 84.7% rispetto all’analogo periodo dell’anno scorso. Le proiezioni per il 2019 parlano di prosieguo dell’espansione dei volumi e degli attori coinvolti. È inoltre possibile che soggetti di tipo tradizionale entrino in gioco nel settore, avendone compreso le potenzialità e l’amplissima misura del mercato ancora aggredibile.

I prestiti ai privati

Prestiamoci, Smartika, Soisy, Younited Credit, che sono attive in questo segmento dei prestiti hanno segnato l’ennesimo record: 25,3 milioni di nuovi prestiti. La crescita è dell’1.4% rispetto al secondo trimestre e del 60.5% rispetto all’analogo periodo dello scorso anno.

Il lending alle imprese

Sempre attingendo a P2P Lending Italia, si evince che Borsa del Credito e Lendix operanti nel segmento prestiti alle imprese hanno erogato complessivamente 12,6 milioni di euro di nuovi prestiti, in leggera frenata rispetto al trimestre precedente (meno 2.8%). Tuttavia la crescita rispetto all’analogo periodo dello scorso anno è del 164%.

Potenzialità e caveat

Le potenzialità del comparto sono elevate anche in ottica di lungo termine. Recentemente, è stata quotata alla Borsa di Londra Funding Circle, leader di mercato in Gran Bretagna. Per quanto riguarda l’Italia invece, bisognerà monitorare l’andamento sui tassi delle obbligazioni governative, pur restando in un contesto di assoluta espansione del mercato.

Teresa Scarale
Teresa Scarale
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