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Credito al consumo: +5% nei prossimi due anni

Credito al consumo: +5% nei prossimi due anni

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Redazione We Wealth
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28 Maggio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Uso di nuove fonti di dati, trasformazione della customer journey e sviluppo di sistemi di Crm sono le priorità di cambiamento per oltre l’80% dei partecipanti

  • Psd2 e Gdpr sono viste come un costo importante, ma anche come un’opportunità per aumentare il valore offerto al cliente

Secondo l’ultimo rapporto pubblicato da Roland Berger il credito al consumo è in crescita. E i prossimi anni saranno momenti di cresciti. Entro il 2021 ci sarà un aumento del 5%, secondo gli intervistati

Il settore del credito al consumo continuerà a crescere. Entro il 2021 registrerà un +5% in tutta Europa. A dirlo Secondo lo studio “il futuro del credito al consumo in Europa” pubblicata da Roland Berger  entro il 2021 il settore registrerà un +5% in tutta Europa. Il 95% del campione del mercato continuerà a registrare una crescita costante, anche se moderata. Spagna, Portogallo, Polonia e Paesi nordici registrano un trend positivo. Piuttosto incoraggianti in vista di un consolidamento anche le aspettative per i player italiani. A pensarlo è il 70% dei manager intervistati. La digital transformation e le nuove customer journey sono le due grandi direttrici su cui si gioca il successo nel mercato dei prestiti per l’acquisto delle automobili o di qualsiasi altro bene durevole, dei prestiti personali, della cessione del quinto e delle revolving card. Nei prossimi anni si assisterà dunque ad un’accelerazione della trasformazione digitale. La carta cederà dunque il passo ai contratti dematerializzati firmati digitalmente. Le vendite si sposteranno sempre di più sull’online e sul mobile, anche se la maggior parte dei player vede ancora la filiale fisica o il punto vendita dei partner come il luogo dove il cliente si recherà per finalizzare il contratto o avere le ultime delucidazioni. Solo il 20% dei player in Italia si aspetta di concludere la maggior parte dei contratti in remoto senza interazione alcuna con un operatore in filiale o al telefono (percentuale che cresce fino al 38% in Europa).

La Psd2può aiutare questo passaggio? La nuova direttiva Ue, sui servizi di pagamento Psd2 e la normativa Gdpr sono viste dagli intervistati non solo come un rischio ma anche come un’opportunità per rafforzare il legame con la clientela e offrire nuovi servizi. Tuttavia gli italiani percepiscono meno queste opportunità rispetto ai peers europei (gli instant payments sono considerati un’innovazione critica per rafforzare il core business secondo il 29% dei partecipanti italiani, ma poco più del 10% crede che l’opportunità di offrire un servizio di aggregazione di conti possa fare la differenza, rispetto al 40% registrato per esempio in Germania).

Secondo dunque la ricerca non c’è una ricetta valida per tutti. Nel mercato del credito al consumo continueranno dunque a coesistere modelli distributivi tra i più diversi, ma quello che farà la differenza sarà l’implementazione delle strategie di business. Soprattutto per quel che concerne la qualità del customer journey messa a terra e il sistema di business a supporto. «Per gli specialisti che punteranno a mantenere una forte presenza fisica – e sono la maggioranza» sostiene Egidio Calegari, partner di Roland Berger «le sfide sono molteplici: dalla formazione della rete allo sviluppo di processi e sistemi che garantiscano la qualità del servizio di journey multicanale potenzialmente sempre più complesse e personalizzate».

 

Redazione We Wealth
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