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Fintech, per le banche è tempo di abbracciare la rivoluzione

Fintech, per le banche è tempo di abbracciare la rivoluzione

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Francesca Conti
Francesca Conti

08 Febbraio 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Gli investimenti nel fintech sono cresciuti in modo rilevante nella prima metà del 2018, con 57,9 miliardi di dollari per 875 operazioni

  • Nel 2017 il 16% degli italiani ha utilizzato almeno un servizio fintech e il 56% dei clienti bancari accede ai servizi del proprio istituto da Pc, tablet e smartphone

  • Secondo Barbagallo “è necessario” che le banche “si trasformino rapidamente, puntando con decisione a soluzioni strategiche e organizzative in grado di razionalizzare e ridurre la struttura dei costi”

Cambiare paradigmi per non restare indietro rispetto al rapido passo dello sviluppo tecnologico. Il suggerimento di Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza di Bankitalia, per banche e intermediari finanziari

Per le banche e gli intermediari finanziari è tempo di abbracciare la rivoluzione del fintech. Lo sviluppo della tecnologia, secondo Carmelo Barbagallo, capo della vigilanza dellaBanca d’Italia, impone alle banche tradizionali un rapido cambiamento di paradigmi, che eviti reti fisiche ridondanti e sappia cogliere le opportunità del digitale.

Nel corso del suo intervento al convegno invernale dell’Associazione dei docenti di economia degli intermediari e dei mercati finanziari e finanza d’impresa, Barbagallo ha sottolineato che: “È di fondamentale importanza che le banche scelgano rapidamente quale ruolo intendano assumere nel settore dei servizi finanziari di natura digitale per affrontare efficacemente una rivoluzione che nei mercati esteri è già in atto e che è destinata a modificare profondamente anche quello nazionale”.

Il capo della vigilanza di Bankitalia ricorda che con il termine fintech ci si riferisce a numerosi segmenti di attività (tra cui pagamenti e valute digitali, crowdfunding, prestiti peer to peer) oltre che a tecniche e strumenti eterogenei (tra gli altri, robot advisor, big data, intelligenza artificiale). Un tema “assai complesso e in evoluzione, sul quale è difficile trarre una sintesi in grado di resistere nel tempo”. In un contesto concorrenziale sempre più accentuato, gli operatori bancari “possono affrontare questa sfida facendo leva sulla forza del bundling tradizionale, valorizzando le sinergie tra le attività di deposito, di investimento, di credito e di offerta di servizi di pagamento. E’ però necessario che si trasformino rapidamente, puntando con decisione a soluzioni strategiche e organizzative in grado di razionalizzare e ridurre la struttura dei costi”, chiarisce Barbagallo.

I numeri del fintech

A sostegno della necessità per le banche tradizionali di stare al passo con la digital transformation, Bankitalia ricorda alcuni risultati. A livello globale gli investimenti nel settore fintech sono cresciuti in modo rilevante nella prima metà del 2018, con 57,9 miliardi di dollari per 875 operazioni, in aumento significativo rispetto ai 38,1 miliardi di dollari investiti in tutto il 2017. IlRegno Unito ha sviluppato, da solo, oltre la metà dei volumi europei (16 miliardi di dollari nel primo semestre del 2018 a fronte dei 26 complessivi in Europa).

In base a un’analisi condotta lo scorso anno da Abilab, oltre la metà delle banche italiane è impegnata nello sviluppo di progetti innovativi nel settore dei pagamenti. Seguono i temi della sicurezza (oltre il 35% delle banche) e le piattaforme di investimento e prestito (oltre il 20%). In termini di tecnologie sperimentate, più di un terzo è attivo subig data analytics, blockchain, Distributed Ledger Technology e intelligenza artificiale, un quarto privilegia iniziative di cloud computing e di digitalizzazione di servizi tradizionali.

Secondo l’Osservatorio Fintech & Digital Finance del Politecnico di Milano nel corso del 2017 il 16% degli italiani ha utilizzato almeno un servizio fintech e il 56% dei clienti bancari accede ai servizi del proprio istituto da Pc, tablet e smartphone. Evidenze più recenti di Bankitalia segnalano che alcune banche ‘significative’ stanno sviluppando progetti basati sull’identificazione biometrica. Big data e intelligenza artificiale sono utilizzati anche per segmentare il mercato a fini commerciali, nel rilevamento di frodi, nell’analisi di minacce informatiche, nell’automazione dei processi, nelle applicazioni antiriciclaggio e per assolvere, più in generale, obblighi di compliance (Regtech).

Il censimento di Bankitalia

Per approfondire nel dettaglio la qualità e l’intensità della risposta dell’industria bancaria ai mutamenti in atto,la Banca d’Italia sta per avviare una nuova rilevazione su tutto il sistema finanziario al fine di censire le iniziative fintech, in corso o programmate, per il prossimo biennio. La rilevazione coprirà anche alcuni aspetti specifici di particolare attualità, come il ricorso alle nuove tecnologie per finalità di contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo.

Francesca Conti
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