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Elinvar, la scaleup che digitalizza le banche

Elinvar, la scaleup che digitalizza le banche

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

25 Febbraio 2019
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  • Elinvar  si propone come “abilitatore digitale” dei modelli di business per banche private & wealth manager

  • La piattaforma B2B2C punta a migliorare significativamente la user experience

Un’azienda tech al fianco delle banche nella sfida della digitalizzazione. L’intervista a Niall Bellabarba, direttore internazionale di Elinvar

Ancora non sappiamo se i giganti del tech come Google e Amazon domineranno l’industria bancaria, ciò che è certo, invece, è che il futuro delle banche passa per la tecnologia. Che sia sviluppata in-house, tramite partnership strategiche o acquisizioni, la digitalizzazione è ormai un imperativo per rimanere competitivi. Con l’avvento di Mifid2, che spinge le banche ad abbassare i costi di gestione e l’entrata i vigore della Psd2, direttiva che apre le porte dei pagamenti digitali ai player non tradizionali, le fintech rappresentano la peggior minaccia e allo stesso tempo il miglior alleato per le banche.

In questo contesto, Elinvar, scaleup fondata nel 2016 da Chris Bartz, Sebastian Böttner e da Marco Neuhaus, con Talanx Asset Management e Finleap in qualità di principali azionisti, si propone come “abilitatore digitale” dei modelli di business per banche private & wealth manager. Tramite una piattaforma B2B2C, interamente cloud based, Elinvar permette di digitalizzare i processi interni, dalla gestione dei portafogli a quella del parco clienti.

Crediamo che nell’industria del wealth management l’efficienza e il bisogno di abbassare i costi di gestione senza sacrificare la personalizzazione del portafoglio del cliente sia possibile solo attraverso la tecnologia”, spiega Niall Bellabarba, direttore internazionale di Elinvar.

Così, la “core competence” delle banche si affianca a quella di un’azienda tech. Obiettivo? Migliorare significativamente la user experience del cliente finale, ritenuta un fattore chiave per la “client retention” nell’industria wealth management, soprattutto alla luce delle esigenze della “nuova generazione di clienti”, sempre più attenta al lato dell’usabilità e abituata all’alta qualità della UX dei giganti tecnologi.

Le abilità bancarie e quelle tecnologiche vengono da due mondi culturali molto diversi. Nella sfida per le banche di creare una cultura digitale, ha senso usare un partner esterno che sia esperto in materia tecnologica. Per una user experience ottima servono, infatti, i migliori developer e questi spesso non vogliono stare dentro a un’azienda che culturalmente non sia tech”, spiega Bellabarba a We Wealth.

Il vantaggio Elinvar sta nel posizionarsi a cavallo tra wealth tech e reg tech. In qualità di asset manager con piena licenza (autorizzato BaFin) Elinvar permette alla controparte l’outsourcing di alcune delle responsabilità regulatory o legal, come i controlli di compliance con Mifid, lo strategy matching (con possibilità di personalizzare il portafoglio) e la reportistica trimestrale al cliente finale (gestita da un sistema automatico).

Attualmente Elinvar è presente in Germania, con svariate banche private regionali e nazionali come clienti, che, anche se di impronta tradizionale, hanno deciso di affidarsi a un player tech innovativo e cogliere la sfida della digital transformation. Nonostante le origini tedesche, Elinvar crede in un approccio fortemente “local” e mira a offrire soluzioni personalizzate e attente ai bisogni degli istituti e della clientela di ciascun paese. Prossimamente, infatti, la scaleup punta a espandersi in Europa, con particolare attenzione all’Italia.

La realtà Italiana ed il mercato It sono chiave al sistema Europeo e vediamo la nostra tech come perfettamente adatta al mercato wealth It”. Numerosi i fattori che contribuiscono a rendere il nostro Paese un terreno fertile per Elinvar, dichiara Bellabarba , tra questi “ l’alta concentrazione di AuM; la forte domanda dei clienti italiani, amanti del design, per una user experience convincente e la necessità da parte degli advisor di sistemi semplificati per seguire i clienti”.

 

Virginia Bizzarri
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