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Coronavirus, fintech pronte a sostenere l’economia reale

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

16 Marzo 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 10,5% delle fintech ritiene che l’emergenza sanitaria avrà degli effetti sulla ricerca di nuovi talenti

  • Il 26,7% prevede un maggior ricorso ai propri servizi a supporto dell’economia reale

  • “Istituzioni e fintech devono lavorare insieme per accelerare la digitalizzazione delle imprese più tradizionali e delle banche”, spiega uno studio di ItaliaFintech

Nonostante le preoccupazioni in merito al possibile calo della domanda e all’impatto dell’emergenza sanitaria sui piani di espansione, le fintech si preparano a sostenere l’economia reale. Secondo ItaliaFintech, la parola d’ordine è: fare sistema

Se da un lato è ancora complesso fare previsioni sulla durata degli effetti della pandemia di Coronavirus e i mercati stanno facendo i conti con i risultati dell’incertezza, dall’altro la diffusione del virus ha avuto fin da subito degli effetti chiari ed evidenti sul tessuto imprenditoriale italiano, dai rallentamenti nella produzione alle chiusure temporanee forzate. In questo contesto, come si stanno muovendo le fintech e che ruolo possono svolgere nel sostenere l’economia reale?

Secondo uno studio di ItaliaFintech, l’associazione che riunisce tutte le principali fintech innovative nazionali e internazionali operanti in Italia, circa il 50% delle aziende associate prevede un calo della domanda e difficoltà a incassare. Ma non solo. Il 15,8% sostiene che l’emergenza sanitaria avrà dei risvolti strutturali sui piani di espansione, mentre il 10,5% si attende un impatto sulla ricerca di nuovi talenti. Meno forti, invece, le preoccupazioni legate alle difficoltà di fornitura, rilevanti solo per il 5,3% delle associate. Nel frattempo, tra eventi cancellati e rimandati, secondo l’associazione le realtà minori o appena sbarcate sul mercato potrebbero registrare delle difficoltà anche nel taglio dei costi.

C’è però una luce in fondo al tunnel. Se flessibilità e innovazione sono il fil rouge che tiene insieme lo scheletro delle fintech, il 26,7% delle intervistate prevede nel prossimo futuro un maggior utilizzo dei propri servizi a sostegno dell’economia reale.

La parola chiave è: fare sistema

“Le imprese fintech sono di fatto già attrezzate per soddisfare privati e imprese esclusivamente online, anche in relazione a richieste contingenti quali da esempio la fornitura di metodi di pagamento contactless o l’erogazione di finanziamenti per improvvise esigenze di liquidità”, si legge nello studio. La parola chiave è dunque “fare sistema”, mettendo a disposizione le proprie strutture per aiutare le imprese a superare eventuali crisi di liquidità e accedere ai contributi pubblici, offrendo servizi di consulenza specifici e prodotti di credito strutturati.

“Istituzioni e fintech devono lavorare insieme per accelerare la digitalizzazione delle imprese più tradizionali e delle banche – continua lo studio – Il fintech ha competenze e tecnologie che possono essere facilmente messe a disposizione, se c’è il supporto delle istituzioni”, dal risk management alla digitalizzazione delle procedure di gestione della catena produttiva, dal monitoraggio del portafoglio clienti all’automazione dei processi interni di valutazione. Un’occasione, inoltre, anche per innovare procedure e protocolli ormai superati, come il passaggio dallo scontrino fiscale cartaceo a quello digitale.

Rita Annunziata
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