PREVIOUS ARTICLE NEXT ARTICLE

Come il wealth management può usare l’innovazione a suo vantaggio?

Come il wealth management può usare l’innovazione a suo vantaggio?

Salva
Salva
Condividi
Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

06 Giugno 2019
Tempo di lettura: 2 min
Tempo di lettura: 2 min
Salva
  • L’uso di specifici software consentono un risparmio di tempo e un aumento delle produttività. Questo porta alla capacità di gestire nuovi clienti

  • Oltre ai risultati quantitativi la tecnologia può portare a vantaggi qualitativi. Un servizio su misura per il cliente è inevitabilmente legato ad una maggiore fidelizzazione e permanenza nella banca

L’intelligenza artificiale e l’innovazione stanno avanzando. Se usati nel modo corretto questi possono portare a vantaggi in termini di ottimizzazione del lavoro

L’innovazione digitale e l’intelligenza artificiale aumenta la produttività sull’industria finanziaria. Secondo Virtual B, azienda di data analytics specializzata nel wealth management, l’uso di specifici software consentono un risparmio di tempo del 35%. Questo porta ad un’incremento della produttività, inteso come maggior numero di clienti gestibili. “con probabilità superiore al 90%, la capacità di gestire clienti raddoppia. E qualche volta triplica” si legge nel report della società. Dal momento in cui i clienti che si ha più tempo, aumenta la possibilità di introdurre più clienti. Ma, nuovi clienti equivalgono a nuove masse in gestione o a nuova raccolta premi.

E visto che i clienti obbediscono a una legge di Pareto, dove pochissimi hanno molto e molti hanno poco, probabilmente ciò significa andare su clienti con un minore potenziale. Infatti, consulenti e agenti si concentrano quasi esclusivamente sul top 20% del bacino di clienti. Si tratterebbe dunque di puntare sul restante 80% di mercato disponibile.

“Concentriamoci per semplicità di calcolo sui prodotti d’investimento e valutiamo l’incremento annuo degli asset under management associato ai nuovi clienti: nel 90% dei casi simulati, l’incremento degli AuM (asset under management) si colloca tra il 20% e il 46%, con una mediana del 33%. Identico incremento è atteso sulle commissioni, se si ipotizza che non cambino aumentando il numero di clienti.” Sottolineano le evidenze. Questo risultato è condizionato dall’ipotesi che i nuovi clienti siano tutti più piccoli degli attuali. È un’ipotesi iper-conservativa, visto che tra i “clienti mignon” si nasconde una quota di clienti ad alto potenziale.

Ammettendo che alcuni nuovi clienti possano essere dimensionalmente importanti, l’incremento di AuM (e di riflesso quello delle commissioni) migliora sensibilmente e nel 95% dei casi è superiore al 40%, con mediana pari a 80%. Oltre a questo ci sono anche altri vantaggi. L’aumento della qualità del servizio al cliente, è uno di questi. Aspetto da non sottovalutare dato che un buon servizio porterà alla fidelizzazione del cliente e porterà ad una crescita del life-time value.

I risultati evidenziati dall’analisi  sono inoltre in linea con di tutt’altra natura. McKinsey , per esempio, ha calcolato come gli advanced analytics portino a un aumento di ricavi compreso tra il 15% e il 60%.  .

 

Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello
Condividi l'articolo
LEGGI ALTRI ARTICOLI SU: Digital Transformation Italia Europa
ALTRI ARTICOLI SU "Digital Transformation"
ALTRI ARTICOLI SU "Italia"
ALTRI ARTICOLI SU "Europa"