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Fintech, un’opportunità per la finanza

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

13 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • “Puntiamo a creare un ecosistema digitale e lo sviluppo del fintech rappresenta una grande opportunità”. Lo ha detto l’amministratore delegato di Banca Generali, Gian Maria Mossa, parlando in occasione del convegno “ricette di Innovazione” organizzato dal Politecnico di Milano

  • Negli ultimi due anni gli investimenti, da parte di banche in società fintech, è aumentato del 60% su scala globale

L’innovazione tecnologica e la presenza di società fintech deve essere vista come un’opportunità per realtà bancarie consolidate. Queste società possono infatti essere usate per cercare di svilupparsi e andare sempre più incontro ai cambiamenti tecnologici richiesti dai clienti

Il fintech come opportunità di crescita per le banche. La rivoluzione digitale applicata ai servizi finanziari non deve dunque essere vista come una minaccia ma come una leva di sviluppo. “Di fronte alle scelte importanti e progetti di vita, come ad esempio la pianificazione successoria, analisi del patrimonio di imprese o su assets meno liquidi come l’immobiliare, il ruolo di un consulente ben preparato è fondamentale e il digitale si affianca come uno strumento utile per l’obiettivo e accresce il valore della consulenza e della relazione” dichiara Gian Maria Mossa, Amministratore delegato di Banca Generali durate il convegno “ricette di innovazione” organizzato dal Politecnico di Milano. E che il digitale stia diventando sempre più importante, all’interno di realtà molto ben consolidate, lo dicono i dati. Negli ultimi due anni, secondo uno studio sulle startup condotto dal Politecnico, gli investimenti fatti da banche e assicurazioni verso le nuove realtà tecnologiche sono incrementate del 60% su scale globale. “Il supporto sulle tecnologie è centrale: pensiamo ai big data e all’artificial intelligence che consentono di ottenere importanti benefici sia sul piano operativo, sia sul piano commerciale, sia sui rischi” dichiara Marco Giorgino, docente di finanza e risk management del Politecnico. Sono, infatti, sempre di più le startup che supportano le banche ad affrontare la trasformazione digitale. E sulle alleanze per accelerare nella digitalizzazione ha puntato Banca Generali, generando un sistema in grado di integrare diverse piattaforme, al fine di costruire servizi su misura per i propri private banker e clienti. A riguardo, Mossa ha rimarcato: “ci sono tante start-up che ci piacciono. Io ho la passione per le start-up. Se si va a Singapore si scoprono delle cose fantastiche, soprattutto in ambito blockchain, che è il futuro. Se si va a Tal Aviv – racconta l’ad di Banca Generali – su protezione del dato, difesa e security sono il numero uno”.

Banca Generali, per quanto posso essere una realtà consolidata, non può fare a meno di guardare al futuro e di adeguarsi ai cambiamenti tecnologico che influiscono sui clienti. Proprio per questo che la società guidata da Gian Maria Mossa rappresenta uno dei pochi casi di open banking in Italia, con un sistema tipo hub capace di integrare diverse piattaforme, appunto partner su cui costruire servizi su misura per i propri private banker e clienti. L’ultimo esempio è la joint-venture con Saxo Bank nell’amministrato e nel trading, così come con Ubs Partner per lo sviluppo di un motore personalizzato nel robo for advisory a tutela dei portafogli. “L’orientamento ad un ecosistema digitale è uno dei pilastri del nostro piano industriale al 2021 e l’evoluzione del fintech rappresenta una grande opportunità per chi come noi punta sulla qualità nella relazione di fiducia tra il professionista e le famiglie” -spiega Mossa che aggiunge- “quando ci sono in ballo scelte importanti e progetti di vita, come ad esempio la pianificazione successoria, analisi del patrimonio di imprese o su assets meno liquidi come l’immobiliare, il ruolo di un consulente ben preparato è fondamentale e il digitale si affianca come uno strumento utile per l’obiettivo. Discorso diverso nelle dinamiche transazionali considerate ormai delle commodities, come ad esempio nei pagamenti, dove la tecnologia gioca un ruolo guida nell’esperienza”.

Giorgia Pacione Di Bello
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