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L’evoluzione di Netflix e il futuro dei servizi finanziari

L’evoluzione di Netflix e il futuro dei servizi finanziari

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Contributor, Marco Mione

07 Dicembre 2018
Tempo di lettura: 3 min
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  • L’AI ha un impatto profondo e cruciale

  • L’interazione della tecnologia col comportamento umano diventa imprescindibile

Il futuro del settore sta radicalmente cambiando. Attualmente, il percorso intrapreso è simile a quello realizzato da Netflix e da buona parte di altri business: offrire servizi fortemente customizzati e totalmente basati sulle preferenze dei clienti

Ted Sarandos, responsabile dei contenuti di Netflix, ha raccontato in un recente articolo del New YorkMagazine – riferendosi alla piattaforma di streaming più famosa al mondo:  “Per me ci sono tre criteri [di selezione dei contenuti]: i dati, l’arte e il gusto locale”. Netflix oggi è diventato uno dei servizi di streaming multimediale più influenti al mondo. La società è stata una delle prime a vedere il potenziale della tecnologia streaming e ha adottato un modello di subscription video-on-demand nel 2007. Da questa transizione, il fatturato annuale è cresciuto da 1,2 miliardi a oltre 11,6 miliardi di dollari in soli dieci anni. Il numero di abbonati Netflix ha seguito una tendenza simile, passando da meno di 23 milioni nel 2011 a oltre 130 milioni nel 2018. Il servizio sta diventando così popolare che circa il 37% degli utenti Internet di tutto il mondo utilizza Netflix. Niente male per un servizio che nel 1997 aveva cominciato con il noleggio dei Dvd.

Netflix, che ha recentemente investito nella produzione di contenuti originali e nell’acquisizione dei migliori film mai realizzati, è un chiaro esempio di azienda che ha costruito il suo impero sfruttando efficacemente il potenziale tecnologico per evolvere, mutare il proprio modello di business e, soprattutto, per cogliere i desideri degli utenti. Il framework di successo dell’operatore, che si fonda sull’adeguato sfruttamento, in modo innovativo, della tecnologia, si basa su un business model che integra canali di distribuzione, creazione/acquisizione di contenuti e analisi/definizione del comportamento degli utenti.

L’algoritmo di Netflix ha concretizzato l’opportunità sottesa dall’intelligenza artificiale (AI) e dal machine learning (ML), tecnologie che operano per mezzo dell’interferenza, dell’automazione e dell’analisi dei dati, poiché per mezzo dell’applicazione di queste tecnologie ha sviluppato un sistema dove il cliente è inconsciamente fautore del proprio menu quotidiano di film – serie tv e guida della produzione dei contenuti cinematografici originali Netflix. Il sistema di intelligenza artificiale sviluppato, ha trasformato l’azienda da erogatore di contenuti in streaming a generatore di contenuti: Netflix, registrando i dati dei comportamenti e delle preferenze degli utenti (mediante analisi dei social media), offre e sviluppa una vera e propria offerta customizzata coerente al bacino d’utenti.

“Non esiste un prodotto in stile Netflix. È un modo di pensare che ti limita. Il nostro stile è la personalizzazione. Abbiamo un detto: il mio Netflix è differente dal tuo”, ha continuato Sarandos. Ecco cosa accade: ogni volta che apriamo la piattaforma ci interfacciamo con una homepage diversa, nuova e aggiornata; una schermata che varia, guidata dalle nostre precedenti azioni e non solo dalle novità cinematografiche.

L’AI ha un profondo e cruciale impatto, anche nel settore dei servizi finanziari, poiché capace di fornire soluzioni personalizzate ai clienti, di ottimizzare la gestione delle operazioni di back-office, di favorire una maggiore capacità di supervisione alle autorità di regolamentazione finanziaria. Considerando le caratteristiche di questa tecnologia emerge come il business finanziario debba e si stia muovendo in modo crescente verso lo sviluppo di modelli di business personalizzati, costruiti analizzando i dati rilevati che recepiscono comportamenti e preferenze degli utenti.

Inoltre, se da una parte l’automatizzazione, l’IoT e la possibilità di aver a disposizione una elevata quantità di dati dispiega per le banche l’opportunità di assumere una posizione innovativa, di sfruttare e gestire il consenso e la posizione di fiducia, dall’altra sussistono rischi legati alla sicurezza dei dati. In tale contesto, gli istituti finanziari possono ottenere un vantaggio competitivo sfruttando sia l’esperienza nel dominio aziendale, sia l’AI che consente di misurare il rischio.

Questa tecnologia, usando i big data come fonte, permette molteplici possibilità di iper-personalizzazione dell’offerta per migliorare l’esperienza del consumatore mostrando il ruolo chiave e il valore della customizzazione del servizio. Sulla base di questa evidenza a livello globale le aziende stanno investendo nello sviluppo di soluzioni di intelligenza artificiale.

Il settore dei servizi finanziari dovrebbe sviluppare sempre più nuove soluzioni, coerenti ai bisogni degli utenti, basate sulla combinazione di dati, prodotti e servizi. Le banche devono riuscire ad “offrire senza chiedere” in modo che i clienti abbiano, quasi inconsapevolmente, raffigurata la migliore soluzione, in termini di personalizzazione e rispondenza ai loro bisogni, senza dover fornire in modo diretto informazioni.

In una prospettiva futura i servizi finanziari saranno fortemente customizzati e totalmente basati sulle preferenze dei clienti. Per avere successo, l’interazione della tecnologia col comportamento umano diventa imprescindibile. Analizzando il mondo bancario emerge come l’AI e il ML siano fondamentali nell’avvicinare operatori finanziari e clienti poiché avvalendosi di tali tecnologie gli istituti finanziari possono operare come soggetti “facilitatori” nei confronti dei clienti nel raggiungimento dei loro obiettivi di vita e di business.

Il futuro del settore sta radicalmente cambiando. Attualmente, il percorso intrapreso è simile a quello realizzato da Netflix e di buona parte di altri business. Un esempio concreto che ci proietta in questo futuro? Discovery Bank, la prima behavioural bank al mondo.

 

A cura di Marco Mione, senior fintech specialist di Deloitte e socio Siat

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Contributor , Marco Mione
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