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L'altra faccia del crowdfunding

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

26 Giugno 2020
Tempo di lettura: 10 min
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  • Nel mondo della finanza alternativa, il peer-to-peer business lending è un sistema che, grazie a piattaforme tecnologiche, mette in contatto diretto prestatore e azienda richiedente, senza passare dall’intermediazione delle banche

  • Secondo i dati di Starteed, in Italia le piattaforme dl P2P lending hanno finanziato un totale di 240 milioni di euro nel 2019

  • Il P2P lending può rappresentare un’alternativa ai canali tradizionali per le aziende in cerca di finanziamenti in tempi rapidi e con processi semplici e digitalizzati

Non solo capitale di rischio, ma anche prestiti, in modalità peer-to-peer. Attraverso piattaforme dedicate,le imprese possono ottenere un finanziamento da una moltitudine di piccoli investitori. I casi di October e Borsadelcredito

Nell’era del fifintech, il finanziamento per le aziende non passa necessariamente dalle banche. Tra i canali alternativi di accesso al credito, le piattaforme di lending crowdfunding, anche conosciuto come social lending o p2p lending (peer-to-peer), possono rappresentare un canale efficace per soddisfare le esigenze delle imprese, soprattutto in un momento come quello attuale, in cui queste ultime necessitano di tanta liquidità e in tempi rapidi. Con l’intento di fare chiarezza su questa modalità di finanziamento alternativa che, attraverso un portale, mette in contatto diretto impresa e finanziatore, We Wealth ha raccolto le voci di October e BorsadelCredito.it, rispettivamente la prima e seconda piattaforma di business lending (ovvero focalizzate sui prestiti alle imprese, in contrapposizione al consumer lending rivolto alle persone fifisiche) per raccolta nel 2019 sul mercato italiano, con oltre 31 e 25 milioni di euro di credito erogato lo scorso anno, su un totale di 240 milioni di euro raccolti dalle piattaforme di P2P lending in Italia nel 2019 (come riportato dal Report sul crowdfunding in Italia realizzato dalla società Starteed).

Dalle micro-imprese alle grandi aziende, le piattaforme di lending crowdfunding si rivolgono a un ampio pubblico di impreditori: la soglia minima di fatturato è di 250mila euro per October e di 100mila per BorsadelCredito.it. La struttura più snella e meno costosa caratteristica delle fintech permette a questi operatori di servire un segmento di mercato (soprattutto per quanto riguarda le micro- imprese) che spesso trova difficoltà nel ricevere finanziamenti da parte degli istituti di credito. Difficoltà dettata in parte dai maggiori costi operativi che rendono alle banche meno conveniente erogare prestiti alle aziende di piccole dimensioni.

“Andiamo a colmare il bisogno delle piccole realtà che sono malservite o addirittura non servite dai canali tradizionali”, spiega a We Wealth Antonio Lafiosca, direttore operativo di BorsadelCredito.it. “Le piccole e micro imprese sono più penalizzate della media non perché siano meno solvibili ma per effetto di due dinamiche che si rafforzano a vicenda – evidenzia Lafiosca -. La prima è che i prestiti di piccole dimensioni sono un costo e non consentono alle banche di fare margine; la seconda, come rileva anche un’analisi di Bankitalia (Fragilità finanziaria delle imprese e allocazione del credito, 2017 ndr), è che le banche attribuiscono alle pmi una rischiosità aggiuntiva a parità di condizioni di bilancio, nonostante, sempre secondo Banca d’Italia, a fine 2017, in media, la piccola impresa italiana registrava una quota di crediti deteriorati del 23,5% contro il 25,1% della media generale. Non solo: la qualità era nettamente migliore rispetto alla media in 14 regioni italiane, tra cui Liguria (con un differenziale del 9,3%), Molise a +6,5%, Sardegna (5,4%), Cam- pania (4,8%) ed Emilia Romagna (4,7%)”.

Se il “tradizionale” canale bancario rappresenta ancora il primo interlocutore per molte aziende che necessitano di un prestito, la scelta del canale di finanziamento da parte di un’azienda non deve per forza essere un aut-aut. Secondo Sergio Zocchi, amministratore delegato di October Italia, soprattutto in una fase come quella attuale, in cui le imprese hanno bisogno di liquidità, i portali di P2P lending possono offrire un canale complementare rispetto a quelli tradizionali. La diversificazione delle fonti e degli strumenti di finanziamento è infatti, secondo l’ad della piattaforma attiva a livello europeo, tra i motivi principali che spingono le aziende a rivolgersi a marketplace come October. “Oggi è importante per un impresa avere accesso a diverse tipologie di finanziamento e a soluzioni finanziarie offerte da soggetti differenti, per non dipendere in maniera troppo determinante da un singolo prodotto o soggetto finanziatore”, spiega Zocchi, sottolineando che, spesso, le imprese che richiedono un prestito attraverso la piattaforma hanno già rapporti bancari e finanziamenti in essere con altri soggetti ma scelgono comunque di ricorrere a un ulteriore interlocutore per soddisfare determinate esigenze.

Esigenze di finanziamento che si possono riassumere nella semplicità e rapidità nel processo di valutazione, decisione ed eventuale erogazione del finanziamento che le piattaforme come October e BorsadelCredito.it riescono a soddisfare, da un lato, grazie alla combinazione di diverse categorie di prestatori privati e istituzionali, dall’altro grazie alla digitalizzazione e alla tecnologia alla base dei processi.Le richieste di credito da parte delle aziende vengono infatti processate e valutate dai due portali arrivando a una delibera nel giro di poche ore e, in caso di esito positivo, il finanziamento viene erogato in pochi giorni lavorativi, secondo quando dichiarato dalle due società. Il tutto in modo completamente digitalizzato, gestito in remoto e con una user experience intuitiva, che consente di snellire gli adempimenti burocratici. Il tasso di interesse che l’impresa paga sia per October che per BorsadelCredito.it, remunera integralmente i prestatori e corrisponde al profilo di rischio dell’operazione mentre le due piattaforme prendono una commissione a finanziamento erogato.

“Le imprese si rivolgono a October non tanto perché non hanno disponibilità da parte di altri finanziatori quanto piuttosto perché le condizioni proposte sono ritenute complessivamente più interessanti da parte dell’azienda, questo anche di fronte a un costo di finanziamento in media in linea o superiore a quello che un’impresa può ottenere da una banca”, evidenzia Zocchi, ricordando che tramite la piattaforma c’è la possibilità, grazie a una nuova iniziativa rivolta alle pmi di ottenere finanziamenti garantiti fino al 90% (da Sace e dal Fondo di Garanzia) per far fronte alle esigenze di liquidità e mantenere così la continuità operativa delle imprese”.

Virginia Bizzarri
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