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FinTech, un giovane che sta crescendo forte e sano. Parola di KPMG

FinTech, un giovane che sta crescendo forte e sano. Parola di KPMG

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

02 Agosto 2018
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  • Il FinTech pulsa forte e sano. E ha voglia di diversificare

  • Si fanno sempre più strada nuove aree di investimento, non solo tecnologiche ma anche geografiche

I primi due trimestri del 2018 paiono segnare il giro di boa per la tecnofinanza. Certo è che insieme superano il giro d’affari complessivo dell’anno precedente. E ormai, non sono solo più i giganti ad investire nel FinTech

Il giro d’affari del FinTech nei primi sei mesi del 2018 ha superato il totale del 2017. E’ quanto emerge dal rapporto biennale di KPMG, The Pulse Of FinTech, appena pubblicato.

Un segmento che sta maturando

L’eccezionalità dei risultati 2018 è dovuta anche ai risultati di importanti operazioni di M&A, venture capital, e simili nel settore. Ad esempio, l’acquisizione per 12.9 miliardi di dollari della britannica Worldpay da parte della sua rivale americana Vantiv, leader nei pagamenti mobili. Ma anche la straordinaria raccolta di Vc da parte di Ant Financial, gigantesco spinoff della cinese Alibaba (14 miliardi di dollari), considerata la più grande società di FinTech al mondo.

Attraenti per gli investitori

Al di là delle singole operazioni da record, è tutto il settore ad aver preso il volo in questo primo semestre 2018. Nelle aree più mature del comparto, i player dominanti sono stati in grado di attrarre investimenti e finanziamenti consistenti. Il report cita digital bank di frontiera come Revolut, la startup russo britannica nata come app per viaggiatori con l’intento di rendere trasparenti e convenienti tassi di cambio e commissioni nelle transazioni con carta di credito all’estero (250 milioni di dollari di investimenti in questo semestre). Ma anche la mobile bank tedesca N26 (160 milioni) e l’americana Circle (110), leader nei pagamenti peer-to-peer.

Exit di successo

Questa prima metà d’anno annovera fra le migliori Ipo exit EVO Payments, GreenSky (società di tecnofinanza per i prestiti online), la piattaforma per i pagamenti Adyen. Ma anche quelle relative alle M&A exit delle società di lettori portatili di carte di pagamento iZettle (acquisita da PayPal) oltre alla già citata Worldpay (Vantiv).

Espansione orizzontale del FinTech

Dire solo “tecnofinanza” non basta più. Gli investitori si stanno focalizzando su una gamma sempre più vasta di tipologie tecnologiche ma anche geografiche (viene citata la brasiliana Nubank). Aumenta l’interesse nei confronti dell’Intelligenza Artificiale e del rpa (robotic process automation), senza contare la crescita dell’InsurTech e del RegTech, con l’introduzione in Europa di PSD2 e GDPR.

Alla diversificazione degli investimenti, corriponde una “diversificazione” degli investitori. Non più solo grosse banche e compagnie di assicurazione. Fanno infatti capolino anche soggetti dalle dimensioni meno elefantiache, ma comunque pienamente consapevoli della necessità di investire nel settore. Che si tratti di investimenti diretti, partecipazioni in acceleratori, incubatori o consorzi di innovazione, le società di wealth management come le compagnie assicurative e le banche di media dimensione ormai non si tirano indietro.

La regolamentazione diventa RegTech

I cambiamenti in atto nel panorama della regolamentazione dei servizi finanziari determineranno ulteriori investimenti nel settore della tecnofinanza. Le attese in particolare sono elevate per quanto riguarda l’open banking. La sua implementazione infatti comporterà da parte delle istituzioni bancarie una ricerca sempre più serrata di partner fintech.

Blockchain, non più “sperimentale”

L’ambito blockchain in generale ha continuato a suscitare interesse nei confronti degli investitori globali. Trattandosi però ormai anch’esso di un fenomeno non più vergine, ha visto il foraggiamento o il riforaggiamento di realtà già presenti sul mercato, piuttosto che di nuovi entranti. Le Ico (Initial coin offerings) hanno continuato a prosperare in tutto il globo. Ed è proprio in questo modo che Block.one, di stanza alle Cayman, ha raccolto quattro miliardi di dollari.

 

 

Teresa Scarale
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