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Banche, entro il 2021 puntano tutto sull’It

Banche, entro il 2021 puntano tutto sull’It

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Francesca Conti
Francesca Conti

10 Giugno 2019
Tempo di lettura: 3 min
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  • Il 60% circa delle banche italiane è impegnato in fasi realizzative di open banking. Di queste, solo il 10,5% porta avanti iniziative in stato avanzato

  • Oltre il 2021 le banche puntano a proporsi in modo diffuso come piattaforme di scambio e integrazione nei confronti dell’It

  • Fra gli interventi organizzativi riguardanti la funzione It spiccano la costituzione di task force dedicate e, nel biennio 2020-2021, la revisione dei modelli di governance It

Secondo l’ultima rilevazione di Cipa e Abi, pubblicata da Bankitalia, gli istituti di credito italiani sono pronti alla rivoluzione portata dall’information technology (It). Più della metà delle banche italiane ha già avviato progetti per attivare servizi di open banking. Ed entro il 2021 prevedono di aprirsi a nuovi ecosistemi di business in mercati innovativi

La rivoluzione copernicana in cui stanno navigando le banche italiane si chiama open banking ed è portata dall’information technology. Secondo l’ultima rilevazione sull’It nel sistema bancario italiano, curata annualmente dalla Cipa (Convenzione Interbancaria per l’Automazione) in collaborazione con Abi e pubblicata da Bankitalia, gli istituti di credito italiani sono pronti ad abbracciare la rivoluzione tecnologica. La via dell’open banking italiano è già segnata, anche se l’obiettivo di una piena integrazione resta lontano.

Circa il 60% degli istituti di credito coinvolti nell’indagine è impegnato in fasi realizzative di cui il 36,8% in uno stadio iniziale, il 10,5% in iniziative pilota e solo una eguale percentuale in uno stadio avanzato. Più di un terzo del campione è poi impegnato nelle attività preparatorie di analisi preliminare (10,5%), gap analysis (10,5%) e definizione della roadmap d’azione (15,8%). Il campione della rilevazione è costituito da 19 gruppi bancari, che rappresentano il 92% dell’insieme dei gruppi bancari in termini di totale attivo.

Fase di attuazione della strategia per l'open banking

I risultati dell’indagine mostrano anche che i gruppi bancari italiani stanno intraprendendo un percorso di evoluzione nel tempo dell’approccio strategico all’open banking. Entro il 2019 prevale lo scenario ‘Esposizione minima’, in termini di compliance, seguito da ‘Apertura controllata’ in logica consortile e di settore. Nel biennio 2020-2021 prevale lo scenario ‘Apertura elevata’ verso modelli di business di terze parti, mentre nel lungo termine, oltre il 2021, spicca lo scenario ‘Valore diffuso’, nel quale la banca prevede la creazione di nuovi ecosistemi di business, in mercati innovativi e reti inclusive di nuovi attori, in una logica di piattaforma.

Posizionamento strategico dei gruppi bancari in ambito open banking

Ma quali sono le tecnologie utilizzate a supporto dell’open banking dagli istituti italiani? Per l’orizzonte temporale 2019-2029 spiccano i big data, segnalati all’incirca dal 90% del campione, e le Open Api, indicate dall’85% circa dei gruppi. Le Api sono applicazioni che, mediante modalità standard espongono le funzionalità di altre applicazioni, in pratica un’interfaccia per programmatori, come può esserlo, ad esempio, la tastiera per un utente. Advanced analytics, intelligenza artificiale, cloud e blockchain sono segnalate in crescita nel biennio 2020-2021. L’IoT non rappresenta, al momento, una tecnologia rilevante nel mondo bancario.

Come affrontare la rivoluzione It

Guardando alle cifre, gli stanziamenti It per l’open banking a valere sul budget 2018 (anno di riferimento dello studio) si attestano su un valore medio pari al 2,6%. Non è una percentuale elevata, ma sicuramente si tratta di un valore in crescita per quasi tutti i gruppi bancari. Per riorganizzarsi in materia di open banking, gli istituti di credito articolano la propria strategia in una serie di interventi di adeguamento dell’It, dell’organizzazione It e sul personale. Gli interventi mirati all’adeguamento delle architetture It per infrastrutture, applicazioni e sicurezza impegneranno il maggior numero di gruppi bancari entro il 2019.

Le grandi iniziative progettuali a sostegno del cambiamento connesso con l’open banking, in misura preponderante tuttora in corso, interessano i principali ambiti tecnologici: infrastrutture, applicazioni, dati e sicurezza. Di conseguenza, sebbene la realizzazione dell’open banking implichi un notevole incremento dei rapporti con terze parti, soltanto il 10,5% del campione ha già adottato policy ad hoc per regolarne gli interscambi, mentre il 68,4% prevede di farlo in futuro. Le tipologie di fornitore cui i gruppi bancari si rivolgono più frequentemente per la realizzazione di iniziative It in ambito open banking sono, nell’ordine:
1. Consorzio che opera nel settore bancario,
2. Global vendor,
3. Società di consulenza It,
4. Fornitore specializzato nel settore
5. Outsourcer del gruppo.

Fra gli interventi organizzativi riguardanti la funzione It spiccano la costituzione di task force dedicate e, nel biennio 2020-2021, la revisione dei modelli di governance It. Per quanto riguarda il reperimento degli skill, quasi l’85% dei gruppi si avvale di competenze interne, opportunamente formate, il 73% si rivolge a società di consulenza, circa il 40% a Global vendor, Fintech o al proprio outsourcer.

Francesca Conti
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