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Venezuela e Iran combattono le sanzioni Usa con le criptovalute

Venezuela e Iran combattono le sanzioni Usa con le criptovalute

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Giorgia Pacione Di Bello
Giorgia Pacione Di Bello

30 Agosto 2018
Tempo di lettura: 2 min
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  • Iran e Venezuela per rispondere alle sanzioni americane e potersi trovare un canale di finanziamenti hanno deciso di puntare sulle criptovalute

  • Il Venezuela ha lanciato il suo “Petro” come valuta digitale. Donald Trump ha reagito firmando un ordine esecutivo per vietare agli americani di investire nella criptovaluta

La Banca Centrale iraniana è pronta a testare la blockchain sulla quale si interfacceranno utenti, banche e società di criptovalute. Se il test dovesse andare bene procederà al lancio della sua criptovaluta

Venezuela e Iran fronteggiano le sanzioni statunitensi coniando nuove criptovalute. La Banca Centrale dell’Iran è dunque pronta al lancio della sua criptovaluta per combattere le sanzioni imposte dagli Stati Uniti d’America e aprirsi nuove opportunità di investimento. La nuova valuta digitale, supportata dallo Stato, sarà simile al bitcoin nel suo funzionamento. Le transazioni verranno infatti eseguite attraverso la blockchain. L’infrastruttura – spiega Iberna, affiliata della Banca Centrale iraniana- dovrebbe essere un ecosistema disponibile alle banche e alle società che usano criptovalute, dopo essere stato testato e rivisto. Solo se il test di questa nuova piattaforma dovesse andare bene, allora si potrà procedere in maniera ufficiale al lancio della nuova criptovaluta iraniana.

In precedenza, però, la Banca Centrale aveva escluso la possibilità di introdurre il bitcoin e le criptovalute all’interno del suo paese. Dopo gli ultimi risvolti: il ritiro degli Usa dall’accordo nucleare iraniano e la re-introduzione delle sanzioni economiche, la Banca Centrale ha però rivisto i suoi piani, decidendo di non demonizzare le valute digitali. Per poter dunque garantire al Paese, l’accesso ai finanziamenti internazionali, la criptovaluta al momento è vista come l’unica soluzione. Se il test con le banche e le società, che si occupano di criptovalute, non dovesse andare bene, la criptovaluta iraniana non partirà sotto i migliori auspici o peggio ancora non si realizzerà in tempi brevi.

L’Iran però non è l’unico paese in difficoltà economiche che si rivolge alla valuta digitale per cercare di risollevare la situazione. Il Venezuela ha recentemente annunciato di voler metter in atto diverse riforme economiche che hanno come obiettivo la sostituzione della valuta corrente con una valuta digitale sostenuta dalla moneta del paese. Il Petro, il nome della nuova criptovaluta, è sostenuta dalle riserve di petrolio, gas e diamanti. Inoltre, è progettata (anche lei) per aggirare le sanzioni statunitensi e consentire l’accesso ai finanziamenti internazionali.  Il presidente Donald Trump non ha reagito bene a questa iniziativa, decidendo di firmare un ordine esecutivo per vietare agli americani di investire nella criptovaluta venezuelana

Giorgia Pacione Di Bello
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