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Fintech, raddoppiati gli investimenti a livello globale

Fintech, raddoppiati gli investimenti a livello globale

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

03 Luglio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • I capitali investiti in società Fintech nel mondo sono passati dai 50 miliardi del 2017 ai quasi 112 del 2018

  • Il numero dei deal non è variato: nel 2018 sono state stimate 2196 operazioni, che poco si discostano dalle 2165 registrate nel 2017

Il Fintech globale ha raggiunto la fase 2.0: gli investimenti nel comparto sono raddoppiati in un anno, coinvolgendo non solo i mercati più giovani ma anche quelli più consolidati. A guidare la crescita sono le operazioni di M&A. L’analisi di Antonio Lafiosca di BorsadelCredito.it

Gli investimenti nelle società Fintech sono più che raddoppiati a livello globale. Secondo un’analisi di Antonio Lafiosca, chief operating officer di BorsadelCredito.it, lo sviluppo del Fintech è infatti entrato in una vera e propria fase di maturità, una “fase 2.0”, sulla scia di una serie di tendenze coincidenti che hanno coinvolto tutti i mercati del mondo, dai più giovani ai più consolidati. Se da un lato le startup stanno attraendo round di finanziamenti sempre più importanti in mercati come la Germania e il Brasile, dall’altro – in Paesi come gli Stati Uniti, l’Asia o il Regno Unito – è cresciuto il numero di investimenti e acquisizioni con l’obiettivo non solo di ampliare la gamma di prodotti ma anche di conquistare nuove aree geografiche. Un trend che non sorprende, ma che segue le tendenze degli ultimi mesi e che rappresenterà di fatto il futuro dei servizi finanziari.

Ma quali sono i dati più rilevanti in questo senso?

“Il primo dato da rilevare riguarda gli investimenti di Venture Capital – spiega Antonio Lafiosca – Secondo l’ultimo aggiornamento del report semestrale di KPMG, dal titolo The Pulse of Fintech, i capitali investiti in società Fintech nel mondo sono più che raddoppiati, passando dai 50 miliardi del 2017 ai quasi 112 del 2018”. Un aumento, però, che non è coinciso a un pari incremento del numero dei deal. Nel 2018 sono state stimate 2196 operazioni, che poco si discostano dalle 2165 registrate nel 2017. “Questo significa che è aumentata la dimensione media dei deal, il che rappresenta un chiaro segnale di solidità del comparto”, chiosa Antonio Lafiosca.

Antonio Lafiosca, chief operating officer di BorsadelCredito.it

In positivo anche le operazioni di M&A. “Se già nel 2018 le fusioni e acquisizioni cross border sono state il maggior driver di crescita, nei prossimi anni sempre più si assisterà a una crescente partecipazione da parte di player big tech come Google, Alibaba e Microsoft, che acquisiranno direttamente società Fintech o formeranno partnership abilitanti con le istituzioni finanziarie”, continua Lafiosca.

A tal proposito, cresce anche l’interesse delle banche, specialmente in termini di acquisizione di tecnologie innovative per compensare la mancanza di alcune competenze interne, con una riduzione di tempo e di risorse. “Ma non solo. Come afferma un’altra ricerca recente – il World Fintech Report (WFTR), pubblicata a inizio giugno da Capgemini e Efma – il settore dell’Open Banking sta entrando in una nuova fase di innovazione, denominata Open X, caratterizzata da una maggiore collaborazione tra le banche e il Fintech, che creerà un mercato integrato con ruoli specializzati per ogni player”, spiega Lafiosca.

In definitiva, conclude Lafiosca, l’era del 2.0 è ufficialmente iniziata e l’aspetto più interessante è che, per la prima volta, la crescita abbia interessato l’intero globo. In testa alla classifica svetta l’America, dove gli investimenti sono passati da 29 a 54,5 miliardi. Segue l’Europa con 34,3 miliardi di dollari registrati in 536 operazioni, in netto aumento rispetto ai 12,2 miliardi del 2017.

Rita Annunziata
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