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Crowdfunding immobiliare, Build Around: fiduciosi nel 2020

Crowdfunding immobiliare, Build Around: fiduciosi nel 2020

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Virginia Bizzarri
Virginia Bizzarri

04 Maggio 2020
Tempo di lettura: 7 min
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  • Nel primo trimestre 2020 il crowdfunding immobiliare ha registrato nuovi record ma il coronavirus rallenta la raccolta

  • Marco Ravetta (Build Around): “il mercato nel 2019 ha finalmente dimostrato di essere maturo e siamo fiduciosi che il 2020 possa riconfermarlo”

L’intervista a Marco Ravetta, co-fondatore della piattaforma di equity crowdfunding immobiliare Build Around

Secondo i dati raccolti da Crowdfunding Buzz, nel primo trimestre del 2020 il crowdfunding immobiliare in Italia ha segnato un nuovo record registrando una raccolta pari a 14,2 milioni di euro. A fare la parte del leone sono state le piattaforme di lending, con una raccolta pari a 10,2 milioni, tre in più rispetto al trimestre precedente. L’equity crowdfunding immobiliare ha invece frenato, raccogliendo 4 milioni contro i 6,8 degli ultimi tre mesi del 2019. Ciò sarebbe da attribuire al rallentamento della raccolta delle piattaforme specializzate. Protagonista di una delle quattro campagne equity dell’ultimo trimestre 2019 è stato il portale di equity crowdfunding per la raccolta di capitali destinati ad investimenti in real estate Build Around, che con la sua prima campagna per un progetto immobiliare a Milano ha riscosso un enorme successo andando in overfunding in meno di due giorni (raccogliendo 600mila euro su un obiettivo di 500mila). We Wealth ha intervistatoMarco Ravetta, co-fondatore di Build Around, per capire come si sta muovendo questo nuovo player nel mondo dell’equity crowdfunding immobiliare ai tempi del coronavirus.

Come ha impattato l’emergenza covid-19 sul vostro business?

“La crisi sanitaria che ha colpito il nostro paese si è trasformata immediatamente in una crisi finanziaria che quindi avrà certamente anche un impatto sul real estate e le piattaforme di equity crowdfunding. Noi come Build Around, a causa del coronavirus, abbiamo dovuto posticipare tre operazioni inizialmente previste tra marzo e luglio e rivedere i valori dei business plan delle operazioni in maniera ulteriormente conservativa. Numeri alla mano, nonostante il rallentamento rispetto al trimestre precedente, dato dal probabile slittamento di alcune operazioni,  se paragoniamo la performance del real estate equity crowdfunding nel primo trimestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019, la raccolta è stata di circa 1,7 milioni in più. Il mercato nel 2019 ha finalmente dimostrato di essere maturo e siamo fiduciosi che il 2020 possa riconfermarlo.

Inoltre, secondo un’interessante analisi svolta da Scenari Immobiliari che valuta l’andamento del mercato immobiliare in seguito alle sette principali crisi degli ultimi cento anni, a partire dalla febbre spagnola degli anni 20 fino alle crisi dei mutui subprime e dei debiti sovrani (2008-2013), nel medio termine l’effetto nelle zone più centrali delle principali città italiane dovrebbe risultare essere sempre meno marcato. Nel mercato residenziale, dove Build Around è specializzata, si prevede una discesa dei valori di alcuni punti percentuali nel corso dei prossimi due anni che andrà poi ad essere recuperata e per alcune città, come Milano, anche superata.

In un momento cosi difficile, la selezione del prodotto risulta sempre più fondamentale. Durante la pausa forzata dovuta alla situazione contingente abbiamo ricevuto decine di operazioni. Questo è dovuto alla maggiore percezione dello strumento da parte degli operatori immobiliari e alla ricerca di capitali dovuti ad una minore erogazione di mutui da parte delle banche. Come da richiesta di Consob a tutti i gestori, continueremo e anzi intensificheremo l’attenzione e l’analisi dei rischi. Di tutte le operazioni ricevute ad oggi solo il 5% ha superato i nostri criteri di investimento”.

Siete attivi sul mercato dal 2019, qual è la vostra strategia per affermarvi in questo settore, ancora poco conosciuto dagli investitori italiani?

“La grande innovazione che introducono i portali di real estate crowdfunding è la possibilità di investire pochi risparmi in un bene tangibile e reale. Fino a due anni fa il settore immobiliare riscuoteva l’interesse degli investitori ma era da sempre stato caratterizzato da grandi barriere d’ingresso di cui la principale era l’elevato capitale necessario. Grazie all’aggiornamento della normativa Consob per la raccolta di capitali attraverso l’equity crowdfunding questo investimento è diventato veloce, trasparente ed immediato e soprattutto permette all’investitore retail di diversificare. Tutti i progetti che vengono presentati sul portale sono stati sottoposti a due diligence da professionisti del settore.

Gli investitori stanno iniziando a capire il potenziale di questo prodotto e riceviamo sempre più interesse dalla nostra community. La parola crowdfunding che fino alla fine del 2018 era sconosciuta a gran parte degli italiani sta diventando sempre più un argomento di pubblico interesse, basti pensare a tutte le campagne di donation crowdfunding sviluppate a fini benefici nei confronti degli ospedali italiani e promosse anche da alcuni personaggi famosi.

Il settore dell’equity crowdfunding in generale ha registrato negli ultimi 3 anni una crescita del capitale raccolto di oltre 50% di anno in anno ed il real estate è sempre più parte integrante di questo innovativo prodotto. Noi come hai ben detto siamo attivi sul mercato solo dalla fine del 2019 dove abbiamo fatto la nostra prima raccolta di 600.000 € per un un’operazione in centro a Milano. La strategia di Build Around è quella di specializzarsi in operazioni residenziali di taglio medio, da 1 a 10 milioni, in location strategiche e centrali delle principali città Italiane con una durata non superiore ai 24 mesi ed una massima attenzione ai valori di vendita.  In questi ultimi 6 mesi abbiamo lavorato molto offline, dove abbiamo chiuso importanti partnership strategiche e aumentato il numero dei nostri investitori“.

Che ruolo può avere l’equity crowdfunding immobiliare nel portafoglio di un investitore?

“A nostro avviso l’investimento immobiliare deve sempre coprire una percentuale del portafoglio di un investitore. Questo è dimostrato anche dai principali fondi di private equity mondiali caratterizzati da importanti percentuali nel settore del real estate. Riteniamo quindi che questa tipologia di investimento possa essere un modo molto efficace per la diversificazione del portafoglio. Per noi di Build Around, permettere ai nostri investitori di diversificare il portafoglio è un aspetto fondamentale, per questo motivo selezioniamo le migliori opportunità su tutto il territorio italiano. Nonostante la situazione contingente il settore immobiliare, se analizzato correttamente può offrire interessanti opportunità. L’investitore attraverso piattaforme come Build Around ha accesso a qualsiasi tipo di informazione sul progetto: business plan, track record e cv dello sviluppatore, report, render e vari documenti legali che regolano il rapporto tra gli investitori e lo sviluppatore. Una volta effettuato l’investimento, l’investitore rimane aggiornato mensilmente sull’andamento del cantiere e delle eventuali vendite con report fotografici e descrizioni tecniche dell’andamento”.

Cosa avete in “cantiere” per il futuro?

“A breve usciremo con il nuovo layout lato utente della piattaforma mentre lato operativo stiamo lavorando su quattro operazioni e una di queste, relativa a progetto nella città di Firenze, sarà online a breve. Inoltre nell’ultimo periodo abbiamo chiuso due importanti partnership: la prima conDirecta Sim, una fiduciaria che permette ai nostri investitori di potere accedere alla rubricazione e quindi ad una potenziale rivendita delle quote nel mercato secondario e al vantaggio di non apparire in visura. La seconda con Bocconi students for real estate, l’associazione delle Bocconi specializzata nel mercato immobiliare che vanta oltre 40 membri e che per ogni operazione prepara un di valutazione indipendente”.

Virginia Bizzarri
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