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L’Italia della crisi: crollano i consumi, cresce il contactless

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

07 Ottobre 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Nel primo semestre dell’anno sono state registrate 760 milioni di transazioni contactless, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo del 2019

  • I pagamenti da smartphone in negozio toccano quota 1,3 miliardi di euro

  • “L’Italia è tuttora fanalino di coda in termini di pagamenti digitali in Europa, ma finalmente il governo sta muovendo i primi passi nella giusta direzione”, commenta Valeria Portale, direttore dell’Osservatorio innovative payments

Il crollo generalizzato dei consumi si riflette sul valore delle transazioni digitali, ma i pagamenti innovativi continuano la propria scalata. Le transazioni contactless toccano i 31,4 miliardi di euro ed entro la fine dell’anno potrebbero sfiorare gli 80 miliardi. Ecco tutti i numeri del nuovo osservatorio della School of management del Polimi

Nel primo semestre dell’anno, sulla scia dell’emergenza epidemiologica e le conseguenti misure di contenimento dei contagi, l’Italia ha assistito a un calo generalizzato dei consumi. Stando alle stime di ConfCommercio, tra il primo e il secondo trimestre si parla rispettivamente di una contrazione del -10,4% e del -29,7% che ha trascinato con sé una decrescita, seppur più contenuta, anche del valore delle transazioni digitali. Eppure, i pagamenti innovativi continuano la propria scalata, con 760 milioni di transazioni contactless, in crescita del 17% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. E le previsioni sulla fine del 2020 potrebbero restare ancora con il segno più.

Secondo la nuova edizione dell’Osservatorio innovative payments della School of management del Politecnico di Milano presentato in occasione del webinar I pagamenti digitali in Italia nel 2020: le prime evidenze sui volumi nell’anno del coronavirus, sull’onda delle preoccupazioni legate al rischio di contagio e alla riduzione al minimo dei contatti, il valore delle transazioni contactless ha sfiorato i 31,4 miliardi di euro, in crescita del 15% rispetto al primo semestre del 2019. Entro la fine dell’anno, inoltre, potrebbe rientrare in una forbice compresa tra i 74 e gli 80 miliardi di euro, con una penetrazione del 37% sul totale delle transazioni con carta. A crescere sono anche i pagamenti da smartphone in negozio, che registrano un verde pari all’80%, toccando quota 1,3 miliardi di euro. I pagamenti via smartphone con tecnologia contactless nfc hanno invece superato gli 1,1 miliardi di euro di valore, per una crescita del +96%, e le stime sulla fine dell’anno parlano di un valore compreso tra i 3 e i 3,3 miliardi di euro per una crescita rispettivamente del +97% o del +117% e una penetrazione sui pagamenti contactless fino al 4%.

Sebbene l’Italia resti fanalino di coda in termini di pagamenti digitali in Europa, superata nel 2019 anche dalla Grecia per transazioni pro capite, anche il governo infatti si sta muovendo verso la “giusta direzione con un piano ricco e completo di incentivi in materia”, spiega Valeria Portuale, direttore dell’Osservatorio innovative payments. Lo stanziamento di 1,75 miliardi di euro per i pagamenti con carta di credito o bancomat (il cosiddetto cashback), il credito d’imposta per gli esercenti sul 30% delle commissioni addebitate per le transazioni elettroniche e la conferma dell’abbassamento della soglia massima di contante che nel 2022 toccherà i 1.000 euro, spiega infatti l’esperta, “potranno stimolare ulteriormente il ricorso a pagamenti digitali e tracciabili, contrastando un’economia sommersa che costa decine di miliardi di euro di mancato gettito allo Stato ogni anno”.

Di conseguenza, l’incertezza legata ai prossimi mesi ci pongono davanti due scenari. Stando alle previsioni di Ivano Asaro, direttore dell’Osservatorio innovative payments, qualora il rimbalzo dei consumi nel secondo semestre dell’anno dovesse essere “pari o maggiore rispetto alle prime evidenze post-lockdown, i pagamenti con carta riusciranno a far segnare un +1,7% attestandosi a 275 miliardi di euro complessivi nel 2020”. Qualora, invece, un aggravamento della crisi sanitaria ed economica frenasse il recupero dei consumi, “anche i pagamenti digitali finiranno l’anno col segno negativo (-3%, per un totale di 262 miliardi). In nessuno dei due casi, ad ogni modo, vengono ipotizzate misure di contenimento pari al lockdown del primo semestre 2020”.

Intanto, il passaggio dai contanti alle carte trova conferma anche nella contrazione dei dati relativi ai prelievi, in calo di oltre il 23% in termini di numero di operazioni e del 15% in termini di volumi. Il transato con carta ha sfiorato nel primo semestre i 118,3 miliardi di euro, anche se in calo del -6,3% rispetto al primo semestre del 2019, per circa 2,3 miliardi di transazioni. Le carte di credito hanno registrato il calo maggiore, pari al -18,8% del transato. Secondo gli esperti, la motivazione principale riguarda le occasioni d’uso di questa tipologia di strumento di pagamento, vale a dire spese ad alta incidenza come i viaggi per turismo o per lavoro, duramente colpiti dallo shock pandemico. Le carte di debito, invece, restano lo strumento preferito per i pagamenti in negozio e al supermercato, registrando di conseguenza un calo più contenuto del -4,2% in termini di transato. Sul fronte opposto, le transazioni con carte prepagate hanno segnato una crescita del +13,3%, toccando i 21,2 miliardi di euro.

Rita Annunziata
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