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Europa, principale protagonista nel fintech a livello mondiale

Europa, principale protagonista nel fintech a livello mondiale

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Thomas Schneider
Thomas Schneider

29 Giugno 2020
Tempo di lettura: 3 min
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Dal 2015, gli investimenti nel fintech europeo hanno superato i 25 miliardi di euro. Le fintech europee hanno creato un valore di circa 128 miliardi. Ciò rappresenta il doppio del valore rispetto a qualsiasi altro settore tecnologico in Europa

Le ultime settimane non sono state le migliori per il settore fintech europeo. L’ultimo round della famosa banca digitale Monzo è avvenuto a una valutazione di circa il 40% inferiore, in confronto al round precedente, e abbiamo assistito al fallimento fraudolente di Wirecard, una delle fintech più valorizzate in Europa.

Questi eventi, però, non tolgono nulla al fatto che l’Europa abbia un settore fintech molto dinamico e che sia ben posizionata per essere la forza trainante del settore Fintech nel mondo.

Da Isomer Capital, non vediamo il settore fintech o la tecnologia finanziaria distinta dal settore finanziario. Il fintech include la tecnologia, i sistemi, i processi e i modelli di business utilizzati dalle società che operano nel settore finanziario. Sta trasformando il modo in cui le aziende finanziarie operano con i propri clienti, autorità regolamentari e altri attori del settore. Il fintech non si limita alle innovazioni nel settore bancario o nelle transazioni finanziari. Negli ultimi anni, questo settore ha attinto anche a tecnologie specificamente studiate per gestire i sottoinsiemi del settore finanziario, tra cui assicurazioni, regolamentazione e finanziamenti immobiliari.

Esistono due grandi modelli di business in questo comparto: i modelli collaborativi, che lavorano con le istituzioni esistenti e gli attuali processi del settore per renderli più efficienti, e i modelli dirompenti, che cercano di offrire soluzioni alternative migliori e quindi rappresentano una minaccia per gli operatori storici del settore.

Europa, principale protagonista nel fintech a livello mondiale

Analizzando i dati alla fine del terzo trimestre 2019, il fintech rappresenta il più grande settore di investimento dei fondi di venture capital in Europa. Secondo un rapporto emesso da Dealroom.co, gli investimenti Fintech rappresentano il 20% di tutti gli investimenti dei fondi di venture capital in Europa nel periodo 2017-2019.

Questa è una percentuale più alta che in Asia o negli Stati Uniti. Dal 2015, gli investimenti nel fintech europeo hanno superato i 25 miliardi di euro. Le fintech europee hanno creato un valore di circa 128 miliardi di euro considerando entrambe le realizzazioni e l’attuale pipeline di società private. Ciò rappresenta il doppio del valore rispetto a qualsiasi altro settore tecnologico in Europa.

L’Europea è già stata riconosciuta come innovatrice nel settore dei pagamenti, come lo dimostra il successo al livello globale di Transferwise e Klarna, e le Ipo e le M&A di Adyen, iZettle e Worldpay. Da rilevare che diverse banche digitali europee stanno guadagnando fama internazionale: Revolut e N26, per esempio, si sono espanse dall’Europa agli Stati-Uniti. Oltre al B2C, le aziende europee sono leader nella costruzione della prossima ondata di fintech B2B che sfruttano l’intelligenza artificiale, IoT e il blockchain. Queste tecnologie cercano di sostenere il sistema finanziario, per aiutarlo a funzionare più facilmente e introdurre un maggiore elemento di previsione e monitoraggio finanziario che permette di determinare risultati o livelli di rischio, come ad esempio Cytora (sottoscrizione di assicurazioni commerciali) o Ellittica (rilevamento attività illecita sulla blockchain).

Ma quali sono gli elementi chiave che permettono al fintech europeo di essere cosi dinamico?  Alcuni dei motivi chiave, normativi e tecnici, che hanno aiutato il settore a prosperare negli ultimi anni sono:

  • Accesso libero ai dati

L’aumento dell’innovazione e degli investimenti nel fintech in Europa può essere attribuito a una serie di macro fattori, tra cui un elemento importante è rappresentato dalle direttive sull’open banking. L’introduzione della seconda direttiva sui servizi di pagamento (Psd2) nel 2015 ha comportato la perdita del monopolio delle grandi banche sui dati dei loro utenti, portando a servizi più aperti, accessibili e decentralizzati. La Psd2 riunisce due servizi: payment initiation services (Pis) e account information services (Ais), permettendo agli utenti di accedere ora alle informazioni per tutti i loro account in un unico posto. Per esempio, i commercianti, come Amazon, sono ora in grado di recuperare i dati del conto dalle banche, con l’autorizzazione del titolare del conto, in modo che possano prendere o effettuare pagamenti senza dover reindirizzare i clienti a un altro servizio, ad esempio Visa o Paypal.

  • Sviluppo dell’Internet of things (IoT)

La tecnologia immobiliare (Proptech) ha registrato una crescente innovazione tecnologica. La fine degli anni 2000 ha visto la quotazione degli immobili spostarsi online e la startup della società Zoopla ne è l’esempio principale. A partire dal 2015 sono stati integrati più servizi connessi nell’esperienza di acquisto di proprietà, ad esempio Vr/Ar, per rendere l’esperienza di visione domestica più ricca e conveniente, e servizi come “resi” che consentono la pianificazione del miglioramento domestico, il contratto gestione e pagamento in un unico posto. Inoltre, i servizi di intermediazione, come Mojo, Habito e Trussle, hanno consentito ai consumatori di comprendere e scegliere i mutui in modo indipendente, evitando tariffe elevate. Anche le compagnie assicurative utilizzano sempre più la tecnologia IoT per avere un approccio maggiormente incentrato sulla tecnologia per la gestione degli edifici e la protezione dei beni. Gli esempi includono l’uso di sensori IoT per gestire i danni interni e strutturali agli edifici. FloodFlash, una società con sede nel Regno Unito, offre agli utenti un’assicurazione parametrica “basata sugli eventi”. Il loro dispositivo di rilevamento delle alluvioni consente un pagamento automatico quando il loro sensore rileva allagamenti oltre un certo livello, aumentando quindi la tranquillità dei clienti finali.

  • Blockchain e cryptoasset

Infine, un’area in cui vi è un crescente interesse è la blockchain e i cryptoasset. Il bitcoin è emerso nel 2009 come la prima forma di moneta digitale peer-to-peer non controllata da un’autorità centrale. Nel 2015, visto il potenziale del concetto principale di Bitcoin, è stata lanciata Ethereum come blockchain pubblico che consente l’esecuzione di applicazioni decentralizzate sulla sua piattaforma (codice open source, simile a Linux all’inizio dei sistemi operativi per Pc). Questo nuovo ecosistema ha attirato 5,6 miliardi di dollari di finanziamenti nel 2017 tramite Initial coin offering (Ico), sviluppando infrastrutture, reti e app decentralizzate che hanno il vantaggio di migliorare la sicurezza, responsabilizzare i partecipanti iniettando economia di mercato nella rete e consentendo l’automazione dei processi aziendali. Sebbene sia difficile definire la dimensione potenziale di questo nascente mercato, o anche la quantità di entrate che potrebbero essere generate, questo nuovo cambiamento tecnologico ha molti elementi interessanti da considerare. In primo luogo, lo spazio crittografico sta attirando molti dei principali ricercatori e imprenditori del mondo. C’è un crescente slancio poiché la maggior parte delle istituzioni finanziarie, università e governi globali ha lanciato programmi per comprendere e agire sia sui benefici che sulle minacce di questo nuovo paradigma informatico. Ad esempio, nel novembre 2019 è stato riferito che la Commissione europea e il Fondo europeo per gli investimenti hanno annunciato un programma di investimento da 100 milioni di dollari per attirare investitori e fondi a sostegno di società blockchain e criptovalute.

A differenza della rivoluzione di Internet e di altre importanti perturbazioni tecniche, l’Europa ha il vantaggio di essere in condizioni di parità con gli Stati Uniti e la Cina nello spazio tecnologico decentralizzato. L’Europa ospita quattro dei primi 10 programmi tecnologici e ingegneristici del mondo, il che significa che è ben posizionata per sfruttare i talenti di ingegneria di livello mondiale. Questi generano numerose innovazioni, eventi e attività ecosistemiche. Poiché sempre più aziende adottano la tecnologia blockchain, prevediamo un aumento degli investimenti in venture capital (vc) per protocolli e applicazioni decentralizzati.

Tutti questi elementi ci permettono di essere positivi sul settore fintech in Europa e sulle opportunità che offrirà agli investitori nei prossimi anni.

Thomas Schneider
Thomas Schneider
Partner di Isomer Capital, Thomas ha accumulato un’esperienza di oltre 15 anni nell’industria dell’asset management e più recentemente nello sviluppo imprenditoriale di società. Prima di raggiungere Isomer Capital, società specializzata in investimenti in venture capital, Thomas era responsabile Sud Europa di Russell Investments, uno dei più importanti gestori multi-asset al mondo. È diplomato alle università Paris Dauphine e Paris Descartes e parla italiano, francese e inglese.
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