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Cybersicurezza e privacy: protagoniste da VivaTech con l'AI

17 Maggio 2019 · Teresa Scarale · 3 min

  • Non è più l’epoca in cui l’unica noia “tech” era ricevere una bibita sbagliata alla macchinetta. Oggi, all’epoca dell’Internet delle cose, gli utenti devono scolarizzarsi. Non è tenero il ceo di Avast dal palco di Vivatech

  • L’indice Rdr valuta la tutela della privacy e della libertà di espressione di circa due miliardi e 150 milioni di persone, la metà degli utenti attivi mondiali della Rete. Le imprese dell’indice hanno una capitalizzazione di mercato complessiva di quasi 5 mila miliardi di dollari

  • Solo poche fra le imprese incluse nell’indice però fanno propri almeno la metà dei requisiti richiesti dall’Rdr. Quali sono i motivi, al di là della difficolosa disclosure sulle procedure interne?

I temi più caldi della convention parigina dedicata all’innovazione sono cybersicurezza e privacy, insieme con gli sviluppi dell’Intelligenza artificiale. In cattedra, il ceo di Avast. E intanto esce il Ranking digital rights index 2019

La tutela della privacy è il mattone della cybersicurezza

L’aumentata connettività delle persone e delle cose pone sempre maggiori rischi alla cybersicurezza. L’avvento dell’Intelligenza artificiale (AI) aggiunge poi, oltre alle opportunità, nuovi rischi. Si è parlato anche di questo nella prima giornata di VivaTech 2019. Gli hacker paiono sempre più avanti delle società, sempre più affamate di data scientist che sviluppino tecnologie e strategie di cybersicurezza. Le imprese stanno lavorando alla resilienza dei loro sistemi di sicurezza e di prodotto. Partendo dall’assunto che le infiltrazioni possono essere già presenti negli apparati IT, molte società stanno sistematicamente crittografando i loro dati più sensibili.

"Abbiamo bisogno di potenziare piattaforme e governi per ricostruire la fiducia dei cittadini nei confronti delle tecnologie. E' tempo di passare alla regolamentazione anche sulla Rete"
BY Justin Trudeau, primo ministro del Canada, durante il suo intervento nella giornata inaugurale di VivaTech

Cybersicurezza e privacy, rischi maggiori dei benefici?

Sul palco multicolore di VivaTech, ne hanno parlato Vince Steckler, ceo di Avast, e il campione mondiali di scacchi Garry Kasparov, Avast Ambassador.

Luci e ombre

I due relatori hanno insistito sulla scolarizzazione degli utenti, sul fatto che i consumatori imparino a comprendere i rischi insiti nell’utilizzo delle tecnologie sottostanti l’Internet delle cose e l’Intelligenza artificiale. “Fino a pochi anni fa, il nostro problema con le macchine era quello di avere un caffè sbagliato. Oggi, con l’Internet delle cose, il rischio è che gli hacker prendano il controllo della nostra intera casa”, dice Vince Steckler dal palco.

Privacy e diritti: il Ranking digital rights index 2019

Mentre da VivaTech si discuteva di cybersicurezza e privacy, usciva l’edizione 2019 del Ranking digital rights (Rdr) index sulla libertà d’espressione e la tutela della privacy al tempo di internet. Rdr lavora per la creazione di standard globali e incentivi affinché le imprese rispettino e proteggano i diritti degli utenti tramite i dati. L’edizione 2019 dell’indice ha valutato le 24 società digitali maggiori al mondo in merito al loro pubblico impegno alla tutela della libertà di espressione e della privacy dei loro utenti.

Oltre a libertà d’espressione e privacy, i 35 parametri della valutazione indagano anche la governance dell’impresa e i suoi meccanismi di rendicontazione. Complessivamente, le imprese dell’indice servono almeno la metà dei 4,3 miliardi di utenti mondiali di internet e hanno una capitalizzazione di mercato totale di quasi 5 mila miliardi di dollari.

Le persone hanno il diritto di sapere, le imprese hanno la responsabilità di mostrare
BY Ranking Digital Rights Corporate Accountability Index 2019

Privacy e cybersicurezza, le prime della classe

Microsoft, pur vincendo di misura su Google (62 a 61), sorpassa la storica numero uno dell’indice. E lo fa grazie a governance e tutela della privacy, mentre la società di Mountain View può ancora mettersi all’occhiello il fiore della libertà d’espressione. In ambito telefonia, è Telefonica ad aggiudicarsi la medaglia d’oro, superando Vodafone di cinque punti. Tuttavia il report segnala che solo poche imprese hanno superato il 50% dei requisiti nel 2019, nonostante nuove regole siano entrate in vigore in diverse zone del mondo, ad esempio in Europa con la Gdpr.

I punti deboli: privacy e trasparenza

Perché allora le imprese del panel hanno fatto tanto male? La maggior parte delle imprese sono ancora reticenti a disvelare il modo in cui trattano e custodiscono i dati personali. Sul fronte governance invece le società non sembrano consapevoli dei rischi derivanti dall’adozione di modelli di business disruptivi. Adottare processi di automatizzazione delle decisioni o pubblicità comportamentale pone rischi seri alla protezione dei dati personali. Altro punto dolente è quello della libertà di espressione, non solo inteso come “libertà di dire ciò che si vuole”, ma come delicato equilibrio fra protezione dagli hater e dalla censura. Infine, poche imprese hanno comunicato all’Rdr se e in che modo i governi chiedono loro informazioni sui privati cittadini.

Ranking digital rights 2019 internet
Courtesy Rdr
Ranking digital rights 2019 telefonia
Courtesy Rdr
Louise Bourgeois This work is number two from an edition of six with one artist's proof and one unique bronze variant, plus one unique sculpture in steel. Bronze. 128 ½ x 298 x 278 in (326.3 x 756.9 x 706.1 cm)
Louise Bourgeois, Spider, 1997. Esemplare 2 di 6, unica variante in bronzo. 326.3 x 756.9 x 706.1 cm. Venduta per 32.055.000 il 15 May 2019 da Christie’s New York
Teresa Scarale
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