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Fintech, i vincitori e i vinti della pandemia

Fintech, i vincitori e i vinti della pandemia

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

19 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Le imprese attive nel settore dell’e-commerce stanno conquistando sempre più spazio a discapito dei venditori al dettaglio

  • Nel settore assicurativo la crisi pandemica ha messo in discussione i prodotti tradizionali, che si sono rivelati statici e poco flessibili

  • Tra investitori e consulenti finanziari resta fondamentale il rapporto umano

La pandemia ha mostrato i suoi effetti negativi anche sull’ecosistema del fintech, ma non tutti i settori hanno reagito allo stesso modo. Alcuni comparti, infatti, nel lungo termine potrebbero addirittura beneficiarne. Ecco i vincitori e i vinti secondo un’analisi di Cb Insights

L’ecosistema del fintech non si è rivelato immune alla pandemia, ma ci sono alcuni comparti che nel lungo termine potrebbero trarre vantaggio dall’emergenza epidemiologica e le conseguenti misure di contenimento del contagio. Basti pensare al settore dei pagamenti, con l’e-commerce che, nel cuore della crisi, ha registrato una vera e propria impennata dei volumi.

Un report di Cb Insights ha posto sotto la lente d’ingrandimento cinque comparti del fintech, esaminando gli effetti del covid-19 nel breve e nel lungo termine: i pagamenti, le assicurazioni, le attività bancarie, il mercato dei capitali e l’immobiliare. Secondo l’analisi, se da un lato le società attive nel settore dei pagamenti negli ambiti più colpiti dalla pandemia, come viaggi, ristoranti, eventi e intrattenimento, nel breve termine dovranno affrontare sfide esistenziali, dall’altro le imprese attive nel settore dell’e-commerce stanno conquistando sempre più spazio a discapito dei venditori al dettaglio. I rivenditori online, spiegano i ricercatori, stanno sottraendo quote di mercato ai rivenditori fisici e anche gli stessi commercianti stanno iniziando a rivolgersi ai mercati b2b online per acquisti e rifornimenti.

Nel settore assicurativo, invece, la crisi pandemica ha messo in discussione i prodotti tradizionali, dimostrando come siano “statici e poco flessibili”, si legge nello studio. Nel breve termine, la riduzione del numero di persone alla guida genererà una flessione dei reclami relativi all’assicurazione auto, mentre potrebbe conoscere un’impennata il mercato delle assicurazioni sulla vita. Ma nel lungo termine la digitalizzazione diventerà la chiave per aumentare l’efficienza operativa e ridurre i costi. “Gli assicuratori di successo – spiegano – dovranno probabilmente affidarsi maggiormente alle startup insurtech b2b per migliorare le loro capacità digitali”. Nel post-covid, infatti, i consumatori volgeranno sempre più lo sguardo verso prodotti flessibili e trasparenti, come l’insurance on demand, le polizze parametriche e l’assicurazione basata sugli usi effettivi.

Nel settore bancario, le challenger bank più resilienti dovranno avere determinati attributi: un’ingente riserva di capitale, una base fedele di clienti e un’offerta multiprodotto. Secondo lo studio di Cbi Insights, nel lungo termine il covid-19 rappresenterà un vero e proprio acceleratore del settore, a discapito delle banche tradizionali. Inoltre, nell’ambito del mercato dei capitali, la pandemia ha messo in evidenza due trend principali, un incremento dei risparmi e l’importanza del rapporto umano tra investitore e consulente finanziario, che genereranno nel lungo termine il boom di una forma ibrida di robo-advisor. Resta infine il settore immobiliare, schiacciato negli ultimi mesi dal crollo della domanda. Ma nel mondo post-covid, spiega l’analisi, la realtà virtuale potrà rappresentare la vera posta in gioco del cambiamento.

Rita Annunziata
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