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Europa: leader nell’intelligenza artificiale

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

12 Dicembre 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • A livello geografico si nota come i principali produttori mondiali in Germania (69%), Francia (47%) e Regno Unito (33%) presentano il grado più avanzato di implementazione dell’IA

  • I produttori si possono concentrare su tre aree per avviare il loro percorso in ambito IA

     

L’Europa è il terreno dell’Intelligenza artificiale. Più della metà dei produttori europei sta implementando casi d’uso in ambito IA, con la Germania che ne guida l’adozione (69%) in contrapposizione a Stati Uniti (28%) e Cina (11%)

Europa leader europeo nell’adozione e implementazione di intelligenza artificiale (IA). A dirlo è l’ultimo report pubblicato dal Capgemini research institute. Il rapporto sottolinea come il mercato europeo sia il migliore nel campo dell’implementazione dell’IA all’interno delle operations del settore manifatturiero.

Il 51% dei principali produttori europei con presenza globale sta infatti implementando almeno un caso d’uso sull’IA. Dalla ricerca, che ha anche analizzato 22 casi d’uso nelle operations, emerge che i produttori si possono concentrare su tre aree per avviare il loro percorso in ambito IA: manutenzione intelligente, controllo della qualità del prodotto e pianificazione della domanda.

A livello geografico si nota come i principali produttori mondiali in Germania (69%), Francia (47%) e Regno Unito (33%) presentano il grado più avanzato di implementazione dell’IA nelle operazioni di produzione.

Il valore dell’IA

Le principali società utilizzano l’IA in tutte le operations legate alla produzione, fattore che consente loro di ottenere significativi vantaggi. Tra gli esempi, si leggono nel report ci sono Danone, che è riuscita a ridurre del 20% gli errori previsionali e del 30% il numero di vendite mancate grazie all’utilizzo di sistemi di machine learning per prevedere la variabilità della domanda, e Bridgestone, che ha introdotto un nuovo sistema di assemblaggio basato sul controllo automatico della qualità portando a un miglioramento di oltre il 15% nell’uniformità del prodotto.

 Per i dirigenti intervistati da Capgemini, il controllo di qualità dei prodotti, la manutenzione intelligente e il demand planning sono le aree in cui l’IA può essere implementata più facilmente e fornire il miglior ritorno sull’investimento. Per esempio, General Motors ha testato un sistema per individuare guasti ai robot ancor prima che si verifichino. Questo aiuta l’azienda a evitare di incorrere in costi legati a interruzioni non pianificate che possono raggiungere i 20.000 dollari per ogni minuto di fermo macchina. Se da un lato c’è un consenso su quali siano i migliori casi d’uso per iniziare a inserire l’IA nelle operations, dall’altro il report evidenzia che è necessario non fermarsi alle prime implementazioni e raccogliere sistematicamente il potenziale dell’IA racchiuso negli altri casi d’uso.

“Con la crescita dell’efficacia dell’Intelligenza Artificiale nelle operations del manifatturiero, vedremo le grandi imprese passare da progetti pilota a un’adozione su larga scala di tale tecnologia», dichiara Gerardo Ciccone,Mals& Cprd director, Capgemini business unit Italy. «Giustamente, le organizzazioni concentrano inizialmente i propri sforzi su ambiti di applicazione che offrono un ritorno sugli investimenti più rapido e tangibile: in particolare nel controllo della qualità di processo e nella manutenzione intelligente”.

“I dirigenti che abbiamo intervistato ritengono che l’IA permetta di ridurre i costi, migliorare l’accuratezza della produzione e ridurre gli scarti. Tuttavia i business leader non si concentrano esclusivamente su questi casi d’uso, in quanto, parallelamente alla loro implementazione, si preparano ad affrontare il futuro reinvestendo parte dei risparmi nella costruzione di una piattaforma digitale scalabile e flessibile, sviluppando le competenze a supporto” conclude.

Giorgia Pacione Di Bello
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