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Non c'è fintech senza cybersicurezza: parlano Imf e WB

Non c'è fintech senza cybersicurezza: parlano Imf e WB

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Teresa Scarale
Teresa Scarale

27 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Per il 79% delle giurisdizioni più ricche i rischi da cybersecurity sono un grave problema per il settore finanziario. Solo la metà dei paesi a più basso reddito però stabilisce dei requisiti minimi

  • In Africa, il 10% delle transazioni del Pil avvengono in maniera mobile, contro il 7% dell’Asia e meno del 2% delle altre regioni. In Europa esistono grandi disparità regionali

  • Il 20% degli enti intervistati sta progettando di emettere una propira valuta digitale

L’ultima ricerca condotta congiuntamente da Banca Mondiale (WB) e Fondo Monetario (Imf) rileva che per le bance centrali e gli Stati non esiste fintech senza cybersicurezza. Ma la vera sorpresa è che vincono i paesi emergenti

Il fintech può attendere: conta solo la cybersicurezza. Imf e World Bank hanno intervistato banche centrali, ministri delle finanze e altre agenzie in 189 paesi. Per il 79% delle giurisdizioni più ricche i rischi da cybersecurity sono un grave problema per il settore finanziario.

La ricerca evidenzia però che solo un terzo delle giurisdizioni ha analizzato le interdipendenze fra reti, sistemi o processi interni al settore finanziario oppoure guardato ai rischi insiti nei grandi fornitori tech. L’83% dei paesi più ricchi sembra pensarci in qualche modo, ma solo la metà dei paesi a basso reddito ha specificato i requisiti minimi di sicurezza.

Fintech e cybersicurezza per Imf: Asia al top, ma…

La Cina sta emergendo come leader del fintech (ed è questa la querelle fondamentale della guerra tariffaria con gli Usa). Uno dei motivi fondamentali è la dimensione mastodontica dei suoi mercati e una regolamentazione “leggera”. Il quasi primato della Cina è però già insidiato dall’India, antesignana dei pagamenti digitali e dei trasferimenti monetari digitali, come scritto nell’articolo Dall’aratro alla biometria. La diffusione del fintech in tutta la macroregione asiatica mostra però grande disparità fra ricchi e poveri, uomini e donne, aree rurali e urbane.

Africa subsahariana leader

La regione guida la classifica del numero di conti monetari mobili pro-capite, punti di trasferimento di denaro mobili, volume delle transazioni: il 10% delle transazioni del Pil avvengono in maniera mobile, contro il 7% dell’Asia e meno del 2% delle altre regioni. In tutta l’Africa, l’adozione del tech nella fornitura di servizi finanziari sta cambiando il modo in cui questi fornitori operano e i servizi che offrono ai propri clienti.

L’Europa

Anche in Europa ci sono grosse disparità regionali nell’adozione del fintech. Ad esempio, il Regno Unito stacca nettamente il continente per quanto riguarda le tecnologie digitali finanziarie. Sia in termini di innovazione che di investimenti.

Infine, il 20% degli intervistati risponde che sta progettando di emettere una sua valuta digitale. 4 sono però al momento i progetti pilota. Le ragioni per creare una propria valuta digitale?

  1. abbassare i costi,
  2. aumentare l’efficienza nell’implemetare le politiche monetarie,
  3. contrastare la concorrenza delle cryptovalute,
  4. assicurare l’impugnabilità dei pagamenti,
  5. offrire infine uno strumento di pagamento ai consumatori esente da rischi.
Teresa Scarale
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