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Con l’intelligenza artificiale volano i ricavi delle aziende

Con l’intelligenza artificiale volano i ricavi delle aziende

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Rita Annunziata
Rita Annunziata

02 Luglio 2020
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 79% delle aziende leader registra un incremento delle vendite di prodotti e servizi tradizionali superiore al 25%

  • Il 64% delle aziende attive nel settore bancario ha sospeso o ritirato gli investimenti a causa dello shock pandemico

  • Mancano ancora dei talenti di livello intermedio e senior in tema di intelligenza artificiale

L’interesse per le soluzioni di intelligenza artificiale continua a far sentire il suo peso anche nell’era covid. Secondo un report del Capgemini research institute, tra l’altro, le organizzazioni più attive sul tema riportano benefici tangibili sul fatturato. In ritardo il settore dei financial services

Lo shock pandemico non frena gli investimenti nelle soluzioni di intelligenza artificiale, anzi. Il 21% delle imprese leader del settore dichiarano di aver incrementato la velocità di implementazione negli ultimi mesi. Secondo il report The Ai powered enterprise: unlocking the potential of Ai at scale del Capgemini research institute, infatti, adottare con successo le tecnologie di intelligenza artificiale paga, con effetti positivi e tangibili sul fatturato. Il 79% delle aziende leader riporta un incremento delle vendite di prodotti e servizi tradizionali superiore al 25%, ma non solo. Il 62% registra una contrazione del numero di reclami da parte dei clienti di almeno il 25%, mentre il 71% parla di una riduzione delle minacce relative alla sicurezza.

In questo contesto, i settori life science e retail fanno da traino, raccogliendo rispettivamente il 27% e il 21% dei leader nell’adozione dell’intelligenza artificiale su scala. Seguono l’automotive e i beni di consumo con il 17% e le telecomunicazioni con il 14%. Nell’era covid-19, solo il 38% delle imprese attive nel settore life science ha tirato temporaneamente il freno o annullato completamente gli investimenti in Ai, contrariamente a quelle attive nei settori assicurativo con il 66%, bancario (64%) e utility (64%). Questi dati, secondo il Capgemini research institute, sono testimoni di una crescita dell’importanza dell’e-health in questo periodo, tra assistenti virtuali, app di tracciamento e chatbot.

“Alla luce della recente crisi dovuta al covid-19 le organizzazioni guardano ai dati e all’Ai per migliorare la resilienza delle loro operations, ma c’è una necessità ancora più forte di connessione tra gli obiettivi tattici e strategici di business e la loro implementazione per raggiungere la scalabilità”, commenta Marco Perovani, Telco media technology & energy utilities chemical services director di Capgemini Italy. “La ricerca evidenzia che le organizzazioni di maggior successo combinano gli sforzi per razionalizzare e modernizzare il proprio patrimonio di dati e i processi di data governance, costruiscono team con background differenziati e impostano modelli operativi equilibrati”.

C’è però anche un altro lato della medaglia da considerare. Il 70% delle imprese dichiara che manchino ancora dei talenti di livello intermedio e senior in tema di intelligenza artificiale. Più della metà dei leader del settore, tuttavia, ha nominato un responsabile Ai che possa sostenere il team nello “sviluppo di una vision e per stabilire linee guida sulla priorità dei casi d’uso, dell’etica e della sicurezza”, si legge in una nota, ma resta aperto il divario tra domanda e offerta in machine learning e data visualization.

Inoltre, dallo studio emerge come diverse organizzazioni sottovalutino l’importanza di un team competente sui temi etici. Solo il 29% delle organizzazioni che faticano a implementare le soluzioni di intelligenza artificiale su scala afferma di sapere il modo in cui i sistemi di Ai raggiungano determinati risultati, contro il 90% dei leader del settore. Un aspetto che potrebbe andare a discapito anche della fiducia stessa dei consumatori.

Rita Annunziata
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