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Banche, gli italiani le vogliono tecnologiche

Banche, gli italiani le vogliono tecnologiche

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

25 Luglio 2019
Tempo di lettura: 2 min
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  • Gli sportelli fisici delle banche sono obsoleti. In un solo anno il numero di italiani che si è recato da uno di questi è diminuito del 5%

  • Banche e servizi postali rimangono al primo posto nella gestione dei risparmio degli italiani. Si stanno però facendo strada sempre più piattaforme indipendenti che offrono servizi digitali

     

Nel 2018 gli utenti italiani che accedono ai servizi finanziari da uno smartphone sono passati dal 17 al 20%. Inoltre i clienti attivi investono in media 20-30mila euro nei robo advisor e più di 250 mila italiani utilizzano salvadanai digitali

Servizi finanziari sempre più digitali. Sempre più italiani accedono ai servizi bancari attraverso canali online e in un caso su cinque lo fanno dai loro smartphone. Cala, inoltre, il numero di utenti che si reca fisicamente agli sportelli (-5% in un anno) dell’istituto di credito. E contestualmente aumenta l’uso delle postazioni self-services per fare diverse operazioni bancarie. L’indagine dell’Osservatorio fintech & insurtech della school of management del Politecnico di Milano dipinge dunque un quadro dove la tecnologia sta dominando il mondo dei servizi finanziari e sempre più utenti la richiedono alla propria banca.  “Il digitale – sottolinea Marco Giorgino, Direttore Scientifico dell’Osservatorio Fintech & Insurtechsta rivoluzionando il sistema finanziario italiano e, così come cresce l’utilizzo dei servizi fintech da parte dei clienti, cambiano in modo significativo le strategie distributive degli intermediari, con sempre meno filiali e filiali sempre più innovative. I numeri significativi degli utilizzatori di Robo Advisor, inoltre, seppure non tutti attivi, testimonia il crescente fermento attorno a queste soluzioni, come anche a quello dei salvadanai digitali. Questo fermento è altresì alimentato da un crescente numero di startup e piattaforme indipendenti che stanno entrando nel mercato proponendo queste funzionalità, rappresentando possibili alternative alle banche o, in alcuni casi, possibili soluzioni perché possano migliorare il proprio sistema di offerta. Di certo questo fa bene agli incumbent come spinta verso l’innovazione”.

Nel 2018 infatti è infatti cresciuto l’uso dello smartphone per accedere ai servizi bancari, con il 20% dei clienti italiani che si collega da mobile (era il 17% nel 2017). Mentre rallenta la crescita del Pc (+0,5% contro il 6% dell’anno precedente), che per la prima volta arretra come incidenza sul totale dei clienti bancari (dal 51% al 48%). Le banche aumentano l’offerta di filiali evolute: dal 7% all’11%, e degli Atm evoluti o multifunzione, sono saliti dal 76% all’80%.

La ricerca sottolinea come ancora pochi istituti tradizionali offrono servizi innovativi (piattaforme di robo advisor e i salvadanai digitali). Allo stesso tempo stanno iniziando a nascere piattaforme indipendenti, concorrenti delle banche tradizionali, specializzate in ambiti digitali. I salvadanai digitali sono stati invece utilizzati da oltre 250mila italiani, che generalmente accantonano piccole cifre per poi prelevarle all’inizio dell’estate o nel periodo natalizio.

La concorrenza di queste nuove realtà non sta però impensierendo gli istituti di credito tradizionali. Un recente sondaggio condotto dall’Osservatorio in collaborazione con Nielsen Italia su un campione di 1.515 utenti Internet italiani fra i 18 e i 74 anni ha rivelato infatti come le banche continuino ad essere il punto di riferimento per la gestione dei risparmi. Banche e servizi postali sono infatti la prima scelta, per il 65% e il 56% degli utenti, seguiti da società di risparmio gestito (42%) compagnie assicurative (16%) e associazioni di categoria (14%).

Non manca però spazio anche per le realtà più innovative come le startup (indicate dal 12% del campione), le aziende Internet (10%) e siti eCommerce (10%).

“Godere della fiducia dell’utenza non mette però le banche al riparo dalla necessità di offrire nuovi servizi e migliorare quelli esistenti” precisa l’Osservatorio. Interrogato sulle caratteristiche che dovrebbero avere le banche nei prossimi cinque anni, il campione mette al primo posto i servizi di base gratuiti, seguiti da maggiore trasparenza sugli investimenti, velocità di risposta ai problemi, possibilità di incontrare qualcuno di persona nei casi più complessi, disponibilità h24 tutti i giorni della settimana. Meno diffuse sono inoltre anche le richieste per poter fare più azioni attraverso lo sportello automatico e da smartphone.

Giorgia Pacione Di Bello
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