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Gli stranieri apprezzano i servizi bancari italiani

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

10 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Secondo l’ultima ricerca pubblicata dall’Abi e dal centro studio di politica internazionali sta crescendo il numero di stranieri che hanno prodotti e servizi bancari in Italia

  • La vera rivoluzione la fanno le donne. Dal 2014 al 2017 c’è stato un boom di apertura di conti correnti da parte di donne straniere

Sono sempre di più gli stranieri che stanno entrando in contatto con le banche italiane. Non si tratta però della semplice apertura di un conto corrente ma anche della gestione dei flussi finanziari e degli investimenti

Gli stranieri apprezzano sempre di più i servizi offerti dal sistema bancario italiano. Non si parla solo di servizi di conto corrente, ma anche di strumenti di pagamento, di gestione dei flussi finanziari aziendali, degli investimenti e della protezione.

Dall’ultima rilevazione, realizzata da Abi nell’ambito dell’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti gestita dal Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), emerge come la diversificazione dei prodotti, dei servizi bancari e dell’offerta di soluzioni multicanali e innovative supportano i processi di inclusione. Questa ha portato ad una maggiore presenza di cittadini stranieri all’interno di banche italiane.

L’indagine si è basa sui dati forniti dagli operatori finanziari (banche e BancoPosta) relativi a migranti residenti, appartenenti a 21 nazionalità (pari all’88% del totale immigrati non Ocse residenti in Italia con l’aggiunta della Polonia). A questa si affianca l’analisi condotta su un campione rappresentativo di migranti sul territorio, avvenuta grazie al coinvolgimento delle comunità straniere.

Dalla ricerca è dunque emerso come i servizi di pagamento sono diventati il traino per l’inclusione finanziaria dei nuovi cittadini. Non è un caso, quindi, se proprio questa è la componente che ha subito l’incremento maggiore: ciascun correntista è titolare di due strumenti di pagamento (dato in aumento se si pensa che nel 2011 gli stranieri ne avevano poco più di uno).

Entrando nel dettaglio si può notare come a fine 2017, il 72% dei migranti adulti residenti in Italia era titolare di conto corrente.  Il 47% era intestato a donne straniere (dato in aumento del 10% rispetto al 2014). Questa crescita mette dunque in risalto il ruolo delle donne straniere, al centro del processo di bancarizzazione. Risulta inoltre essere in crescita anche la percentuale dei conti correnti aperti da più di cinque anni, pari al 44,3% nel 2017 (era il 41,2% nel 2014). A questo si aggiungono le carte con Iban non collegate ad un conto corrente presso la stessa banca (oltre 1,1 milione), con una incidenza del 32,6%, doppia rispetto al 2014 quando era pari al 16,6%.

Anche l’internet banking sta diventando sempre più importante. Il 57,5% dei correntisti utilizza infatti l’internet banking (era il 21,8% nel 2011). Dato che conferma il rapido processo di adeguamento da parte dei cittadini stranieri in termini di accesso alla rete e, più in generale, della preferenza espressa per il ricorso ad una multicanalità che consenta flessibilità senza limiti di tempo e di luogo.

Ma come scelgono una banca gli stranieri? Secondo la ricerca il passaparola rimane lo strumento più utilizzato. Dall’indagine emerge infatti che il 41% dei clienti sceglie la banca basandosi sul passaparola sulle condizioni e sui servizi offerti. Infatti, per il 57% dei migranti intervistati, chi influisce rispetto alla propria decisione sono gli amici e i familiari in Italia, per il 19% il datore di lavoro o i colleghi.

 

 

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