PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Fintech: luci e ombre con il coronavirus

Fintech: luci e ombre con il coronavirus

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

01 Aprile 2020
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • Il fintech potrà giocare un ruolo fondamentale in un mondo sempre più digitalizzato. In questo momento il coronavirus sta però complicando la situazione

  • La contrazione degli investimenti si era già iniziata a verificare nel 2019. I primi mesi del 2020 di certo non hanno invertito la rotta

Il fintech potrà essere messo a dura prova dal coronavirus. Le nuove start up saranno quelle che faranno più fatica, soprattutto a causa di un calo negli investimenti

Il coronavirus potrà fare bene o male al fintech? La risposta non è delle più semplici. Secondo il report “fintech 2020” pubblicato da PwC ci potrebbero essere degli impatti negativi che andranno a toccare gli investimenti del venture capital. Questo porterà probabilmente ad una minore attenzione verso le nuove start up, con un numero maggiore di player in fase di sviluppo. Negativo anche il volume delle transizioni che potrebbero portare ad una diminuzione dei profitti del comparto.

Non mancano però aree di potenziale ottimismo. L’Italia, scontando un ritardo significativo nel percorso di digitalizzazione finanziaria, è diventata la sperimentazione forzata di un nuovo modo di collaborare a distanza attraverso soluzioni digitali. Questo non sta avvenendo solo per lo smart working o il distance learning, ma anche per le relazioni fra banche, assicurazioni e clienti. Stanno emergendo per molte realtà (incluse banche e assicurazioni), criticità sulla resilienza delle infrastrutture, sulla qualità e quantità di strumenti che permettano smart working, sulla efficienza dei servizi online, sulla sicurezza. E dunque secondo il report è abbastanza naturale pensare che questa situazione porterà ad un significativo aumento nell’utilizzo e apprezzamento dei servizi digitali finanziari da parte di tutta la clientela, senza parlare della probabile crescita esponenziale della domanda di credito (soprattutto delle Pmi) che sempre più spesso trova risposta nel mondo del fintech. “Mai come ora, il contributo delle aziende fintech in termini di accelerazione dell’innovazione digitale alle aziende finanziarie tradizionali, può diventare un elemento strategico per un’innovazione volta a rispondere alle nuove esigenze della clientela (privati e corporate)”dichiara Roberto Lorini, Fintech leader, PwC Italia.

Il panorama fintech

Secondo il report le fintech censite sono 278, 49 in più rispetto alla scorsa edizione, di cui 18 le nuove aziende, nate nel corso dell’ultimo anno. Aumentano anche i segmenti di business per esempio con l’ingresso del segmento del real estate, di soluzioni di investimento in criptovalute e di trading specializzato per gli Npl. Il fatturato complessivo del comparto che ha raggiunto nel 2018, i 373 milioni di euro, con una crescita del 40% sull’anno precedente (in realtà del 64% delle aziende censite, poiché sono escluse alcune realtà prettamente italiane, ma con sede legale all’estero, le aziende no profit e quelle appena costituite). Secondo il report sono inoltre cresciute dai 28 ai 37 le scaleup (numero di aziende con un milione di euro o più di fatturato). Arrivano però anche le cattive notizie. Tra gli indicatori meno positivi ci sono gli scarsi investimenti nel settore fintech italiano. Questo ha contribuito ad un posizionamento debole dell’Italia a livello internazionale. Nel 2019 gli investimenti si sono ridotti dai 197 milioni (2018) ai 154 milioni. Un secondo indicatore potenzialmente critico è il livello di redditività delle aziende. L’Ebitda aggregato del settore è stato pari al 2%, stabile rispetto al 2018. In generale è legato alla giovane età delle aziende nel settore (60% ha meno di 5 anni), e ai segmenti di attività.

I trend del settore

Al momento sono quattro i trend del settore fintech.
1) Alleanze e collaborazioni: crescono accordi e partnership fra singole aziende, o attraverso la creazione di poli di aggregazione e hub,
2) Allargamento dell’operatività/offerta:  spesso le fintech nascono su servizi verticali (anche di nicchia) e tendono poi ad espandere la loro attività.
3) Focalizzazione degli investimenti sui player principali:nonostante il potenziale impatto negativo sulle aziende nuove e meno mature, la maggiore concentrazione degli investimenti è un segnale di maturazione e consolidamento del settore. In Italia nel 2019 i primi 5 deal pesano il 75%.
4) Globalizzazione:  È un tema fondamentale sia per le aziende fintech, che raramente possono affrontare livelli di crescita sostenibili sul mercato domestico, sia per le Aziende Finanziarie. La globalizzazione è fatta dalle fintech estere che sbarcano sul mercato italiano e dalle fintech Italiane che si muovono sul mercato internazionale.

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Digital Transformation Italia